Copertina de "Dall’indie all’It-pop. Evoluzione, estetica e linguaggi"

Tempo fino al 9 giugno per iscriversi al Meeting Music Contest

L’indie? “Un fenomeno che ha portato fuori dalle cantine la musica indipendente, quella che 25 anni fa veniva considerata di ‘serie b’ dai discografici e dai radiotelevisivi dell’epoca, e oggi è diventata per fortuna, la musica italiana a tutto tondo”. Lo ha ribadito Giordano Sangiorgi, patron del Mei di Faenza, il Meeting delle etichette indipendenti in occasione della presentazione del libro di Dario Grande ‘Dall’indie all’It-pop. Evoluzione, estetica e linguaggi’, una delle tappe di avvicinamento al Meeting Music Contest promosso da Meeting di Rimini e da Mei di Faenza.

Dai Maneskin, vincitori al Festival di Sanremo, ai successi di Diodato, “per chi parte dal basso, dalle start up indipendenti,  è un momento felice”, ha ribadito Sangiorgi, che al Mei ha accolto sia Maneskin sia Diodato, ai primi passi, insieme a Ghali, Calcutta e non solo, solo per citare gli ultimi. “Calcutta è arrivato da noi nel 2014 – ricorda Sangiorgi – quando festeggiamo i 20 anni del MEI a Roma e ci ha chiesto di poter suonare sotto il palco con la chitarra, prima che iniziasse il concerto in programma e dopo poco tempo si è trovato nei circoli dal vivo e poi catapultato negli stadi. Il festival di Sanremo quest’anno ha segnato un voltapagina fondamentale. Amadeus è stato in assoluto il più ‘rivoluzionario’ di tutti. Più della metà degli artisti erano totalmente sconosciuti al pubblico ampio tipico del festival ed erano conosciuti solo a noi del panorama indipendente. Da Colapesce & Dimartino agli Extraliscio, anche loro passati dal MEI, da La Rappresentante di Lista ai Comacose e così via”.

C’è grande spazio quindi per nuovi e giovani talenti che oramai costituiscono la gran parte del mercato costruito dalla filiera musicale indipendente italiana. Fino al 9 giugno ci si potrà iscrivere al Meeting Music Contest aperto a musicisti, cantanti e band under 40. La finale fissata al 25 agosto 2021 in Fiera a Rimini. Tra i giurati, Erica Mou, Lorenzo Baglioni, Federico Mecozzi, N.A.I.P., Max Monti e tanti altri. L’idea «nasce da un incontro del Meeting di Rimini con il Mei di Faenza e con Giordano”, spiega Otello Cenci, direttore dipartimento Spettacoli del Meeting. “Il Meeting di Rimini è forse insieme al Mei il festival più indie che esista. Pone a tema questioni che bruciano nell’umano, nella persona, e nasce oltre 40 anni fa per dare la possibilità di incontrarsi e parlare attraverso l’arte, l’economia, l’impresa di quella che è la vita dell’uomo. È quindi lontano da quello che è il mainstream. Il Mei di Faenza nasce con l’intenzione di valorizzare tutta quella musica di nicchia, indie, che parla dell’umano”. Il bando del contest è pubblicato su sito del Meeting www.meetingrimini.org e sul sito del Mei.

“Il boom del nuovo indie si è registrato tra il 2015 e il 2016, quando ho iniziato l’università a Torino”, spiega l’autore del libro Dario Grande, edito da Vololibero. “Avevo iniziato a suonare in una band e frequentavo la scena musicale torinese. Tutti parlavano di questi artisti che fino al giorno prima nessuno conosceva e che nel giro di poco aerano esplosi sia sui social, sia proponendo concerti sempre più importanti in termini di pubblico. La cosa che mi aveva incuriosito era la diversità della loro comunicazione. Piacevano moltissimo ai miei coetanei, ai miei amici, mentre io all’inizio ero un po’ incerto, interlocutorio: dovevo capire se mi piacevano o meno”, questa la genesi di ‘Dall’indie all’It-pop’.

Tra gli ospiti della presentazione, insieme alla cantautrice Roberta Giallo, che ha segnalato l’importanza di una maggiore presenza femminile nel panorama musicale, e al dj produttore Max Monti, che ha messo il focus sul mix musicale di oggi, e ai giornalisti Luca TrambustiSimone Mercurio e Angela De Gregorio, era presente anche Tommaso Zanello, in arte Piotta, cantante, rapper e produttore, oltre che compositore della colonna sonora della serie tv di successo Suburra. “La scena indie sul lungo periodo è stata fortemente rafforzata dai talent”, ha spiegato Zanello. “Coloro che per motivi caratteriali o di gusto non volevano mescolare il loro essere pop con le logiche televisive (fare cover su cover, vestirsi come dicono i costumisti, essere messo in discussione tra i “dentro”, “fuori”, “hai vinto”, “hai perso”, “tu a casa” con i lacrimoni dei genitori) cosa hanno fatto? Hanno fatto pop cercando ossigeno nella scena indipendente alternativa che noi rappresentavamo e ancora rappresentiamo, e il Mei ne è un enorme esempio. Hanno mescolato il loro gusto il pop alle dinamiche dell’essere indipendente rafforzando quel “do it yourself” tipico dell’indie e portandolo all’ennesima potenza economica, lo hanno fatto diventare un “do it yourself” da classifica e a quel punto le major, che erano disperate, grazie alla loro potenza economica hanno attinto ai nostri vivai”.

Clicca qui per il regolamento del Meeting Music Contest sul sito del Meeting.