Striscione del territorio di Ravenna alla manifestazione Cgil a Roma

Marinella Melandri (Cgil di Ravenna): “L’ampissima partecipazione dal territorio di Ravenna testimonia di quanto sia diffusa la preoccupazione per la difficile fase che stiamo vivendo”

A un anno dall’assalto alla sede nazionale di corso d’Italia, la Cgil è scesa in piazza a Roma per la manifestazione dal titolo: “Italia, Europa ascoltate il lavoro”.

Dal palco di piazza del Popolo, stracolma di gente, si sono susseguiti diversi interventi e le conclusioni sono state affidate a Maurizio Landini, segretario generale della Cgil.

“L’ampissima partecipazione dal territorio di Ravenna testimonia di quanto sia diffusa la preoccupazione per la difficile fase che stiamo vivendo– commenta la segretaria generale della Cgil di Ravenna, Marinella Melandri -. Centinaia di persone hanno raggiunto la capitale, grazie ai pullman allestiti dalla Camera del lavoro e anche con mezzi propri. In un momento estremamente difficile per il Paese, la Cgil è scesa in piazza per il lavoro, per i diritti e la giustizia sociale. Le lavoratrici e i lavoratori, in questi anni, non hanno ricevuto ascolto e le loro condizioni sono peggiorate, mentre per alcuni i profitti sono enormemente aumentati. A un anno di distanza dall’assalto alla nostra sede, diciamo no alla cultura della violenza e a qualsiasi forma di fascismo. Di fronte all’emergenza economica, si conferma la necessità di una riforma fiscale per aumentare i redditi e per la redistribuzione della ricchezza. La soluzione non è la flat tax. Bisogna fare vera lotta all’evasione fiscale. Occorre creare lavoro e combattere la precarietà. Le tutele e i diritti devono essere uguali per tutti i lavoratori, indipendentemente dalla forma contrattuale alla quale sono sottoposti. Vogliamo cambiare il Paese, partecipare alle scelte. Le iniziative della Cgil proseguiranno nelle prossime settimane: il 22 ottobre ci sarà una manifestazione unitaria a Roma su sicurezza e salute sul lavoro, mentre il 29 ottobre saremo in piazza per la sanità, per il welfare e per la legge sulla non autosufficienza”.