Manifesti dell'Associazione Pro Vita & Famiglia

La replica agli attacchi delle associazioni femministe e per la parità di genere: “Comunicazione pacifica nel voler tutelare i bambini”

L’associazione Pro Vita & Famiglia torna sulla questione dei manifesti dopo che le associazioni femministe e per la parità di genere hanno scritto una lettera indirizzata alle autorità e ai rappresentanti della politica locale per chiedere “l’immediata rimozione dei manifesti in quanto violenti e scorretti, nonché lesivi e offensivi, pertanto illegali” in quanto raffiguranti “un bambino con un’espressione tra il triste e l’imbronciato mentre due mani di due persone diverse e fuoricampo, di cui una con le unghie smaltate arcobaleno, gli propinano un fiocco rosso da mettere in testa e un rossetto che si avvicina alle labbra” con lo slogan “Basta confondere l’identità sessuale dei bambini #Stopgender” e l’esortazione a firmare la petizione con la quale si chiede “Al prossimo Ministro dell’Istruzione di difendere i diritti dei genitori e la loro libertà educativa contro ogni forma di propaganda politica e ideologica nelle scuole italiane, in particolare riguardo all’ideologia gender”.

Cgil, inoltre, valuta la possibilità di presentare un esposto in Procura.

La lettera di risposta dell’associazione Pro Vita & Famiglia

L’associazione Pro Vita & Famiglia risponde dunque con un’altra lettera in cui difende le proprie posizioni e afferma: “Non ci faremo fermare dalle tendenziose e infanganti proteste che in questi giorni arrivano da una certa sinistra illiberale ostile ad ogni democratico dibattito e da persone appartenenti agli ambienti più radicali e autoreferenziali del mondo femminista ed Lgbtq+, nei confronti della nostra campagna di affissioni che vuole denunciare l’indottrinamento gender sui bambini” esordisce la lettera.
“Le Autorità pubbliche alle quali è destinata questa lettera aperta sappiano che è in corso una macchina del fango con pesanti fake news – prosegue -. I nostri manifesti, infatti, non sono in alcun modo né violenti né discriminatori né sessisti e per questo sono pienamente legittimi, non violando alcuna legge. Inoltre, lo ribadiamo per l’ennesima volta, chi ci attacca cita una legge che non solo non riguarda i nostri manifesti ma è anche inapplicabile poiché, inserita nel Codice della strada nel 2020, non ha i decreti attuativi ministeriali previsti dalla stessa e mai emanati.
Pertanto, tali disposizioni non sono invocabili nemmeno in astratto per censurare il messaggio di Pro Vita & Famiglia” scrive l’associazione nella lettera.
“La Casa delle Donne di Ravenna e numerose altre associazioni femminili e femministe della Romagna che ci attaccano, così come i politici che vorrebbero censurare i nostri manifesti, se ne facciano una ragione – scrive Pro Vita & Famiglia -: non ci faremo tappare la bocca e anzi, potenzieremo ancora di più la nostra azione e la nostra comunicazione, proprio perché pienamente legittima e pacifica nel voler tutelare i bambini.
Potenzieremo e diversificheremo la nostra azione, anche attuando ulteriori modalità, già individuate, per diffondere con maggiore slancio i nostri messaggi, rendendoli ancora più efficaci.
In un contesto democratico, se queste associazioni desiderino divulgare i contenuti, anche di segno politico opposto ai nostri, lo facciano con gli stessi mezzi che utilizziamo noi: affissioni, camion vela, messaggi pubblicitari”.

“Rispettosi come siamo delle libertà garantite dal nostro ordinamento – conclude la lettera a firma Pro Vita & Famiglia -, nessuno di noi contesterà a queste associazioni il  diritto di poter comunicare le proprie idee, nessuno di noi invocherà censure, nessuno di noi cercherà di spegnere il libero dibattito, nessuno di noi oserà aggredire minacciosamente le parole, che trasudano ancora del sangue di chi è morto combattendo le dittature, affinché esse siano spente e vane, benché celebrate dall’art. 21 della Costituzione: ‘Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione’”.