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Osint Day 2022, oggi all’Università Campus Bio-Medico di Roma: le tecniche OSINT (Open Source INTelligence) per diffondere la cultura della corretta informazione

Smascherare le fake news è diventata una priorità per la nostra libertà personale ma anche e soprattutto per la difesa di democrazie, imprese e dell’intera società civile. Il 30% dei cittadini europei che utilizza Internet si imbatte quotidianamente in notizie false, il 25% ogni settimana (fonte: Eurobarometro, 2020). Per contrastare la disinformazione e ridurre il rischio di manipolazione dell’opinione pubblica l’Associazione di Promozione Sociale Osintitalia e l’Università Campus Bio-Medico di Roma lanciano il 2° OSINT DAY il 18 maggio a Roma (Segui l’evento su Zoom: clicca qui) con l’obiettivo di diffondere la conoscenza delle tecniche OSINT, la Open Source Intelligence, nuova frontiera dell’alfabetizzazione digitale.

Programma dell’Osint Day, 18 Maggio ore 15 – Università Campus Bio-Medico di Roma

Osintitalia, associazione di promozione sociale, nasce con l’obiettivo di diffondere e utilizzare la disciplina dell’Open Source Intelligence in una prospettiva sociale e solidale e in questa prospettiva ha recentemente costituito al proprio interno uno specifico osservatorio per il contrasto alle fake news che si fonda sul supporto attivo e gratuito dei soci che mettono a disposizione le proprie competenze.

All’Osint Day “l’Open source intelligence come strumento di contrasto alla disinformazione digitale” partecipano:

  • il senatore Adolfo Urso, presidente, Copasir.
  • l’ammiraglio Gianluca Galasso del servizio Operazione dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
  • l’On. Alberto Pagani, membro della commissione Difesa.
  • Eugenio Santagata, Chief Public Affairs & Security Officer TIM e CEO Telsy.
  • il prof. Roberto Setola direttore del Master in Homeland Security dell’Università Campus Bio-Medico di Roma.
  • Marco Lombardi direttore del Dipartimento di Sociologia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
  • Antonio Scala, primo ricercatore dell’Istituto Sistemi Complessi del CNR.
  • Mirko Lapi, presidente di Osintitalia.

Modera: Luigi Garofalo, direttore del giornale online Cybersecurity Italia

Scoprire che una notizia presente sul web è falsa o una immagine ingannevole a volte può essere semplice e alla portata di tutti. Ad esempio, applicando tecniche di ricerca sui social network, usando con attenzione i motori di ricerca o sfruttando i servizi di“internet geografico” e molte altre applicazioni disponibili gratuitamente dal web.

Alcuni elementi da tenere in considerazione in una analisi di OSINT sono ad esempiola geolocalizzazione, la posizione nel tempo di un evento, l’analisi delle immagini e del contesto, il confronto tra più opinioni su un notizia dai commenti social. L’OSINT rappresenta una risorsa aperta e partecipativa che grazie ad applicazioni legali e fonti ufficiali gratuite sfrutta le possibilità offerte dall’immenso numero di dati disponibili online per aiutarci a comprendere cosa è vero e cosa è una manipolazione della realtà.

L’Osint per la nuova alfabetizzazione digitale

Le tecniche Osint, necessarie per districarsi nella fabbrica delle notizie false o verosimili, vanno messe nelle mani di tutti – ha sottolineato il professor Roberto Setola, direttore del Master in Homeland Security – divulgare le tecniche sviluppate negli ultimi decenni dai ricercatori significa insegnare al maggior numero di persone a verificare la veridicità di una notizia senza violare le regole o le leggi sulla privacy”.

Università Campus Bio-Medico di Roma, da sempre impegnata nello sviluppo di soluzioni tecnologiche a favore del benessere della persona, è leader nell’offerta formativa contro la disinformazione con il Master in Homeland Security e un ampio catalogo di corsi di formazione organizzati dall’UCBM Academy.

Nella nostra comunità accademica – ha ricordato il professor Roberto Setola l’incontro tra comunicatori, giornalisti e sociologi insieme a ingegneri, fisici ed esperti dei sistemi complessi mira ad accrescere l’interdisciplinarietà e a creare figure di riferimento per istituzioni, aziende e per i cittadini nella lotta alla disinformazione”.

Crediamo sia urgente accrescere l’alfabetizzazione digitale in ogni ordine e grado di formazione – ha ricordato Mirko Lapi, presidente di Osintitalia – e sostenere lo sviluppo del pensiero critico come strumento indispensabile alla genesi di opinioni personali corrette”.

L’attività di Osintitalia di contrasto alle fake news, attraverso videoguide, infografiche, la promozione dell’utilizzo di software professionali e gratuiti e il sostegno a portali di fact checking – ha dichiarato Luigi Garofalo, direttore del giornale online Cybersecurity Italia – è preziosa sia per noi giornalisti sia per i cittadini. Nell’overload informativo, oltre ai giusti tool, occorrerebbe fornire all’opinione pubblica anche nuovi ‘occhiali’ per riconoscere il vero giornalismo, quello indipendente basato solo sui fatti”.

Perché non ci accorgiamo delle fake news

Spesso per fretta, superficialità o perché suscitano in noi emozioni forti come odio, paura o rabbia finiamo per credere ad alcune affermazioni verosimili, senza tenere conto di come l’informazione sia stata “confezionata” né da quale fonte provenga: le commentiamo, le condividiamo o le inoltriamo ai nostri contatti senza riflettere abbastanza.

Attraverso un adeguato uso di strumenti aperti e collaborativi, applicazioni legali, fonti ufficiali gratuite presenti sulla rete internet e un approccio critico, l’OSINT permette di rispondere a molte delle domande e dei dubbi che possono sorgere leggendo le notizie diffuse dai mass media, per comprendere l’effettivo grado di veridicità.

Invid, il plugin che può aiutare cittadini e giornalisti a smascherare le fake news

Per non cedere alla seduzione delle notizie false o fuorvianti, gli specialisti dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e gli esperti di Osintitalia hanno stilato uno schema sintetico dei principali tipi di fake news e dei modi per scoprire l’inganno.

Di seguito i 10 più comuni esempi di disinformazione digitale che l’OSINT contrasta attraverso l’utilizzo di software professionali e gratuiti, motori di ricerca abbinati all’utilizzo di operatori di ricerca avanzati, Wayback machine che consentono di tornare indietro nel tempo per verificare la contestualizzazione spazio-temporale delle notizie.

Tra essi va citato InVid (progetto Europeo finanziato nell’ambito di Horizon 2020), destinato innanzitutto ai giornalisti in quanto primi verificatori delle notizie. InVid funziona così: raccoglie quattro diversi strumenti software per aiutare i giornalisti a stabilire l’autenticità dei contenuti presenti sui sociali media e dei video amatoriali diffusi in rete. I software permettono il filtraggio dei social media e l’analisi dei video e l’utilizzo della scienza forense. Il pannello di analisi di InVid rappresenta una fonte fondamentale per supportare investigatori e giornalisti, come il comune cittadino, per orientarsi tra le notizie vere e quelle false o manipolate.