Hub crociere a Porto Corsini: l’acqua come salvezza, non solo come approdo
La grande occasione del Candiano
La nascita del nuovo terminal crociere a Porto Corsini ha radici precise: l’intuizione strategica di Giuseppe Parello, già presidente dell’Autorità Portuale, che seppe cogliere il valore di una conformazione unica. Con le sue imponenti dighe foranee che si allungano nel mare per oltre due chilometri e con fondali profondi scavati per sostenere il traffico commerciale, il Canale Candiano offriva un alveo naturale straordinario. Negli anni in cui Venezia chiudeva le porte alle grandi navi, Ravenna si candidava così a diventare l'approdo di riferimento per l'Adriatico.
Oggi quel progetto è un cantiere concreto, destinato ad attrarre a regime centinaia di scali all’anno e flussi turistici mondiali. Tuttavia, a questa grande opportunità fa da contraltare un nodo critico che rischia di strozzare il territorio: Porto Corsini. La località poggia su appena due vie d'accesso, del tutto insufficienti a sostenere il passaggio continuo di centinaia di pullman e navette. Riversare un traffico pesante e costante su un reticolo viario così fragile significa condannare un paese all'intasamento cronico, all'inquinamento e al collasso logistico.
La soluzione più naturale a questo paradosso è già sotto gli occhi di tutti, esattamente come lo fu l'intuizione sui fondali: la via d'acqua. Già sollevata a mezzo stampa ma finora priva di un riscontro concreto nel dibattito pubblico, l'idea di impiegare battelli, traghetti dedicati o vaporetti per trasferire i passeggeri dal terminal fino alla darsena di città retrostante la stazione ferroviaria spalancherebbe tre vantaggi strategici:
- Una vetrina mondiale per il cuore industriale di Ravenna: navigare il Candiano, dalle imboccature foranee fino al centro urbano, mostrerebbe a migliaia di persone la grandezza e la vocazione produttiva e logistica del nostro porto. Mostrare dal vivo questa infrastruttura crea connessioni, idee e sinapsi capaci di attirare investimenti e sguardi internazionali sul nostro comparto industriale.
- Sostenibilità e azzeramento dell’impatto su gomma: togliere centinaia di autobus dalle strade di Porto Corsini e dalla rete locale significa abbattere le emissioni, salvaguardare la vivibilità dei residenti e tutelare l'ambiente della costa con un modello a zero traffico stradale.
- Un patto di reciprocità con il centro storico: se molti crocieristi scelgono escursioni verso altre mete, la possibilità di salire su un battello e sbarcare comodamente a piedi alle porte del centro storico invoglierebbe migliaia di passeggeri a visitare Ravenna. Sarebbe un doveroso do ut des: il territorio accoglie il gigantismo navale, e in cambio ottiene un ritorno commerciale, turistico e culturale diffuso, trasformando il trasferimento stesso in una suggestiva esperienza di visita.
Non è una questione di competenze o di rimpallo di responsabilità tra enti, autorità o amministrazioni: è una sfida di visione collettiva. Ignorare la via d'acqua rischierebbe di trasformare una risorsa epocale in un danno logistico e in un'enorme occasione mancata per la città. Chi ha gli strumenti e il ruolo per intervenire valuti questa rotta prima che sia troppo tardi.
FMS