Copertina della seconda edizione
Copertina della seconda edizione "I mosaici ravennati nella Divina Commedia. Dagli ultimi canti del Paradiso ai primi dell'Inferno in 111 visioni"

Antonio Patuelli dopo aver letto la prima edizione: “È illuminante”.

Sviluppata la seconda edizione de “I mosaici ravennati nella Divina Commedia. Dagli ultimi canti del Paradiso ai primi dell’Inferno in 111 visioni” di Ivan Simonini (edizioni del Girasole). All’interno del libro (a pagina 254) viene anche citato il mensile di storia “Il Romagnolo”.

“Perché capovolta? – si legge nella scheda – Perché, rispetto alla 1a edizione del dicembre 2017 e oltre agli “errata corrige” già in quella inseriti, questa 2a edizione (in cui gli episodi – o visioni – passano da 80 a 111) è soprattutto ripensata nella sua struttura compositiva. Mentre nella 1a edizione le visioni seguivano ordinatamente la sequenza della Divina Commedia dal primo canto dell’Inferno all’ultimo del Paradiso e la serie di abbinamenti tra endecasillabi e immagini musive obbediva alla collocazione dei versi danteschi nel corso del Poema, la 2a edizione privilegia i luoghi di culto: la nuova sequenza parte dai battisteri, continua con le basiliche e termina con i mausolei secondo uno schema caro a don Giovanni Montanari e al professor Giovanni Gardini.

La sequenza adottata nella 1a edizione era funzionale a facilitare la comprensione delle due novità fondamentali introdotte dal libro negli studi sulle ispirazioni che Dante trasse dai mosaici ravennati anche per l’Inferno (e non solo nel Purgatorio e nel Paradiso come si riteneva prima) e che trovò non solo nei mosaici bizantini del V e del VI secolo ma anche nei più poveri e non meno significativi (per quanto ignorati dai dantisti) mosaici veneziano-ravennati del XIII secolo in S. Giovanni Evangelista.

Avendo la 1a edizione ampiamente dimostrato tali due assunti prima inediti, la sequenza adottata nella 2a edizione obbedisce ad un’altra prospettiva: l’aderenza al percorso spirituale reale del cristiano che da sempre nasce (battisteri), prega (basiliche) e muore (mausolei) come ogni altro uomo credente o no che sia. Ai cicli musivi dei Battisteri Neoniano e Ariano, della Cappella Arcivescovile, di S. Apollinare Nuovo, S. Vitale, S. Apollinare in Classe, S. Giovanni Evangelista e Mausoleo di Galla Placidia, sono qui aggiunte ulteriori suggestioni (S. Francesco, S. Michele in Africisco, Mausoleo di Teodorico). Il corpo del volume raccoglie così 111 capitoletti in cui l’immagine musiva proposta è seguita dai versi di Dante che quell’immagine suggerisce e da un breve testo esplicativo di ognuno dei 111 accostamenti, nei quali l’abbinamento scatta solo quando, secondo un criterio che esclude analogie generiche, quanto è figurato nei versi di carta corrisponde a quanto è scritto nei dipinti di pietra”.

Di seguito alcuni commenti dopo la lettura della prima edizione:

Sergio Aldrighi L’illustre professore ci ha ‘preso per mano’ e condotto in uno stupendo viaggio artistico e culturale.

Annamaria Corrado Frutto di uno studio appassionato e attento dell’influenza che i mosaici delle basiliche di Ravenna, non solo quelli bizantini, hanno avuto sul capolavoro dantesco… a testimoniare una conoscenza dei mosaici da parte di Dante tutt’altro che occasionale… riserverà sicuramente sorprese.

Manuela Mambelli Hai colmato una lacuna e in vista del centenario dantesco il tuo lavoro risulterà sicuramente prezioso.

Lucio Attinelli Hai fatto un lavoraccio! Mi sembra di leggere un’inchiesta del commissario Maigret. Per questo porterò con me il libro a Megève per profittarne nel silenzio delle montagne.

Cesare Fiori Impressionante la somiglianza tra il leone dei versi 44-48 del Canto I dell’Inferno e la figura del leone di San Marco in San Vitale, dove i riflessi vetrosi delle tessere inclinate in modo irregolare creano evidentissime vibrazioni di terrore.

Enrico Malato Molto ben congegnato, mi pare, ricco di spunti, idoneo a stimolare riflessioni e approfondimenti. Non mancherò di inserirlo nella mia Bibliografia e di citarlo quando capiterà.

Simona Guandalini Un serrato excursus artistico-letterario dove le immagini e i versi danteschi si compenetrano spiegandosi a vicenda.

Mimmo Staltari Lejia nu libru/scrittu du’ provessuri/Ivan Simonini/e mi tornàru/’nta stu cori/Movimentu e luci/chi m’accendiru/li vini. (Traduzione dal calabrese: ‘Ho letto un libro/scritto dal professore/Ivan Simonini/e sono tornati/in questo cuore/Movimento e luce/che mi hanno acceso/le vene’).

Robert Hollander Messaggio grazioso e benigno.

Antonio Patuelli Complimenti sincerissimi per il tuo dottissimo e semplice volume sui mosaici e la Commedia. Ne ho appena finita la lettura. È illuminante.

Mirco Manuguerra Libro bellissimo, ricco di interessanti suggestioni e preziose identità.

Iacopo Gardelli Colpisce il parallelismo fra i mosaici di S. Vitale e la teoria politica del ‘De Monarchia’. Tesi sottesa che la permanenza di Dante qui è stata molto più lunga di quanto la maggior parte degli specialisti crede.

Mariagrazia Angelini Una profonda e riconosciuta competenza attestata in numerosi scritti e interventi che hanno suscitato l’ammirazione degli studiosi.

Giorgio Montanari Con un approccio innovativo dimostra che Dante ha scritto la Divina Commedia anche ispirandosi ai mosaici ravennati, e sin dall’inizio della stesura del Poema.

Maria Grazia Lenzi Ha documentato il rapporto fra Dante e i mosaici già nel Canto I.

Ottavio Righini Finora altri studi ci indicavano importanti presenze solo nel Purgatorio e nel Paradiso. In caso di indagini poliziesche tre indizi costituiscono una prova. E qui gli indizi a volte sono molti di più.

Giovanna Motta Lo sto leggendo pagina per pagina e la studiosa di musica antica che è in me sussulta vedendo un incredibile Cristo con scettro e cetra: nell’iconografia è quasi sempre Re Davide che è mostrato mentre suona, ma – che io ricordi – mai Cristo. E soprattutto un Cristo che impugna nella mano sinistra qualcosa di più simile ad uno scettro, che ad un plettro, per suonare lo strumento.

don Piero Altieri Saranno in molti tra i devoti di Padre Dante ad essergliene grati per questa guida… può utilmente servire da vademecum che accompagna la mostra ‘La Divina Commedia e i mosaici di Ravenna’ allestita presso il complesso di S. Apollinare Nuovo… l’idea innovativa della ricerca di Simonini è che fin dalle origini i mosaici della città bizantina sono stati nella mente del Poeta.

Beatrice Brandolini Originale e completamente condivisibile… traspaiono conoscenza e cultura… degno figlio di cotanto padre… ne sarebbe sicuramente orgoglioso… come si dice?… buon sangue non mente…

Giuseppe Chicchi Un libro per meglio comprendere Dante, vederlo al nostro fianco, con Lui stupire per l’armonia delle pareti musive, cogliere ‘voce a voce in tempra’ la genesi dei versi immortali.