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Clama: “Gabbie minuscole per animali nati e vissuti in libertà”

La polemica sui pavoni di Punta Marina inizia ad inasprirsi sempre di più. Sono anni che si discute dell’argomento: fra gli abitanti della zona c’è chi davvero non li sopporta più e chi, invece, li ama e non vorrebbe assolutamente che venissero portati via in quanto divenuti parte integrante della città. La diatriba “Pavoni sì o pavoni no” era sbarcata, nel 2020, anche su Mattino Cinque con un servizio intitolato “Il caso del paese invaso dai pavoni – Pavoni girano indisturbati, è polemica. E’ giusto catturarli e trasferirli altrove?” e su Radio Studio 105.

La polemica si è innalzata nuovamente dopo che il Comune di Ravenna, il 21 ottobre 2022, ha approvato un avviso pubblico per catturare e delocalizzare i pavoni dell’abitato di Punta Marina (e nelle aree naturali circostanti), va da sé che la risposta delle associazioni animaliste non si è fatta attendere: “Come per la determina regionale per i daini, la cattura sarebbe a costo zero per gli operatori economici i quali, è evidente, dovranno trarre un guadagno da tali operazioni: nella determina viene richiesta infatti esperienza in ambito di allevamenti ornamentali ed avicoli, altro che rassicurazioni e controlli sul benessere animale” afferma l’Associazione CLAMA Ravenna odv “Se i nostri amministratori – continua CLAMA – vogliono farci pensare a parchi e giardini di Disneyland come luogo di destinazione, le disposizioni relative all’individuazione di un sito idoneo citano ‘voliere di adeguato volume, di altezza non inferiore a 1,60 cm’. Gabbie minuscole per animali nati e vissuti in libertà, ecco l’idea di benessere animale di Sindaco e dirigenti! Sappiamo bene – prosegue l’Associazione – che alcune persone non sopportano neanche il canto dei passeri, i gatti che attraversano i giardini, l’abbaiare di un cane: un’amministrazione responsabile dovrebbe attivarsi per educare la popolazione ad un sereno rapporto di convivenza uomo – animale.  Un’amministrazione saggia valorizzerebbe i pavoni di Punta Marina a livello turistico, tutelandoli e non destinandoli a voliere. I piani per gestire la convivenza con le specie non umane possono essere più complessi del solito cattura – metti in gabbia – spara – mangia, ma testimonierebbero il livello di civiltà delle istituzioni. Non basta – conclude CLAMA – tingersi di green nei comizi pre elettorali, perché qua, fra alberi tagliati dissennatamente, colonie feline che non vengono seguite, nutrie abbattute nei modi più crudeli, cementificazione, sponsor di grandi eventi in ecosistemi fragilissimi, di green c’è solo il washing”.