Dal territorio della Bassa Romagna, un carico di aiuti che partirà nelle prossime settimane. L’obiettivo è anche di portare in salvo alcuni civili

A 30 anni di distanza dal primo carico di aiuti destinato alla ex Jugoslavia, dal territori di Fusignano partirà un altro carico diretto questa volta in Ucraina. Ad allestirlo è l’ufficio italiano di IPB Italia retto dalla presidente Fulgida Barattoni Rondinelli,  grazie al supporto offerto dai comuni della Bassa Romagna, dalle associazioni di volontariato del territorio, in particolare quello del comune di  Fusignano e dei tanti sponsor che hanno aderito all’iniziativa.

“I nostri – ha spiegato la Presidente durante la presentazione dell’iniziativa –  saranno dei blitz veloci finalizzati al recupero dei civili ucraini che ci sono stati segnalati. Entreremo nei territori, aiuteremo quei civili a raggiungere il confine dove ci sono i parenti che li aspettano e che sono famiglie ucraine che vivono sul nostro territorio, e lasceremo ai sindaci ucraini delle città gli aiuti costituiti prevalentemente da beni di consumo primario destinati agli ospedali sia per i reparti di degenza che di pronto intervento quali guanti, pannolini, pannoloni, carta igienica, rotoloni per i lettini medici e per le pulizie inclusi i prodotti igienizzanti per gli ambienti e la persona, senza scordare le “pile” batterie per alimentare le strumentazioni elettroniche di uso quotidiano”.

Il carico, gestito da Roberto Faccani, socio co-fondatore dell’ufficio italiano di IPB-Italia si affiancherà al convoglio di aiuti umanitari organizzato dal Comune di Forlì che ha aderito al progetto di Cooperazione Decentrata della Regione Emilia Romagna in “soccorso ai profughi ucraini”.

“Monitoriamo costantemente la situazione per scegliere un periodo che ci permetta di muoverci nella massima sicurezza possibile – ha sottolineato Faccani –. Per questo aspettiamo di capire cosa succederà il 9 maggio, giorno indicato come cruciale per definire le sorti del conflitto russo-ucraino. Il nostro intervento è diretto ad alcuni comuni della zona di Odessa, da dove, grazie ai nostri contatti sul territorio ucraino, ci sono giunte le segnalazioni di aiuto. Il nostro – continua – vuole essere un intervento di supporto nella seconda fase del conflitto, quella meno esposta ma anche quella più carente di attenzioni dopo oltre due mesi dall’inizio delle ostilità”.

L’intervento di IPB-Italia è sostenuto anche dalla sezione lughese dell’Unuci, che ha partecipato alla raccolta, dal volontariato fusignanese che ha ricevuto dalle mani dei bambini della scuola materna statale buona parte degli aiuti, e dal sindaco di Fusignano, Nicola Pasi che aderisce, come i primi cittadini di tutta l’Unione dei Comuni, alla rete dei “Majors for peace”, costituita da tantissimi sindaci a livello internazionale schierati per la pace.

“Nessun sindaco ucraino, fino ad ora, ha fatto parte di questa rete – sottolinea Barattoni Rondinelli –. Per questo, quando andremo cercheremo di creare le prime adesioni”.

Per Nicola Pasi, sindaco di Fusignano città che ospita una trentina di rifugiati ucraini si tratta di un “momento concreto di aiuto, non semplice”.

“I nostri volontari – evidenzia la presidente di IPB–Italia – avranno un “passaporto di pace” che protegge gli operatori in missione e pertanto secondo le norme di diritto internazionale questi devono essere agevolati, protetti, supportati da tutte le autorità che incontreranno. Le nostre bandiere di viaggio saranno la bandiera di IPB-Italia con scritto in 3 lingue “operatori di pace” in italiano, inglese, russo e la bandiera dei Mayors for Peace dei Comuni della Bassa Romagna. Inoltre – conclude – i nostri volontari avranno anche delle pettorine azzurre, con la stessa scritta, per renderli riconoscibili”.