Manifesti dell'Associazione Pro Vita & Famiglia

“Per assicurarsi che la campagna pubblicitaria illegale oltre che fuorviante e offensiva, dei Pro Vita & Famiglia, venga rimossa al più presto, evitando il ripetersi di azioni analoghe”

Anche le Cgil di Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini aderiscono alla richiesta di “ritiro immediato dei manifesti Pro Vita #stopgender” dopo che ieri le associazioni femministe e per la parità di genere erano intervenute sull’argomento con una lettera nella quale chiedono alle autorità la rimozione degli stessi in quanto “I contenuti sono violenti e scorretti, nonché lesivi e offensivi, pertanto illegali”.

Si tratta di manifesti apparsi in diverse città italiane raffigurati (come si vede in foto) un bambino imbronciato al quale due mani esterne (di cui una con le unghie arcobaleno) avvicinano un fiocco e un rossetto. Sui manifesti appare anche l’hashtag #Stopgender e l’esortazione a firmare la petizione con la quale si chiede “Al prossimo Ministro dell’Istruzione di difendere i diritti dei genitori e la loro libertà educativa contro ogni forma di propaganda politica e ideologica nelle scuole italiane, in particolare riguardo all’ideologia gender”.

Anche Cgil chiede la rimozione dei manifesti

“Nelle recenti settimane in numerose città d’Italia, e anche in Romagna, sono comparsi i cartelloni della campagna discriminatoria promossa dall’Associazione Pro Vita & Famiglia. I manifesti riportano frasi come ‘Basta confondere l’identità sessuale dei bambini’ e l’hastag #Stopgender, promuovendo apertamente discriminazioni in base al genere e messaggi lesivi delle libertà individuali” scrivono le Cgil di Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini.

“Le Camere del Lavoro della Romagna si oppongono a questo tipo di campagna; tutte le Cgil della Romagna aderiscono alla lettera condivisa dalle associazioni del territorio che si occupano di parità di genere e lotta alle discriminazioni per chiedere alle istituzioni dell’Emilia Romagna e delle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini, la rimozione immediata di questi manifesti Pro Vita #stopgender che veicolano messaggi offensivi e scorretti.

Quella operata dai Pro Vita non è libertà d’espressione, questi cartelloni sono illegali perché non rispettano quanto previsto dal Codice della Strada all’art. 23 comma 4-bis, come modificato dalla legge n.156 del 9 novembre 2021 recante disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza delle infrastrutture, dei trasporti e della circolazione stradale. La norma recita: ‘È vietata sulle strade e sui veicoli qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali, dei diritti civili e politici, del credo religioso o dell’appartenenza etnica oppure discriminatori con riferimento all’orientamento sessuale, all’identità di genere o alle abilità fisiche e psichiche’.

Le Camere del Lavoro di Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini stanno inoltre valutando la possibilità di presentare un esposto alle Procure della Repubblica, per assicurarsi che la campagna pubblicitaria illegale oltre che fuorviante e offensiva, dei Pro Vita & Famiglia, venga rimossa al più presto, evitando il ripetersi di azioni analoghe.

Infine la Cgil e numerose associazioni della Romagna chiedono l’avvio di un percorso istituzionale affinché la recente normativa sia recepita nei Regolamenti locali, per evitare che in futuro vengano affissi nuovamente nelle vie delle città manifesti il cui contenuto e le cui immagini sono in contrasto con le norme di legge” concludono le Cgil di Ravenna, Cesena, Forlì e Rimini.

Pro Vita & Famiglia risponde con una lettera alle associazioni e alle autorità locali: clicca qui.