Cristina Muti durante la premiazione del concorso

147 le opere in concorso di autori provenienti da tutta Italia

Promosso da Capit Ravenna, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Ravenna e la presidenza nazionale Capit, e con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, ieri pomeriggio, sabato 26 settembre, nella prestigiosa sede di Palazzo Rasponi, a Ravenna, si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso nazionale biennale di poesia nei dialetti d’Italia intitolato al poeta ravennate Giordano Mazzavillani (1911 -1976). Presenti, tra gli altri, l’assessore Roberto Fagnani e la madrina del concorso Maria Cristina Mazzavillani Muti.

Il poeta ravennate Nevio Spadoni, presidente della giuria (composta da Gianfranco Lauretano, Cristina Ghirardini, Gianfranco Miro Gori, Manuel Cohen, Elio Pezzi), presente al completo, ha aperto l’incontro con una relazione su Giordano Mazzavillani. Del poeta ravennate a cui è intitolato il concorso, Spadoni ha sottolineato l’attualità del messaggio e del linguaggio poetico che, proprio nel dialetto, nel suo caso romagnolo, trova grande capacità espressiva, un giudizio peraltro comune a tutti i dialetti d’Italia, come è emerso anche dalla quantità e qualità delle opere in concorso (15 pubblicazioni e 132 poesie inedite) inviate da autori di tutte le regioni italiane, all’infuori della Valle d’Aosta. La giuria del “Mazzavillani” ha assegnato il primo premio ex aequo della sezione “Libro di poesia edita” al friuliano Giacomo Vit e al lucano Salvatore Corradino Pagliuca, segnalando altresì l’autrice veneziana Fabia Ghenzovich e il poeta ligure Amilcare Mario Grassi. Nella sezione “Silloge di tre poesie inedite”, il primo premio è stato assegnato al romagnolo Francesco Gabellini, con segnalazione per il poeta torinese Antonio Romano e per l’autrice friulana Andreina Trusgnach. Finalisti, i poeti Fabio Franzin, Sante Serra, Danila Rosetti, Valeria Groppelli (poesia inedita) e Alex Ragazzini, Francesco Indrigo, Marcello Marciani e Marino Monti (libro).