Gianluca Pini (foto di repertorio)

L’indagine riguarda una fornitura di mascherine importate da una ditta cinese nei primi tempi della pandemia

L’ex parlamentare della Lega, Gianluca Pini, è stato arrestato su disposizione della Dda di Bologna. Pini – secondo l’ipotesi accusatoria della Procura di Forlì – avrebbe conseguito un appalto da milioni dall’Azienda Usl Romagna legato alla fornitura di mascherine (importate da una ditta cinese) nei primi tempi della pandemia. Questi dispositivi di protezione in quel momento era praticamente introvabili nelle strutture sanitarie. Ma le mascherine in questione sarebbero state non idonee, mancanti delle necessarie certificazioni.

Dunque la Procura rileva una frode, che secondo gli inquirenti avrebbe un valore di oltre tre milioni e mezzo. Secondo le ricostruzioni, risale al 16 marzo 2020 un accordo tra la Codice srl, rappresentata dall’ex parlamentare leghista e l’Ausl Romagna. Ancora secondo le ipotesi, fondamentale sarebbe stata la connivenza nell’importazione da parte dell’Agenzia delle Dogane. In relazione a ciò, l’ex direttore dell’Agenzia, Marcello Minenna, ex assessore M5s in Comune a Roma e ora assessore all’ambiente della Regione Calabria, è stato arrestato e si trova ai domiciliari.

Nell’inchiesta generale sono coinvolti in posizioni minori anche un poliziotto, un carabiniere e un dipendente della Prefettura di Ravenna: si tratterebbe di scambi di favori con Pini. In tutto sono stati 34 i provvedimenti cautelari.