Entrambi gli strumenti saranno concepiti per essere piani dinamici e aggiornabili

I Comuni di Alfonsine, Bagnacavallo, Bagnara di Romagna, Cotignola, Conselice, Fusignano, Massa Lombarda e Sant’Agata sul Santerno stanno predisponendo il primo stralcio del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (Peba) e del Piano di accessibilità urbana (Pau). Parte così il percorso che porterà tutti i Comuni della Bassa Romagna ad avere nel prossimo futuro questi strumenti urbanistici, attualmente già approvati solamente dal Comune di Lugo.

Peba e Pau sono due strumenti integrati per il perseguimento dello stesso fine, che è il monitoraggio, la progettazione e la pianificazione degli interventi finalizzati al raggiungimento dell’accessibilità e usabilità degli edifici pubblici (i Peba) e dei luoghi urbani (i Pau) da parte di tutti i cittadini, senza distinzione di genere, età, stato di salute, cultura, etnia o altro.

Sono strumenti che hanno dunque lo stesso obiettivo, ovvero garantire la vivibilità, il raggiungimento del maggior grado di mobilità in autonomia, che verranno redatti contestualmente in considerazione del principio di sistema, per il quale entrambi gli ambiti (quello edilizio del Peba e quello urbano del Pau) entrano in relazione.

Il Peba mira a classificare il patrimonio immobiliare pubblico eseguendo una diagnosi e programmando gli interventi di graduale eliminazione delle barriere architettoniche.

Il Pau invece mira a classificare i percorsi di interconnessione nei tratti urbani di collegamento con gli edifici pubblici individuati dal Peba, inquadrando ed esaminando il contesto urbano e programmando gli interventi per la risoluzione delle criticità emerse durante l’analisi conoscitiva.

Il Servizio Urbanistica, Energia e mobilità dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna ha già avviato le attività propedeutiche alla definizione di un primo stralcio di entrambi i piani che – come avvenuto anche per il Pug – sarà accompagnata da una fase di ascolto e confronto con le parti sociali interessate, attraverso un questionario e altri momenti di condivisione degli obiettivi, per raccogliere contributi e idee capaci di migliorare le strategie da adottare.

«Il concetto di persona con disabilità, legato allo stereotipo della persona sulla sedia a rotelle, è notevolmente mutato nel tempo – sottolineano i sindaci referenti Paola Pula Nicola Pasi – e comprende chiunque si trovi in maniera permanente o temporanea ad avere delle difficoltà o esigenze particolari nei movimenti (si pensi banalmente a persone con passeggino o individui convalescenti) o nelle percezioni sensoriali, nonché le persone con difficoltà cognitive e psicologiche. Così come è evoluto il concetto di accessibilità inteso oggi come inclusione e benessere ambientale che riguarda tutti coloro che abitano la città. Oltre che un necessario adeguamento normativo, dotarsi di questi piani rappresenta un messaggio di civiltà verso tutti coloro che abitano il nostro territorio».

Entrambi gli strumenti saranno concepiti per essere piani dinamici e aggiornabili mediante il continuo monitoraggio degli interventi programmati e attuati, per consentire una più ampia conoscenza ed un miglioramento del grado di accessibilità e fruibilità della città e del patrimonio pubblico.