Pala de André (foto di repertorio)

La gestione verrà concessa per 18 mesi, ma è riservata a chi ha già gestito negli ultimi 5 anni un impianto dello stesso tipo

Il Comune di Ravenna ha recentemente pubblicato l’avviso di indagine di mercato finalizzata alla richiesta di manifestazione di interesse per l’affidamento in concessione della gestione del Pala de Andrè. Si tratta del primo passo verso il nuovo affidamento della gestione stessa, in scadenza al 31 dicembre di quest’anno.

La risposta all’avviso (aperto lo scorso 14 luglio) dovrà essere presentata tramite corretto e completo caricamento sul Portale appalti entro le ore 12:30 del  12/08/2022 (termine ultimo per la presentazione delle domande di partecipazione).

La concessione

Come si legge nel testo dell’avviso, il complesso polivalente del Pala de Andrè è composto da varie e diverse strutture, che sono state divise in tre comparti. La concessione riguarda due dei tre comparti e comprende l’area del Palazzetto, con annessa area scoperta utilizzabile per fiere di settore, spettacoli sportivi e musicali (comparto A), e la pista per il pattinaggio di 4950 mq ed altre manifestazioni all’aperto (comparto B).

“I due comparti (A e B) – si legge nell’avviso sono individuati e delimitati e possono funzionare singolarmente o contemporaneamente per una o più manifestazioni. I comparti sono dotati di quanto occorre per il loro utilizzo e funzionamento (impianti – attrezzature – mobili)”.
Non è oggetto di affidamento invece il comparto C, ovvero tutta l’area da oltre la pista di pattinaggio fino alla zona in cui sono in corso i lavori per il nuovo Palasport, che comprende anche i bagni e l’installazione di diversi cartelloni pubblicitari.

Durata e valore

Il valore complessivo della concessione dell’impianto, come riportato sempre nell’avviso, è stimato in € 3.500.000,00 (IVA esclusa) per l’intero periodo di durata della concessione, che sarà di 18 mesi più eventuale rinnovo per ulteriori 18 mesi ed eventuale proroga tecnica di ulteriori sei mesi.

Presumibile che la scelta, da molti considerata logica e funzionale, del Comune di affidare l’impianto per un tempo breve sia propedeutica a una nuova concessione unica per tutta l’area, da affidare una volta conclusi i lavori per il nuovo Palazzetto dello Sport.

Obblighi

Come da avviso: “Il concessionario, nel rispetto della finalità di garantire la conservazione e l’ottimizzazione della struttura valorizzandone le potenzialità relativamente a manifestazioni sportive, concertistiche e fieristiche, sarà tenuto a gestire l’impianto sostenendo le relative spese e assumendo le relative responsabilità, garantendo lo svolgimento di tutte le attività necessarie” e dei servizi essenziali.

Il Comune, invece, “eseguirà, in base alla sua programmazione, gli interventi di manutenzione straordinaria che si renderanno necessari esclusivamente nei seguenti casi:

  • cedimenti delle parti strutturali principali dell’impianto sportivo salvo che non siano derivati da evidenti carenze di manutenzione ordinaria;
  • interventi sulle parti impiantistiche di maggior rilievo, esclusivamente nel caso in cui si renda necessaria la loro sostituzione completa per esaurimento di vita tecnica e sempre che non risultino evidenti carenze manutentive in relazione anche ai tempi di vita attesa per l’apparecchiatura;
  • interventi derivanti da nuove disposizioni di legge che impongano modifiche strutturali o impiantistiche a locali ed impianti esistenti”.

Requisiti

Molto stringenti i requisiti per rispondere all’avviso. Viene richiesto infatti di “aver gestito nel quinquennio antecedente la pubblicazione del presente avviso (2017/2021), per un periodo minimo di ventiquattro mesi consecutivi, almeno un impianto sportivo/fieristico pubblico o privato con caratteristiche dimensionali e funzionali analoghe a quelle oggetto della concessione”.

Chiaro come a questa condizione, unita anche ai tempi decisamente brevi (appena un mese compreso il periodo ferragostano), la platea di concessionari capaci di partecipare risulta ridotta all’osso, tanto che in molti ritengono questi criteri fortemente inopportuni e limitanti per la crescita dell’area.

Del resto si parla della gestione di un impianto sportivo/fieristico, non certo di una centrale nucleare. Impianto, per altro, il cui impiego dovrebbe anche essere guidato dal Comune stesso, che vorrebbe giustamente garantire alle società sportive la disponibilità del palazzetto, evitando spiacevoli episodi come quelli avvenuti negli ultimi anni con il basket costretto a emigrare altrove per giocare i playoff di categoria.

Da tante parti si chiede di creare maggiori opportunità per lo sviluppo dell’area, con maggiore apertura a più realtà: se la durata di 18 mesi appare andare nella direzione giusta, questi criteri risultano un grave ostacolo. Ostacolo da non riproporre in futuro, secondo molti.