Apertura al pubblico dal 7 al 23 agosto 2020

Pallavicini 22 ha il piacere di presentare la mostra Significa? dell’artista Valentina Fussi a cura di Roberto Pagnani, artista e collezionista. La mostra, organizzata in collaborazione con l’Archivio Collezione Ghigi Pagnani e con il patrocinio del Comune di Ravenna, risponde alla volontà di Pallavicini 22 Art Gallery di sostenere l’arte in tempo di pandemia COVID-19. Durante l’estate 2020 Pallavicini 22 Art Gallery supporterà giovani e meritevoli artisti ospitando gratuitamente una loro mostra personale autogestita.
Il progetto nasce dalla collaborazione fra Claudia Agrioli proprietaria di Pallavicini 22 Art Gallery e Roberto Pagnani artista e collezionista. L’apertura della terza di una serie di mostre che si terranno fino a settembre 2020 è prevista per il giorno 6 agosto 2020 alle ore 18 in Viale Giorgio Pallavicini 22 (Ravenna). La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 7 al 23 agosto 2020.

L’artista

Valentina Fussi è una designer di oggetti, parole e spazi. Ha studiato comunicazione visiva tra Venezia San Marino e design del prodotto a Faenza. Per lo sviluppo della sua carriera artistica è stato significativo il suo incontro con Monica Dengo, artista-designer di fama internazionale, che ha lavorato per molti anni a San Francisco. Con la Dengo Valentina ha studiato calligrafia per tre anni, imparando le basi della scrittura formale per poi sperimentare il gesto con nuovi strumenti e tecniche.
Da sempre, infatti, Valentina coltiva la passione per la calligrafia e le lettere, approcciandosi al mondo del disegno a mano e della costruzione delle parole con varie tecniche: la musica e i testi delle canzoni sono una delle migliori ispirazioni per il suo lavoro.
Attualmente è un’insegnante SMED (Scrivere a Mano nell’Era Digitale) e contribuisce alla diffusione e promozione della calligrafia tenendo corsi e laboratori di scrittura per adulti e bambini.

La mostra

Significa? é la mostra personale di Valentina Fussi che indaga la sua passione per la calligrafia e le lettere.
Le opere in mostra evocano il piacere che si prova nel realizzare le lettere a mano, con un gesto continuo, praticamente pittorico, come è stato insegnato ad ognuno di noi da bambini ma che oggi, a causa dell’uso frequente delle tecnologie, stiamo pian piano abbandonando in favore della digitalizzazione dei testi.
Nell’era 3.0 Valentina si riappropria di quel gusto antico, anche sensuale, dello scrivere a mano su fogli di carta e cartoncino su cui sperimenta varie tecniche, aumentando o diminuendo il tono dei caratteri, rinforzando il chiaroscuro, servendosi di formati verticali o orizzontali per le sue lettere.
Nelle opere dell’artista ricordiamo il felice “innesto” tra creatività e razionalità dell’essere umano che ci fa capire, ancor di più, quale potente attrattiva e praticità ha l’arte per la nostra civiltà.
Nella sua esposizione alla Pallavicini 22, Valentina ci permette, ancora una volta, di “giocare” con le danze musicali delle sue opere calligrafiche.