Capanni balneari (Foto da Facebook)
Capanni balneari (Foto da Facebook)

Un’ordinanza impone ai proprietari di liberare lo spazio demaniale

Sta facendo molto scalpore tra i ravennati la situazione degli storici capanni balneari, ovvero le caratteristiche costruzioni in legno che da decenni popolano le dune e le spiagge del litorale, da Lido di Classe a Casalborsetti. Come riporta il Corriere di Romagna, alcuni di questi capanni sarebbero già stati smantellati in questi giorni, in seguito a un’ordinanza che impone ai proprietari, non in regola con la concessione, di liberare lo spazio demaniale.

Sono 74 in totale i capanni che rischiano di venire smantellati, dopo che, il 9 febbraio scorso, l’Associazione Capannisti Balneari ha ricevuto una comunicazione con la richiesta ai proprietari di consegnare copia della concessione di occupazione dello spazio demaniale.

Il paradosso è che, dai primi anni 2000, nessuna consessione è stata rinnovata, nonostante i 94 soci dell’associazione risulterebbero in regola con il pagamento del canone sullo spazio demaniale. E così i capanni rischiano di scomparire, in quanto la comunicazione impone di rimuoverli entro 90 giorni se non verrà consegnata la documentazione richiesta.

La polemica

La notizia ha generato notevole polemica tra i cittadini. In molti sui social si dicono preoccupati per questi capanni, considerati una vera e propria tipicità del paesaggio delle spiagge ravennati. Alcuni invece condividono la scelta dello smantellamento, in quanto molti sarebbero in diduso o abbandonati.

Fatto sta che il Consiglio Comunale, lo scorso 20 settembre, aveva approvato all’unanimità l’ordine del giorno “Per riconoscere e valorizzare i capanni balneari storici quale patrimonio culturale di Ravenna e della Romagna”, presentato da Alvaro Ancisi (Lista per Ravenna) e sottoscritto da Alessandra Folli (Pd), Alberto Ancarani (Forza Italia); Giacomo Ercolani (Lega Salvini premier); Filippo Donati (Viva Ravenna); Renato Esposito e Angelo Di Pasquale (Fratelli d’Italia); Veronica Verlicchi (La Pigna), Igor Bombardi (Pd), Luca Cortesi (Ravenna Coraggiosa), Chiara Francesconi (gruppo Misto), Andrea Vasi (Partito repubblicano italiano), Davide Buonocore e Daniele Perini (Lista de Pascale), Giancarlo Schiano (Movimento 5 stelle).

Ora l’ordinanza che ne dispone l’abbattimento sembra invece andare in direzione opposta, con grande amarezza degli stessi capannisti, che rivendicano anche il loro ruolo nella pulizia delle dune. Il 26 febbraio è prevista un’assemblea dell’associazione, alla quale è stata invitata anche l’amministrazione.

Solidarietà ai capannisti

Sul tema interviene Mirko De Carli, Consigliere nazionale de Il Popolo della Famiglia e consigliere comunale a Riolo Terme, che esprime solidarietà nei confronti dei capannisti, definendo l’abbattimento “uno sfregio alla nostra storia”.

“Si tratta di caratteristici manufatti in legno che da oltre mezzo secolo sorgono alla spicciolata a ridosso della spiaggia – scrive De Carli in una nota –, tra dune, stabilimenti e stradelli: per il loro mantenimento esiste tuttora una precisa documentazione demaniale legittimante l’occupazione di pubblico demanio marittimo mediante capanni balneari installati lungo il litorale di Ravenna. siamo dunque al paradosso assurdo per cui i 94 soci dell’associazione risultano essere in regola con il pagamento del cosiddetto ‘canone di locazione’ di una porzione di sabbia sulla quale non risulta essere più consentito far sorgere una delle più caratteristiche unicità del nostro paesaggio. Vengono quindi colpiti ingiustamente quei capannisti che mantengono pulite le dune dai rifiuti accumulati soprattutto durante i fine settimana e i periodi di massimo afflusso turistico”.

“Per questo – conclude De Carli –, come Popolo della Famiglia, siamo solidali con i capannisti e riteniamo necessario un ripensamento immediato da parte dell’amministrazione comunale ravennate affinché non vengano demoliti i capanni storici ravennati e siano annullate le eventuali sanzioni ordinate. Un accordo è possibile e va trovato, prima della prossima assemblea dei capannisti del prossimo 26 febbraio”.