Incrocio Osteria (foto di repertorio)

Flavio Vichi, primo firmatario della petizione: “Indubbio comporti innumerevoli vantaggi”

“Oltre 550 firme chiedono a gran voce la realizzazione della ‘rotonda salvavita’ di Osteria, nella petizione promossa dopo l’ennesimo incidente stradale verificatosi lo scorso 8 ottobre nella intersezione maledetta tra la Via Dismano e la Via Lunga, con un bilancio di sette feriti, due auto ribaltate e diversi danni alle infrastrutture stradali. In quella occasione ha corso un grave pericolo anche il pubblico esercizio sito in loco, che visto le due auto coinvolte terminare la corsa letteralmente a pochi centimetri dalle vetrine dello stabile” esordisce in una nota Flavio Vichi, primo firmatario della petizione.

“Ho lanciato questa petizione – continua Vichi -, sostenuta anche dal locale comitato cittadino, per dare l’opportunità a tante persone di far valere davanti all’Amministrazione un proprio diritto inviolabile, quello alla sicurezza stradale e, quindi, alla vita. Già, perché la sicurezza stradale e la vita delle persone sono strettamente correlate, basti pensare che ogni anno sulle strade italiane muoiono 3.000 persone con oltre 250.000 feriti in più di 150.000 incidenti stradali. Si tratta di un diritto che riguarda sia i residenti e gli automobilisti che transitano abitualmente da questa intersezione, sia i turisti che vi passano una tantum. Perché dovrebbe essere normale, che uno esca di casa la mattina per andare al lavoro, certo di rientrarvi la sera sano e salvo, così come dovrebbe essere normale che una giornata passata in spensieratezza a Mirabilandia non si concluda in modo tragico per colpa di un incrocio. Una questione, quella della rotonda di Osteria, che va avanti da anni e attorno a cui ultimamente orbitano fatti ‘singolari'”.

“È singolare – sostiene Flavio Vichi -, come sempre, che nel nostro Paese si debba arrivare a vere e proprie battaglie, per ottenere da parte dell’amministrazione pubblica, qualcosa di irrinunciabile e necessario per la sicurezza della propria comunità.

È singolare, per esempio, che dopo il mio primo esposto indirizzato a Comune e Provincia, presentato nei primi mesi del 2020, che aveva portato in poco tempo a uno studio tecnico ed economico di fattibilità da parte del Dirigente del Settore Lavori Pubblici e Programmazione Territoriale della Provincia, con esito positivo, inizialmente condiviso dalla nostra Amministrazione, la stessa abbia poi improvvisamente fatto retromarcia, guarda caso proprio in concomitanza dell’installazione del “nuovo” autovelox su Via Dismano poco prima dell’abitato di Osteria. Un autovelox che evidentemente non ha dato i risultati sperati in termini di sicurezza stradale, giacchè gli incidenti non si sono fermati. Anzi, occorre riportare alla memoria che almeno due incidenti stradali si sono verificati proprio all’altezza di detto autovelox, in un punto ove non si erano mai verificati prima.

È singolare – si legge nella nota – che il Comune abbia alzato ‘un muro’ sulla possibilità di costruire una rotonda, proprio in una città come Ravenna dove le rotonde sono spuntate nelle collocazioni più varie e impensabili.

È singolare anche che alle porte del 2023, nell’era della digitalizzazione, tra l’altro prevista e normata anche per le Pubbliche Amministrazioni già dal lontano 2005 e che nel 2012 ha visto la nascita dell’AgID, sia stato costretto a chiudere la stessa petizione promossa anche online su change.org che aveva visto in poche ore raccogliere oltre 200 firme, che è lecito supporre sarebbero diventate migliaia nel giro di poco tempo; questo poiché il nostro Comune ritiene valide solamente le petizioni cartacee, ben più difficili da far circolare con i ritmi della vita moderna.

Lungi dal voler innescare sterili polemiche – sottolinea -, ciò che preme è invece realizzare nel più breve tempo possibile questa importante opera viaria, oggetto di numerose interpellanze, question time e discussioni anche nello stesso Consiglio Comunale. Un’opera che oltre ad essere importante, è diventata anche urgente, considerato il susseguirsi di incidenti stradali. Aspetto secondario di cui tener conto, ma non meno importante, è anche quello del traffico e del conseguente inquinamento, con il formarsi di lunghe code sulla Via Lunga, dovuto all’ingente mole di veicoli in transito, alla presenza dello svincolo della E45, dei lidi e di Mirabilandia, oltre che alle continue chiusure della stessa E45, che comportano deviazioni interessando proprio questa intersezione.

È indubbio che la realizzazione di una rotonda, in sostituzione di una intersezione a raso regolata da “stop” o da impianto semaforico, comporti innumerevoli vantaggi tra cui la riduzione dell’80% degli incidenti stradali e della loro gravità, la riduzione della velocità e il conseguente rallentamento di tutti i veicoli che si avvicinano all’intersezione, la possibilità di invertire il senso di marcia senza ricorrere a pericolose manovre, il risparmio sui costi di manutenzione, la riduzione degli ingorghi e di traffico fermo, la riduzione delle emissioni inquinanti, il risparmio di carburante.

Tutte queste valutazioni, che ognuno di noi può apprezzare nella concretezza attraverso la propria esperienza quotidiana di automobilista, sono state ovviamente frutto di analisi e risultato di studi specifici di settore, per altro condivisi sia dall’Italia, che da diversi Paesi Europei e dagli Stati Uniti, che presenterò in sede di discussione della petizione in Comune.

Alla luce di tutto questo, auspichiamo una nuova inversione di marcia da parte del Comune sulla questione ‘rotonda salvavita’, che rappresenterebbe un segno tangibile di assunzione di responsabilità e di ascolto nei confronti dei cittadini. Ciò al fine di addivenire a un accordo fra Comune e Provincia, entrambi chiamati in causa per le rispettive competenze. Accordo che dovrebbe essere tanto più facile e veloce, in una situazione come quella ravennate, dove Michele De Pascale riveste il doppio ruolo di Sindaco del Comune di Ravenna e Presidente della Provincia, e che speriamo intervenga personalmente, rapidamente e positivamente in tal senso” conclude Flavio Vichi – primo firmatario petizione.