Informazioni e indicazioni su quanto è stato fatto finora e su cosa sia necessario in futuro per un territorio più forte

Oltre l’alluvione, l’incontro pubblico al Palazzetto dello Sport di via Sabin ha visto la partecipazione di circa 200 persone che hanno ascoltato gli interventi dei numerosi ospiti presenti: Regione Emilia-Romagna con la vice presidente Irene Priolo e Marco Bacchini, responsabuke dell’ufficio di Ravenna dell’Agenzia regionale della sicurezza territoriale e della Protezione Civile, Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale con l’ing. Paola Silvagni, Hera con il dott. Marcello Togni.

Una serata, quindi, che partendo da un inquadramento di quanto accaduto durante l’alluvione di maggio a Lugo si è proposta di fornire informazioni e indicazioni su quanto è stato fatto finora e su cosa sia necessario in futuro per un territorio più forte a fronte di fenomeni sempre più estremi.

Dopo gli interventi dei relatori è stato dato ampio spazio alle domande del pubblico alle quali sono seguite le risposte dalle persone sedute al tavolo.

“C’è bisogno di ripensare al nostro territorio dopo un evento così importante, spartiacque nel panorama delle emergenze nazionali per complessità, estensione e pluralità di soggetti coinvolti – ha detto la vice presidente Irene Priolo -. Per trovare una giusta cura é necessario fare una diagnosi approfondita, un compito sicuramente non facile ma il sistema regionale ha professionalità e competenze per riuscirci”.

“C’è bisogno di ripensare al nostro territorio dopo un evento così importante, spartiacque nel panorama delle emergenze nazionali per complessità, estensione e pluralità di soggetti coinvolti – ha detto la vice presidente Irene Priolo -. Per trovare una giusta cura é necessario fare una diagnosi approfondita, un compito sicuramente non facile ma il sistema regionale ha professionalità e competenze per riuscirci”.

“Una serata utile dove sono stati presentati gli importanti interventi fatti e l’avvio della strategia per il futuro – spiega il sindaco Davide Ranalli – . I lavori avviati e gli interventi realizzati, dalla Regione, dal Consorzio e da Hera, sono molti e nell’incontro ne è stata data ampia informazione. L’alluvione della Romagna ha visto un intero territorio a essere colpito, da monte a valle, e in questo senso va vista anche la ricostruzione che credo debba comprendere anche l’individuazione di aree intese come servitù di allagamento alle quali corrispondere nel caso un indennizzo. Un contributo importante perché la conoscenza è alla base di una corretta valutazione dei fatti accaduti”.

L’Agenzia regionale della sicurezza territoriale e della Protezione Civile con Marco Bacchini ha ricordato gli impegnativi lavori di messa in sicurezza sugli argini del Santerno, in corrispondenza della rotta di Ca’ di Lugo che hanno visto un primo test positivo agli inizi di novembre con il passaggio della piena che a San Bernardino ha sfiorato soglia 3. Lavori che sono stati realizzati in somma urgenza e solo da poco finanziati con un’ordinanza della Struttura Commissariale. La ricostruzione, l’argomento che riguarda il futuro, è l’aspetto che investirà, oltre alla Struttura Commissariale, l’Autorità di Bacino e tante altre realtà con cui la Regione sta lavorando dalle Università agli enti gestori delle acque e del territorio. Un lavoro che andrà affrontato pensando di poter dare più spazio ai fiumi, partendo dallo spazio che i fiumi si sono presi nelle esondazioni di maggio.

Per il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale è intervenuta l’ing. Paola Silvagni, responsabile dell’ufficio progettazione dell’ente. Il suo intervento è partito dall’illustrazione delle attività istituzionali del Consorzio: la bonifica idraulica di pianura, l’irrigazione e la progettazione di nuove opere, si è soffermata sulla descrizione idraulica e morfologica dell’ambito di pianura al centro del quale ricade l’abitato di Lugo. Si tratta di un territorio in cui il sistema di scolo delle acque meteoriche è costituito esclusivamente da opere artificiali di bonifica in gestione al Consorzio, data la condizione di pensilità, rispetto al piano di campagna, dei corsi d’acqua naturali che l’attraversano. Il Consorzio si occupa della manutenzione ordinaria e dell’esercizio di circa 1000 Km di canali e 20 impianti idrovori che si fanno carico di portare le acque di pioggia al mare Adriatico, dove sfocia il collettore generale del reticolo di pianura Canale di bonifica in destra di Reno. Sono state descritte anche le opere che, in sinergia con il Comune di Lugo, sono state realizzate nell’area urbana del capoluogo comunale: la cassa di laminazione Brignani, altrimenti denominata parco Golfera, la cassa intitolata all’ing. Dacome, già direttore del Consorzio, e quella presso la rotonda di via Piratello, entrambe nella zona artigianale, e le opere in corso di realizzazione nelle zone Lugo Ovest e Lugo Sud. Si è fatta anche un’illustrazione delle opere potrebbero essere realizzate con fondi speciali sempre a difesa dell’abitato di Lugo, che sono il completamento della Cassa Brignani e la realizzazione della cassa di laminazione della Canaletta di Budrio, a monte del quartiere di Madonna delle Stuoie.

A seguito dell’alluvione dello scorso mese di maggio, gli impianti e la rete di bonifica hanno subito ingenti danni provocati dalle rotte ed esondazioni dei fiumi pensili che hanno riversato nel sottostante territorio di pianura ben 400 milioni di metri cubi d’acqua su una superficie allagata di circa 28.000 ettari. È quindi venuta meno la separazione tra reticolo di fiumi e torrenti pensili e reticolo artificiale di bonifica su cui è imperniato l’assetto idraulico del territorio della bassa Romagna. Le acque fuoriuscite dai fiumi sono state allontanate a mare dai canali di bonifica che si sono trovati a essere investiti da una portata almeno dieci volte superiore a quella propria di progetto, per l’afflusso di acque che non potevano certo ritornare ai corpi idrici sopraelevati da cui provenivano.

Il Consorzio è attualmente impegnato in un grande lavoro di ripristino delle opere danneggiate dall’alluvione, con interventi di smelmamento, ripristini arginali e rimessa in esercizio degli impianti idrovori e irrigui alluvionati.

Marcello Togni di Hera ha spiegato l’intenso lavoro sulla rete fognaria nei mesi post alluvione. Un lavoro che si è focalizzato sulle caditoie, quasi undicimila interventi (sulle diciannovemila in gestione alla multiutility) nel solo comune di Lugo. Gli interventi eseguiti sono stati per lo più con auto spurgo ma negli scatolari più grandi sono state realizzate indagini più approfondite. Togni ha spiegato che l’obiettivo dell’azienda è realizzare un modello idraulico per valutare se ci sono parti di rete sottodimensionate e che Hera ha deciso di anticipare di due anni questo studio nella prospettiva di un ulteriore miglioramento. RPT Ha illustrato inoltre l’avanzamento del progetto di adeguamento e potenziamento del depuratore di Lugo che comprende anche la costruzione di una vasca di prima pioggia della capacità di 5000 mc.

La vice presidente Priolo, nel suo intervento di chiusura ha ricordato alcuni numeri che sono utili a dare il senso di quello che è accaduto, cifre che la Regione è riuscita a calcolare e riguardano tutti i fenomeni di maggio, dalle frane alle esondazioni: 47 milioni di metri cubi di terreno, 85 milioni di tonnellate di fango, 60 mila nuove frane.