Sequestrata anche una cosiddetta “idrorasca”, attrezzattura che può essere impiegata soltanto da pescatori muniti di regolare autorizzazione e limitatamente alle aree in concessione demaniale marittima per finalità di molluschicoltura

Durante una serie di controlli congiunti nell’ambito portuale, i militari della Capitaneria di porto – Guardia Costiera di Ravenna, insieme ai militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Rimini, Sezione Navale di Marina di Ravenna, hanno sorpreso alcune persone che a bordo di un’imbarcazione erano intente in attività di pesca non consentita all’interno del Canale Candiano, nelle aree commerciali del porto di Ravenna.

Approfittando dell’oscurità, in un primo tempo i pescatori sono riusciti ad allontanarsi via mare, ma la loro imbarcazione è stata individuata poco dopo dai militari, che hanno contestato al proprietario la violazione delle norme vigenti relative all’esercizio della pesca sportiva, ricreativa e subacquea.

L’attrezzatura utilizzata, consistente in una motopompa per la cattura dei molluschi bivalvi, la cosiddetta “idrorasca”, è stata sottoposta a sequestro amministrativo, in quanto può essere impiegata soltanto da pescatori muniti di regolare autorizzazione, e limitatamente alle aree in concessione demaniale marittima per finalità di molluschicoltura.

L’illecito è previsto e punito dall’art.11, comma 10, del decreto legislativo 9 gennaio 2012, n.4 “Misure per il riassetto della normativa in materia di pesca e di acquacoltura”, ed è soggetto al pagamento della sanzione amministrativa pecuniaria da 1000 a 3000 euro.

L’imbarcazione, che non risulta iscritta tra il naviglio dedito alla pesca professionale, sarà oggetto di ulteriori verifiche, come pure i documenti di bordo, tra cui il certificato d’uso del motore e l’assicurazione obbligatoria – in mancanza della quale l’unità dev’essere posta sotto sequestro.

La pesca all’interno del porto, e tanto più nelle aree di attracco delle navi mercantili, è vietata innanzitutto a salvaguardia della sicurezza della navigazione e della vita umana in mare, ma anche il prodotto illecitamente pescato non può essere consumato e tanto meno commercializzato, in quanto privo di tracciabilità ai fini della sicurezza alimentare. I controlli continueranno anche nei prossimi giorni, a tutela delle risorse dell’ambiente marino e nello stesso tempo dei consumatori e degli operatori in regola.