Tema “La conservazione e gestione della risorsa idrica in Romagna”

La Trecentesima Tornata del Tribunato di Romagna si è tenuta a Ridracoli sabato 11 maggio 2024, grazie all’ospitalità del Consorzio Romagna Acque ed ha avuto come tema “La conservazione e gestione della risorsa idrica in Romagna”.

“Dopo i saluti e la chiamata del nuovo Tribuno Paolo Casadio, scrittore e giornalista ravennate immerso nella cultura e tradizione romagnola, il Primo Tribuno ha ricordato che la centesima Tornata si era svolta 28 settembre 1986 nel torrione della Rocca di  San Leo e si parlò, tra l’altro, del risultato del referendum dove il 99% dei montefeltrini si sia pronunciato per l’adesione alla progettata provincia di Rimini e il prof. Goidanich parlò dell’Università in Romagna, (che si avviò due anni dopo). La duecentesima Tornata si svolse il 18 aprile 2004 presso la residenza municipale di Bertinoro con le relazioni sulla “Romagna” dei professori Dino Mengozzi e Franco Mosconi. Il Tribunato di Romagna è Tornato a Ridracoli, dove aveva tenuto, il 18 maggio 1997, ricorrendo il 30° dalla sua fondazione 1967, la CLXXII Tornata a Ridracoli nel salone del Centro operativo della «Romagna Acque spa e nell’occasione aveva lasciato un pannello in ceramica a lato della Diga, (documentato anche dalle foto durante la visita nel pomeriggio di sabato 11 maggio scorso).

Passando alla Tornata dal titolo “La conservazione e gestione della risorsa idrica in Romagna”, ha poi preso la parola il Tribuno vicario, prof. Bruno Marangoni che ha introdotto l’incontro  mettendo in evidenza l’importanza della risorsa idrica nella vita  quotidiana e nella conservazione del sistema ambientale del territorio, rimarcando che l’acqua e l’agricoltura sono il cibo che arriva sulle nostre tavole. Il ruolo dell’acqua è fondamentale nell’integrazione fra aree montane e di pianura che deve essere gestita con una linea politica e tecniche comuni fra gli Enti preposti alla gestione della risorsa idrica e  gli stessi utilizzatori,  in modo da evitare inquinamenti  (uso di  antiparassitari, erbicidi, plastiche, detersivi che  ormai hanno un consumo pro capite vicino a quello  del pane), che hanno effetti negativi sull’ecosistema, in generale, sia sulla flora sia sulla fauna. Il Dott. Tonino Bernabè, Presidente di Romagna Acque, basandosi sullo storico acquedotto romano dell’imperatore Traiano, ha illustrato dettagliatamente la progettazione e la costruzione della diga di Ridracoli e i benefici che ha portato al composito territorio dell’intera Romagna, nel trattenere le acque nei periodi piovosi per poi distribuire gradualmente durante la carenza idrica. Parte delle acque dell’invaso di Ridracoli viene potabilizzato per usi domestici quindi entra nelle nostre case quotidianamente. A seguire il presidente del canale Emiliano-Romagnolo (CER) Nicola Dalmonte ha illustrato l’origine di questa grande opera idraulica, nata da un progetto iniziato nel 1620,   come scolmatore del fiume Reno, poi ripreso ai primi del 1800 dallo stesso Napoleone, per cui a preso il nome di “Cavo Napoleonico” e può essere utilizzato anche come cassa di espansione in caso di forti piene, e distribuisce circa 300 milioni di metri cubi di acqua, prelevati dal fiume Po a Bondeno, nella pianura fino a Rimini. L’acqua viene utilizzata in gran parte per uso irriguo ma serve anche le aree industriali e l’uso domestico a integrazione di quella dell’invaso di Ridracoli. Il CER fornisce anche assistenza tecnica alle aziende agricole e segue le attività di sperimentazione per razionalizzare l’irrigazione e ridurre lo spreco di acqua. A nome anche del Presidente della Bonifica della Romagna Stefano Francia, la Dr.ssa Laura Prometti ha relazionato  sulla complessità della rete idrica romagnola, sia nelle aree bonificate sia in quelle appenniniche ed ha evidenziato le difficoltà a gestire la rete idrica in aree soggette a erosione  con quelle con deposito di materiale terroso. Inoltre ha descritto gli interventi e le difficoltà incontrate per mantenere il deflusso delle acque al mare a seguito degli effetti negativi provocati dal consumo di suolo nelle aree turistiche della costa ed ha auspicato una stretta collaborazione e scambio di informazioni fra gli Enti preposti alla gestione della rete idrica e dell’ecosistema territoriale.  Vi sono stati interventi da parte del pubblico per la prevenzione e gestione delle acque, in relazione agli  eventi alluvionali, al dissesto idrogeologico e al costo dei servizi offerti dai Consorzi ed dagli Enti preposti alla gestione idrica.

Nel pomeriggio interessante visita guidata all’Ecomuseo, alla Diga ed escursione in battello al lago di Ridracoli”