RIccardo Muti (foto Silvia Lelli)

Giovedì 23 luglio al Teatro Alighieri.

L’orchestra e la squadra di calcio, come gestire la leadership per una “formazione” vincente. I solisti e i campioni. La crescita dei giovani talenti. E ovviamente il rapporto con il pubblico e i media. Molti aspetti accomunano musica e sport, al di là delle differenze. Ma se si accetta la constatazione che il direttore e l’allenatore sono entrambi un “solo-con-tutti”, eternamente alla ricerca di un’armonia di gruppo per conseguire il massimo risultato possibile, sportivo e musicale, allora anche i loro ruoli possono essere inquadrati in una dimensione comune. Ecco perché al Teatro Alighieri il 23 luglio alle 21 – in una giornata di pausa della sesta edizione dell’Italian Opera Academy – s’incontrano in un dialogo pubblico Riccardo Muti e Arrigo Sacchi, entrambi simbolo dell’italianità nel mondo, insieme per la prima volta per raccontare e raccontarsi i modi di vedere l’arte e lo sport dalle loro prospettive, il podio e la panchina, la sala prove e il campo di allenamento, il teatro e lo stadio. Un’occasione per entrare nel dietro le quinte della vita professionale di due massimi esponenti delle loro rispettive discipline, ripercorrendo le tappe di carriere straordinarie, non di rado sviluppatesi negli stessi luoghi, da Firenze a Milano, dagli Stati Uniti al Giappone. L’incontro sarà moderato dal giornalista Armando Torno, giornalista, saggista e conduttore radiofonico.

Domani, giovedì 23 luglio, compilando il form pubblicato alle ore 11 sulla pagina facebook del Teatro Alighieri sarà possibile aggiudicarsi uno dei 50 ingressi (per 1 persona) per partecipare alla conversazione.

Quando nel 1987 Arrigo Sacchi fu assunto dal Milan, inaugurando un ciclo che lo avrebbe portato a vincere tutti i trofei possibili, Riccardo Muti guidava da un anno il Teatro alla Scala come direttore musicale, incarico che avrebbe mantenuto fino al 2005. Se le loro esperienze non si sono mai incrociate direttamente, è vero però che la loro missione poggia su valori comuni, dal rapporto con i giovani talenti e con i campioni affermati (siano essi “solisti” come Marco Van Basten o Maurizio Pollini) a quello con i grandi collettivi (come ad esempio la Nazionale italiana e i Wiener Philharmoniker). Riccardo Muti in più di cinquant’anni di carriera ha diretto le orchestre più importanti del mondo, dalla Chicago Symphony ai Berliner Philharmoniker, dalla Bayerischer Rundfunk alla New York Philharmonic fino all’Orchestre National de France. In occasione del capodanno 2021 dirigerà per la sesta volta il prestigioso concerto al Musikverein di Vienna, un evento trasmesso in tutti i Paesi, paragonabile per richiamo internazionale solo a una finale di Coppa del Mondo, evento che Arrigo Sacchi conosce bene, avendo portato l’Italia a giocare la storica finale contro il Brasile nel 1994.

Nato a Fusignano, in provincia di Ravenna, Arrigo Sacchi ha rivoluzionato il mondo del calcio costruendo una delle squadre più forti di ogni tempo, quel Milan che a cavallo tra anni Ottanta e Novanta seppe imporsi in Italia, in Europa e nel mondo, conquistando tutto: scudetto, Supercoppa Italiana, due Coppe dei Campioni, due Supercoppe Europee, due Coppe Intercontinentali. Dal 1991 al 1996, per 53 partite ufficiali, è stato Commissario tecnico di una delle Nazionali meno battute della storia azzurra (solo otto sconfitte, di cui tre in gare amichevoli). Fatale quella a Pasadena del 1994 nella finale di Coppa del Mondo contro il Brasile, al termine di una delle edizioni dei Mondiali più amate e seguite di sempre, grazie anche alle spettacolari vittorie firmate da Roberto Baggio.

Armando Torno
 è editorialista, scrittore e saggista; è stato responsabile (e fondatore) del supplemento culturale “Domenica” de “Il Sole 24 Ore” e responsabile delle pagine culturali de “Il Corriere della Sera”. Dalla fondazione di “Radio 24” collabora e conduce “Musica maestro”, trasmissione che nel 2014 ha vinto il Premio Flaiano.