TRIBUNALE DI RAVENNA. Sentenza di condanna per il cuoco faentino che cercò di avvelenare la moglie

Il Tribunale di Ravenna ha accolto in primo grado le richieste della Procura

Condanna a 16 anni di reclusione per aver tenato di uccidere la moglie con un caffè avvelenato. Questa la sentenza emessa in primo grado ieri, lunedì 12 dicembre, dal collegio penale del Tribunale di Ravenna nei confronti di un cuoco fantino ultraquarantenne, che era accusato di tentato omicidio pluriaggravato, maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della moglie, dalla quale si era separato. La condanna prevede inoltre l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, 50mila euro di provvisionale per la moglie e 15mila per la figlia.

Come riportato dall’agenzia Ansa, l’uomo era stato arrestato all’alba del 1 ottobre 2021, a seguito della denuncia della ex, insospettita dal cattivo sapore del caffè. Attraverso intercettazioni video la Procura aveva ricostruito come l’uomo avesse corretto il caffè con un farmaco anticoagulante, che era stato prescritto alla donna dal medico, ma che avrebbe potuto causare un pericoloso sovra-dosaggio, con emorragie potenzialmente fatali se associate a un vasodilatatore, anche questo somministrato, secondo l’accusa, dal cuoco alla ex.

La donna aveva anche accusato l’ex marito di averla costretta a rapporti sessuali sotto la minaccia ti tagliare il mantenimento mensile da 300 euro. L’uomo ha sempre negato tutto, dichiarando di non aver mai preteso rapporti sessuali e di aver somministrato le pasticche solo per tranquillizzare la donna.

In attesa delle motivazioni della sentenza di primo grado, il Tribunale sembra però aver dato ragione alle tesi della Procura.