Ortazzo (foto di repertorio)

La proposta del capogruppo per “Giungere all’esito auspicato a parole da tutti”

“Si è letto di tutto sull’infelice condizione dell’Ortazzo Ortazzino, Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale della Rete Natura 2000, per il pasticcio indecifrabile con cui Regione, Ente Parco del Delta del Po e Comune di Ravenna hanno affrontato, all’origine, l’intenzione della società Immobiliare Lido di Classe, sua proprietaria fin dai primi anni ’70, di venderla sul mercato privato” esordisce Alvaro Ancisi (capogruppo di Lista per Ravenna).

Lista per Ravenna nel corso della conferenza stampa tenutasi nella mattinata di oggi, giovedì 7 dicembre, avanza una proposta per portare “a sintesi l’ampio dibattito, giungere all’esito, auspicato a parole da tutti”, ovvero quello di “sottrarre definitivamente questo straordinario ecosistema naturale” all’eventuale utilizzo da parte dei privati e “viceversa esaltandone e valorizzandone la ricchezza eccezionale delle specie faunistiche e botaniche e l’estrema diversità ambientale”.

“A tal fine – continua Ancisi -, il 29 novembre scorso, abbiamo depositato presso l’Amministrazione civica di Ravenna una proposta di deliberazione del Consiglio comunale, che, sotto forma di atto di indirizzo, reca il seguente oggetto: ‘Riqualificare come zona B la zona C dell’Ortazzo Ortazzino’”.

Compravendite private

“Nei primi dell’agosto scorso, si ebbe notizia che il 1° di marzo 2023 l’Immobiliare Lido di Classe aveva venduto l’intero comparto naturalistico a CPI Real Estate Italy, importante società di consulenza immobiliare, al prezzo commerciale poi rivelatosi di 580 mila euro, senza che l’Ente Parco – spiega il capogruppo di LpR – avesse potuto far valere il proprio diritto di prelazione per le zone A e B, pari a poco più dei 3/4 dei 478 ettari dell’intera proprietà, comprensiva anche della zona C. Il 13 agosto rivelammo, in un’interrogazione al sindaco (allegato 1), come già nel programma 2019-2021 dei lavori pubblici il Comune di Ravenna avesse inserito, con effetto nel 2021, la voce ‘Acquisto area naturalistica Ortazzo/Ortazzino a nord di Lido di Classe’, per l’importo di 512.000 euro. Tale acquisto fu effettivamente reso esecutivo tra gli ‘Interventi previsti sui Lidi sud’ e finanziato nell’esercizio 2021 con 514.000 euro, senza però – sottolinea Ancisi – che la Giunta comunale gli desse corso, facendolo poi sparire dal successivo programma 2022-2024 senza darne spiegazione. Rivelammo anche che la cifra impegnata corrispondeva, Iva esclusa, ad un valore dell’intero bene immobiliare (zone A, B e C) pari a 420 mila euro, certificato da una perizia dell’Agenzia per le Entrate datata 28 giugno 2018. Essendone in possesso dal 25 febbraio 2021, lo pubblichiamo ora (allegato 2) perché unico faro capace di fare chiarezza sull’attualità della questione Ortazzo Ortazzino area pubblica o privata”.

Lista per Ravenna prosegue affermando che l’8 settembre 2023 è stato registrato l’atto preliminare di una seconda compravendita privata in base a cui l’area intera sarebbe venduta a una società agricola ferrarese “da CPI Real Estate Italy stessa, per la somma di 1.060.000 euro, prezzo dunque quasi doppio di quanto l’aveva pagato a marzo”.

“L’Ente Parco – continua Ancisi -, grazie anche ai contributi della Regione (255.000 euro) e del Comune di Ravenna (95.000 euro), ha deliberato a sua volta, il 28 novembre, esercitando il diritto di prelazione riconosciutogli dalla legge solo per le zone A e B, di chiederne il riscatto valutandone il costo in 437.000 euro, sul prezzo totale di 580.000 della prima compravendita. Ne discende come la zona C sia stata valutata appena 143 mila. Fondamentale, al riguardo, è che ‘la valutazione è stata fatta prendendo come valori quelli comunicati al Parco dalla Società venditrice’, come dichiaratoci, su nostra richiesta, dal dirigente del servizio Ambiente del Comune di Ravenna, Stefano Ravaioli, il 24 novembre scorso (allegato 3). Meglio dunque vedere, attentamente e seriamente, con ben altra garanzia legale per un investimento pubblico, l’autorevole suddetta perizia dell’Agenzia delle Entrate, altre non essendocene”.

La perizia

“La perizia – spiega Lista per Ravenna -, riprendendo rigorosamente quanto dettato dal Piano Territoriale del Parco, in cui Ortazzo Ortazzino sono parte del piano di Stazione ‘Pineta di Classe e Saline di Cervia’, conferma che alla zona A, di ‘protezione integrale’, non è possibile neanche accedere; che nella zona B, ‘di protezione generale’, sono consentite esclusivamente attività di conservazione della natura e ‘visite guidate/ regolamentate’; mentre invece, nella zona C, di ‘protezione ambientale, oltre alle attività di conservazione della natura, sono ammesse oltre alle ‘visite libere’, anche altre attività di rilevante interesse reddituale, quali (pag. 15 della perizia) ‘escursionismo e turismo naturalistico sui percorsi previsti dal Piano di Stazione del Parco’, e, soprattutto, ‘integrative al reddito agricolo, quali la silvicoltura, l’agriturismo, l’offerta di servizi ambientali e per l’ospitalità, ricettivi (es. campeggi con tende, bungalow…, nda) e ricreativi per l’attività del tempo libero’”.

Il capogruppo spiega inoltre che “Nulla di ciò può essere però fatto nell’unico importante edificio, sia pure fatiscente, dell’Ortazzo Ortazzino, costituito da uno stabilimento di oltre 2.600 metri quadrati, a suo tempo addetto a pilatura (‘pileria’) e magazzinaggio del riso. Esso ricade infatti in zona B, nella parte interna alla ‘palude costiera salmastra dell’Ortazzo’, lontana anche fisicamente dall’area C. Il Piano di Stazione prevede che il suo esclusivo indirizzo, previo intervento edilizio, ‘dovrà essere quello di ‘Centro di documentazione del Parco’ (pagg. 16/20). Ciò chiarito, a norma del diritto vigente, occorre rilevare che, per stabilire il ‘valore sociale o d’uso’ dell’Ortazzo Ortazzino, l’Agenzia delle Entrate, applicando come metodo la ‘capitalizzazione del costo di utilizzo, anche se indiretto’, ha potuto, allo stato di allora (lo stesso di oggi), riferirsi esclusivamente alla ‘capitalizzazione degli importi riscossi dalla gestione del centro visite Cubo Magico Bevanella’ nel 2017, estratti dal sito internet della coop. Atlantide, che lo gestisce. Di qui la stima di 420.000 euro”.

La soluzione secondo Ancisi

“Abbiamo dimostrato – conclude Alvaro Ancisi – come le attività capaci di fornire reddito siano, almeno per il 90%, possibili solo nella zona C. Riscattare da Immobiliare Lido di Classe le sole zone A e B (cioè l’osso) al costo di 437 mila euro, come intendono Parco del Delta/Regione/Comune di Ravenna, senza una perizia, d’intesa con l’Immobiliare stessa, e lasciare a questa la zona C (cioè la polpa), ‘valutata’ per differenza 143 mila, sembra a Lista per Ravenna un generoso regalo di Natale. Ragion per cui indichiamo come soluzione principe il passaggio della zona C alla zona B, che è tutto nelle mani degli stessi tre enti. Su questa, come si vedrà, intendiamo batterci e concentrarci”.

Allegati:

  • Interrogazione di Ancisi (LpR) al sindaco di Ravenna, Michele de Pascale – SCARICA ADESSO
  • Perizia dell’Agenzia per le Entrate – SCARICA ADESSO
  • Risposta del dirigente del servizio Ambiente del Comune di Ravenna, Stefano Ravaioli – SCARICA ADESSO