L'assessore alla sicurezza del Comune di Faenza, Massimo Bosi con uno degli artificieri; nel canale si nota l'ordigno bellico

Sarebbe un proiettile di cannone da 105 mm dell’esercito tedesco

Nella mattina di giovedì i Genieri dell’8° Reggimento della Brigata Folgore sono intervenuti nell’area del campo da rugby della Graziola, l’impianto sportivo di Faenza, dove nei giorni scors era stato rinvenuto un ordigno bellico della Seconda guerra mondiale. La Graziola in questi giorni è oggetto di verifiche podromiche per concedere il via libera alla rigenerazione dell’area attraverso un progetto risultato vincitore di un finanziamento PNRR per un importo di 2,5 milioni di euro. Proprio per questo motivo dagli uffici tecnici di Palazzo Manfredi, alla notizia del ritrovamento dell’ordigno, hanno temuto di non riuscire a consegnare le pratiche per l’avvio della pratica per la canterizzazzione dell’opera, che vedeva come termine ultimo il 31 dicembre. Così, quando lunedì gli operai incaricati dei carotaggi hanno comunicato il ritrovamento dell’ordigno bellico, a qualche decina di centimetri sotto al livello del campo da rugby, in corrispondenza delle panchine, la preoccupazione a Palazzo Manfredi si è fatta palpabile. Fortunatamente le procedure si sono risolte velocemente e giovedì mattina i Genieri della Folgore, il reparto incaricato della bonifica delle aree sottoposte a bombardamenti nel corso della Seconda guerra mondiale, hanno ‘spolettato’ l’ordigno rendendolo non pericoloso. Dopo un primo esame da parte degli esperti si tratterebbe di un proiettile di artiglieria terrestre verosimilmente dell’esercito tedesco in ritirata. “Dalle foto -spiega il responsdabile del Museo del Risorgimento e dell’Età contemporanea, Aldo Ghetti- sembrerebbe un proiettile da 105 millimetri di cannoni dell’esercito tedesco. Vista la zona del ritrovamento, portrebber essere stato lasciato da una batteria che aveva come bersaglio truppe dell’esercito alleato in arrivo dal forlivese. Se così fosse vale la pena ricordare che la gittata di quei cannoni si aggirava sui 15 chilometri, quindi sarebbe in linea con le ricostruizioni del periodo”. Dopo averla resa innocui, l’ordigno è stato trasportato dai Genieri dell’Esercito in una cava di Brisighella per poi farla brillare. Le operazioni hanno comportato, dopo l’allestimento del COC, il Centro operativo comunale, la chiusura al traffico della via Sant’Orsola per qualche ora. Nell’operazione, oltre all’esercito sono stati coinvolti dicversi Enti.