Castrese De Rosa, Prefetto di Ravenna (foto di repertorio)

In una lettera alla stampa il Prefetto di Ravenna Castrese De Rosa torna sull’Atto di indirizzo in cui chiedeva di non pubblicizzare gli alcolici nei nomi degli eventi: “Solo una raccomandazione da ‘buon padre di famiglia’”

Risponde con una lettera alle redazioni degli organi di stampa il Prefetto di Ravenna, Castrese De Rosa, dopo alcune polemiche nate negli ultimi giorni dopo la pubblicazione del Documento operativo contenente le Linee Guida procedurali uniformi per tutto il territorio provinciale a proposito di eventi e manifestazioni pubbliche.

In particolare a creare scalpore erano stati alcuni punti dell’Atto di indirizzo sulle azioni di prevenzione sui rischi alcool correlati per un codice etico di comunità, dove si chiedeva tra le altre cose di “evitare nella denominazione e pubblicizzazione delle manifestazioni e/o feste l’utilizzo di titoli o immagini che richiamino prodotti alcolici (es., festa della birra, festa del vino)”.

Di seguito la precisazione del Prefetto, che avverte ancora una volta sulla necessità di rimanere vigili, senza scherzare troppo sugli eccessi e gli abusi legati all’alcol e alle droghe, ma ricorda come si tratti di un documento che non prevede sanzioni e obblighi, ma solo una raccomandazione da “buon padre di famiglia”

“Caro Direttore, nei giorni scorsi, dopo aver condiviso i contenuti con la Commissione Provinciale sui locali di pubblico spettacolo, i Vertici delle Forze dell’Ordine ed il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco, ho ritenuto opportuno inviare a tutti i Sindaci e agli Ordini e Collegi Professionali, una mia Direttiva con un Vademecum operativo ad uso di organizzatori pubblici e privati di manifestazioni ed eventi di pubblico spettacolo.

Lo scopo dell’iniziativa è quello di semplificare ed uniformare l’iter procedurale, offrendo agli organizzatori, in un territorio dove pullulano eventi e manifestazioni di pubblico spettacolo, un testo riepilogativo di norme di riferimento, sia primarie che secondarie, con la documentazione necessaria, la tempistica da rispettare, la circolare ‘Piantedosi’ del 2018 sui livelli di sicurezza,  una nota di sintesi, la modulistica e perfino una bozza di Regolamento per il funzionamento delle Commissioni Comunali di Vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, utile soprattutto per i Comuni che ne siano ancora sprovvisti.

Il Documento, di oltre 40 pagine, contiene alla fine due paginette di ‘buone norme comportamentali’, da ‘buon padre di famiglia’ direi, che hanno l’intento, con nessuna finalità prescrittiva o sanzionatoria, di raccomandare agli organizzatori di eventi una corretta informazione, evitando possibilmente l’utilizzo di titoli o immagini che possano condurre ad un uso smodato o ad eccessi di prodotti alcolici.

Qualcuno (non tanti per la verità) si è focalizzato solo su queste due paginette, ironizzando e quasi ridicolizzando il significato di queste ‘buone norme’.

Forse qualcuno dimentica i troppi morti per le conseguenze degli abusi da sostanze alcoliche, sulle strade e altrove, le liti e le risse che conseguono sovente agli eccessi o alla c.d. ‘malamovida’. Basti citare che nel 2021 la Prefettura di Ravenna ha adottato ben 527 provvedimenti di sospensione di patenti per ebbrezza alcolica (art. 186 codice della strada) ed altre 22 sospensioni per uso di sostanze stupefacenti (art. 187).

Si può essere non d’accordo e da Prefetto e giornalista accetto tutte le critiche, ci mancherebbe. Fortunatamente siamo in un Paese dove ognuno può liberamente manifestare il proprio pensiero, ma stiamo attenti a minimizzare o peggio ancora ad ironizzare. Chiunque può chiamare gli eventi come ritiene, non c’è nessuna sanzione! Ho ritenuto opportuno e doveroso chiudere la Direttiva con un sintetico elenco di ‘azioni di prevenzione sui rischi da alcol correlati per un codice etico di comunità’, per rispetto di quei genitori, familiari, amici  di tante giovani vite stroncate per gli abusi o gli eccessi da sostanze alcoliche. E a volte il linguaggio può essere educativo.

Era mio dovere farlo, a margine di un Atto d’Indirizzo che ha come obiettivo quello di richiamare gli organizzatori sulle misure imprescindibili di ‘Safety e Security’ da adottare, come stiamo già facendo, ad esempio per il ‘Jova Beach Party 2022’, per i prossimi grandi eventi che si terranno a Ravenna. Anche in questo caso per prevenire i rischi e possibilmente prevedere anche ‘l’imponderabile’”.