Edificio nell'area C

“Numerosi i punti interrogativi che hanno dato vita ad una interrogazione su vari punti specifici, tra cui la presenza di un immobile nell’area C”

Questa mattina in una conferenza stampa la Lista Civica La Pigna è tornata a discutere della questione dell’Ortazzo-Ortazzino evidenziando come sia possibile far acquisire l’intera zona, quindi anche l’area C insieme alle A e B, da parte dell’Ente Parco senza rischi.
“Sono numerosi – spiega La Pigna .- i punti interrogativi che emergono dall’esame della documentazione in nostro possesso e che hanno dato vita ad una interrogazione del gruppo consiliare La Pigna, Città-Forese-Lidi contenente ben 30 domande specifiche”.
Il gruppo consiliare ribadisce la questione legata allo stanziamento a bilancio 2021 “e non utilizzato” di 514.400 euro per l’acquisto dell’area Ortazzo-Ortazzino. Secondo La Pigna il sindaco “ha scientemente deciso di non acquisire l’area nel 2021” a fronte di un valore dell’area determinato in 512.400 euro.

La Pigna si chiede inoltre “Perché viene sempre esclusa la zona C, nelle affermazioni e negli atti dal 9 novembre 2023 in poi di l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, Regione Emilia Romagna e Comune di Ravenna, sia per il primo diritto di prelazione, sia per l’esercizio di un temerario diritto di riscatto?”. Come noto l’area C è quella meno tutelata rispetto alle aree A e B.

Strutture edilizie nell’area C

“Nella zona C – spiega ancora il gruppo rappresentato in Consiglio comunale da Veronica Verlicchi – vi è un’immobile costruito nei primi del 1900 denominato ex pileria”.
“Come descritto – continua – nella perizia estimativa dell’ufficio provinciale del territorio dell’Agenzia delle Entrate di Ravenna, si tratta di un fabbricato a destinazione di magazzino e di abitazione di servizio che si compone di una parte centrale di 2 piani fuori terra e di 2 porzioni laterali di 3 piani fuori terra per una superficie totale di 1.850 metri quadrati.
La porzione destinata ad alloggio risulta dotata al secondo piano di 2 balconcini aventi una superficie di circa 13 metri quadrati.
Come, con estrema chiarezza affermato nella perizia estimativa dell’ufficio provinciale del territorio dell’Agenzia delle Entrate, nell’area C è consentita l’attività di agriturismo, l’offerta di servizi ambientali e per l’ospitalità, ricettivi e ricreativi per attività del tempo libero.
In zona ‘C’ sono possibili le attività agricole, forestali, zootecniche ed altre attività, e sono consentite le nuove costruzioni funzionali all’esercizio delle attività agrituristiche e agro-forestali”.

“Un aspetto di fondamentale e straordinaria importanza, è la possibilità di eseguire la manutenzione ordinaria e straordinaria e gli interventi di restauro e risanamento degli immobili” spiega La Pigna.

Possibilità indicata anche nel contratto preliminare di vendita tra l’attuale proprietà e l’azienda agricola ferrarese attualmente interessata all’acquisto con la quale è stato firmato un preliminare. Un fabbricato che, commenta La Pigna, “può far gola”.
L’area in questione sta quindi potrebbe avere un terzo proprietario nel giro di poco tempo.

La delibera della Giunta Comunale

“Venendo all’oggi – rileva il gruppo consiliare – perseverando nella volontà sia di non esercitare – ancora una volta – il diritto di prelazione sia di voler escludere l’area C dal medesimo diritto di prelazione A e B, con comunicazione avente data 31 ottobre 2023 e acquisita al protocollo comunale in data 2 novembre 2023, l’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, chiede al Comune di Ravenna un contributo di euro 95.000 per esercitare il diritto di riscatto, da sommare al contributo della Regione Emilia-Romagna e al contributo dell’Ente stesso per un importo stimato di 430.000 euro”.

“Il 7 novembre 2023 – continua -, la Giunta Comunale adotta fuori sacco (cioè senza essere indicata nell’ordine del giorno e quindi non preventivamente messa a conoscenza dei consiglieri comunali), la relativa delibera.
Una delibera, come da noi già evidenziato in altre occasioni, che contiene diversi vizi: primo fra tutti, la richiesta di contributo porta la data del 31 ottobre 2022 e non quello del 2023”. La Pigna si sofferma poi sul “diritto di prelazione” in scadenza il 19 gennaio 2023 che, rileva, “avrebbe potuto e può ancora essere esercitato”.
Più rischioso infatti è ritenuto l’esercizio del diritto di riscatto che potrebbe portare “possibili nefaste conseguenze” tra le quali un contenzioso.

Acquisire l’area Ortazzo-Ortazzino senza rischi: le proposte

Allora “vi sono due soluzioni alternative e che a nostro parere devono essere colte con estrema sollecitudine:

1) All’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po conviene abbandonare la rischiosa strada del contenzioso per l’esercizio del diritto di riscatto ed esercitare il diritto di prelazione entro il giorno 11 dicembre 2023 per l’intera area dell’Ortazzo-Ortazzino.

2) Altra strada è quella dell’espropriazione dell’area C prevista dall’articolo 15 comma 1 della Legge 394 del 1991, possibilità inspiegabilmente mai ipotizzata da Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po, da Comune di Ravenna e Regione Emilia-Romagna, per poi trattare l’acquisto delle zone A e B fortemente vincolate ed acquisibili a quel punto a prezzo molto conveniente” conclude La Pigna.