La moglie sarebbe stata vittima di violenze e soprusi per anni

I Carabinieri della Compagnia di Ravenna, nella tarda serata di ieri, hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia continuati un uomo di origini balcaniche, abitante a Russi.

I militari hanno rintracciato e notificato al predetto la misura di aggravamento di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Ravenna, dopo che la moglie nella denuncia già presentata ai Carabinieri della locale Stazione, aveva raccontato di essere vittima, da anni, di soprusi, offese, minacce, lesioni e maltrattamenti continui commessi dal coniuge allora convivente, anche in presenza dei figli minori della coppia.

Per tali fatti documentati e riferiti alla Procura della Repubblica di Ravenna, lo stesso era stato, in un primo tempo, destinatario della misura dell’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla parte offesa, e successivamente a causa della reiterazione dei reati all’obbligo di dimora a suo carico.

Ciononostante, l’arrestato con atteggiamento di sfida e noncurante delle misure restrittive già emesse a suo carico, ha proseguito con condotte antigiuridiche, questa volta consistite in numerosi sms di pesanti minacce, anche di morte, e-mail e telefonate nei confronti della vittima e che sono state dettagliatamente documentate e relazionate dai Carabinieri alla Procura della Repubblica di Ravenna, che, a sua volta, ha fatto emettere la nuova e più grave misura cautelare che i Carabinieri hanno eseguito, associando l’uomo alla Casa Circondariale di Ravenna.

Resta pertanto alta l’attenzione da parte delle diverse articolazioni provinciali dell’Arma dei Carabinieri e della locale Procura della Repubblica ad intercettare prontamente le condotte rientranti nelle fattispecie del c.d. “Codice Rosso”, al fine di tutelare le vittime e procedere tempestivamente nei confronti degli autori.

A tal proposito, resta fondamentale la collaborazione della persona offesa nel segnalare tempestivamente e senza remore alle Forze dell’Ordine le azioni patite, affinché si possa agire con la massima tempestività ed efficacia per interrompere condotte violente o vessatorie e proteggere la parte debole.