L’intervento di Morgese e Di Virgilio

“A pochi giorni dalla inaspettata e non condivisibile conferma della condanna a sei mesi di reclusione per il reato di diffamazione e disobbedienza nei confronti del Segretario Nazionale del Nuovo Sindacato Carabinieri, Massimiliano Zetti, ci chiediamo – riferiscono Giovanni Morgese, Segretario Generale aggiunto E.R. e Andrea Di Virgilio, segretario generale aggiunto –, seriamente e con preoccupazione come avrebbero vissuto e chi avrebbe potuto denunciare il trattamento definito dagli astanti pericoloso per la salute dei lavoratori e che ha visto centinaia di operatori di polizia essere trattati con “disumanità” proprio perché privati dei servizi base come i bagni, l’ acqua potabile, strutture climatizzate e pulite. Insomma si è visto che centinaia di colleghi sono vittime della disorganizzazione più totale che si è verificata in Puglia per il G7.

Ecco perché – concludono Morgese e Di Virgilio – riteniamo che gli atteggiamenti di chiusura e di intransigenza verso le attività sindacali e verso i sindacalisti del comparto difesa e le limitazioni all’esercizio di tali ruoli inseriti nella cd “legge corda” siano il “male assoluto” per la modernità, l’efficienza, la trasparenza e la funzionalità delle Forze Armate e di polizia ad ordinamento militare italiane. Come segreteria regionale del Nuovo Sindacato Carabinieri esprimiamo massima vicinanza e solidarietà ai colleghi vittime di questa scandalosa e inaccettabile situazione e offriamo tutto il nostro sostegno ai colleghi sindacalisti che stanno intervenendo sul posto per tentare di dar voce ai lavoratori del comparto sicurezza”.