CONFERENZA STAMPA IN PROCURA. individuato il presunto responsabile della bomba incendiaria e scritte no vax contro l' ub vaccinale di ravenna all' esp

Le indagini della Digos di Ravenna continuano

È stato individuato dalla Digos di Ravenna il presunto responsabile del grave attacco, avvenuto nella notte fra il 24 e il 25 febbraio, all’Hub vaccinale dell’Esp a Ravenna durante il quale un individuo ha lanciato una bomba rudimentale contro la porta del centro causando ingenti danni e un principio di incendio, comunque spento rapidamente dal tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco.

Intenso è stato l’impegno delle Forze dell’Ordine per trovare il presunto colpevole, si è trattato di un’indagine che ha richiesto “un’attività investigativa tradizionale, complicata per via dei pochissimi elementi da sviluppare” come spiegato questa mattina durante una conferenza stampa da Alberto Aurelio Verzera, dirigente della Digos di Ravenna che ha sottolineato come le indagini siano “partite dal simbolo colpito per trovare il movente ideologico in una vasta cerchia di soggetti. È seguita un’attenta analisi dei filmati, anche quelli dei tragitti che l’individuo ha percorso per dirigersi verso l’hub vaccinale, dopodiché numerosi servizi di osservazione sul posto e in luoghi adiacenti hanno permesso di estrapolare elementi significativi come la statura fisica del colpevole e il mezzo utilizzato. L’incrocio degli elementi ha portato all’individuazione del presunto responsabile e la perquisizione ha dato risultati che potrebbero convalidare l’ipotesi di colpevolezza”.

L’individuazione della persona che, secondo le indagini, potrebbe essere l’artefice dell’attacco all’hub, dimostra l’intenso impegno delle Forze dell’Ordine per reprimere questo tipo di criminalità preoccupante in quanto colpisce luoghi dal valore simbolico e allarma l’opinione pubblica.

Sia il questore di Ravenna, Giusy Stellino, che il sostituto Procuratore della Repubblica, Dott.ssa Angela Scorza, hanno fatto i complimenti alla Digos per il “risultato eccellente, soprattutto tenuto conto dell’estrema difficoltà delle indagini”.

Ancora una prova, da parte delle Forze dell’Ordine, che gesti di tale portata non restano impuniti. Le indagini continuano, anche a proposito di altri episodi, come gli imbrattamenti “no vax” nelle sedi sindacali.