La nave Ong con a bordo 51 migranti e la salma di un 17enne era stata assegnata al Porto di Ravenna scatenando non poche polemiche

La nave ONG Sea Watch 5, che era stata inizialmente assegnata al porto di Ravenna, è attraccata nella notte a Pozzallo, in Sicilia. Il cambio di destinazione è stato deciso in emergenza dopo le polemiche sollevate dalla presenza a bordo, oltre ai 51 migranti recuperati in mare, della salma di un ragazzo di 17 anni, che purtroppo era rimasto vittima dell’attraversata.

La vicenda aveva sollevato numerose polemiche a livello nazionale, con anche l’intervento del Sindaco di Ravenna Michele de Pascale, che commenta lo sbarco in Sicilia: “Il Governo Meloni con grave ritardo ha sensatamente cambiato idea e assegnato alla nave Ong Sea Watch 5 il più vicino porto di Pozzallo, anziché quello di Ravenna che si trova a 4 giorni di viaggio e più di 1500 chilometri di distanza dal luogo di salvataggio. Un dietrofront palesemente determinato dal fatto che sulla nave viaggiava, insieme a oltre 50 superstiti, il cadavere di un giovane di appena 17 anni.

Il Governo dunque ha avuto un sorprendente moto di pietà e di umanità per questa giovane vittima, che dopo aver avuto distrutta la propria vita rischiava di vedere vilipesa anche la dignità del proprio cadavere. Purtroppo bisogna riscontrare che analoga pietà non è valsa quando è stato il momento di garantire un porto sicuro agli oltre 900 migranti sbarcati nell’ultimo anno a Ravenna, tra i quali oltretutto c’erano donne in gravidanza e bambini, anche neonati, costretti a un ulteriore viaggio di migliaia di chilometri a causa della distanza tra il luogo di salvataggio e il luogo di approdo.

Quando si tratta di accogliere, Ravenna è e sarà sempre pronta a fare la sua parte con competenza, umanità e un’organizzazione efficiente, come è stato fatto in occasione di ogni sbarco, e come facciamo da anni quotidianamente con il riparto nazionale, ma una riflessione in questa situazione paradossale e drammatica viene da farla: la pietà per i morti è sacrosanta, ma ne andrebbe garantita altrettanta ai vivi”.