Un momento della presentazione: da sinistra Angelo Nicastro, Antonio De Rosa e Franco Masotti

Presentata la XXXII edizione. Il programma estivo inizia il 2 giugno

Il Ravenna Festival fa rinascere ancora una volta lo spettacolo dal vivo, e lo fa dedicando con amore la sua XXXII edizione a Dante. Un omaggio al Poeta, nel 700esimo anniversario della morte, dal significato profondo, che si riflette in particolare nelle proposte di quest’anno.

Il programma è stato presentato questa mattina al Ridotto dell’Alighieri: sono intervenuti Elsa Signorino, assessora alla Cultura del Comune, Antonio De Rosa, Sovrintendente del Ravenna Festival e i direttori artistici Franco Masotti e Angelo Nicastro. Vari i messaggi video: dal sindaco Michele de Pascale al maestro Riccardo Muti, da Neri Marcorè ad Alessandra Ferri. Elsa Signorino ha sottolineato la caratura “nazionale e internazionale” delle proposte, evidenziando la sfida del Festival, come nel 2020, di aprire dal vivo. “Una sfida vinta, di cui tutta la città deve essere orgogliosa”, frutto di un grande lavoro di squadra.

De Rosa ha rilevato tra l’altro un aspetto molto importante: “Ridiamo dignità al pubblico per l’ascolto in presenza, che è una fondamentale necessità dell’anima, e ridiamo agli artisti la dignità del lavoro”. Masotti e Nicastro hanno illustrato i vari “percorsi” che contraddistinguono un Festival ricco di suggestioni, come ad esempio il rapporto tra Dante e la musica.

Per due mesi, dal 2 giugno al 31 luglio, e con la programmazione autunnale, “Dedicato a Dante” il programma propone oltre 70 eventi, “pianeti e satelliti che ruotano attorno al sole centrale del Poeta e del suo capolavoro ma seguono anche altre e più eccentriche orbite”. Dopo l’anteprima del 9 maggio con i Wiener, Riccardo Muti percorrerà con la sua Orchestra Cherubini Le vie dell’Amicizia fino a Erevan per Purgatorio di Tigran Mansurian, parte del trittico di nuove commissioni che parte dall’Inferno di Giovanni Sollima e raggiunge il Paradiso di Valentin Silvestrov nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe. Tra gli artisti ospiti anche Alessandra Ferri, Beatrice Rana, Accademia Bizantina, Kavakos, Dutoit, Daniil Trifonov, Capossela, Elio, Neri Marcorè. Il Festival abita suggestivi spazi fra Ravenna, Cervia, Russi e Lugo – per lo più sotto le stelle – e conferma la scelta di prezzi accessibili e contenuti in streaming. La scelta dello streaming ha aperto una platea immensa, ha rilevato De Rosa: su ravennafestival.live sono stati 200mila gli spettatori, da 150 Paesi del mondo.

Anche quest’anno, come abbiamo visto, Ravenna e il suo Festival sono in prima linea per il ritorno alla musica dal vivo in Italia, da una parte ospitando il doppio concerto d’apertura della tournée dei Wiener, per la prima volta di fronte al pubblico nel 2021 (9 maggio); dall’altra inaugurando il programma estivo il 2 giugno, nel giorno della Festa di una Repubblica che può e deve essere fondata anche sulla cultura e sulla musica. Nella dedica a Dante – del quale il Festival celebra vita e opera con nuove produzioni e commissioni a compositori, coreografi e drammaturghi – si realizza pienamente la natura tematica e multidisciplinare della manifestazione, forse proprio perché il grande viaggio della Commedia contiene in sé tutti i temi e i soggetti attinenti all’esperienza umana, è stato spiegato.

Le Vie dell’Amicizia

Quest’estate Muti guida la sua Cherubini in altri due appuntamenti, uno dei quali è l’annuale pellegrinaggio musicale delle Vie dell’Amicizia, che ritorna a Erevan per riallacciare il dialogo intrecciato vent’anni fa e che ha radici nella storia Romana e Bizantina, quando Ravenna vantava una fiorente comunità armena. “Il Paese delle pietre che urlano”, come lo descrisse Mandel’stam, trova espressione della propria sofferta spiritualità e tradizione musicale, oltre che nel concerto del Naghash Ensemble e una messa armena, nella commissione al più importante compositore di quella terra di confine, Tigran Mansurian. È invece la Rocca a trasfigurarsi in cittadella infernale per Sei studi sull’Inferno di Dante di Giovanni Sollima; al fianco del compositore palermitano la Cherubini diretta da Kristjan Järvi, il Coro della Cattedrale di Siena “Guido Saracini” e il controtenore Raffaele Pe. O luce etterna, con cui Valentin Silvestrov dà forma sonora alla luminosa evanescenza del Paradiso, sarà eseguita dal Coro da camera di Kiev a Sant’Apollinare in Classe, fulgida di mosaici.

Il programma estivo si inaugura con due prime

Il Festival torna a S. Vitale con l’opera da camera Teodora di Mauro Montalbetti, libretto e drammaturgia di Barbara Roganti; un percorso nel labirinto dell’esistenza dell’imperatrice ritratta in mosaico nella Basilica. Alessandra Ferri celebra al Festival quarant’anni di carriera nei panni di Winnie, la ballerina “âgée” immaginata da Béjart nel 1998 per Carla Fracci: la ripresa del beckettiano L’heure exquise, in coproduzione con il Royal Ballet, la vedrà sommersa da una montagna di vecchie scarpette da punta. Al suo fianco Carsten Jung (Hamburg Ballet), nel ruolo che fu di Micha van Hoecke; lo stesso Micha li guiderà nel riallestimento insieme a Maina Gielgud che ne fu seconda interprete.

La Basilica di S. Francesco, dove si tennero i funerali del Poeta, accoglie appuntamenti dedicati alla musica dei tempi di Dante o ispirata alla sua poesia, preceduti da una conversazione con il musicologo Piero Mioli. Sono coinvolte alcune tra le più autorevoli formazioni italiane specializzate in musica antica – Odhecaton, La Fonte Musica e l’Ensemble Micrologus – mentre la formula dei Vespri a S. Vitale si rinnova come Vespri danteschi, spaziando dalla tradizione trobadorica a nuove composizioni, a inclusione di una sortita nel “bestiario poetico” della Commedia, raccontato da Tiziano Scarpa.

La vastità del poema e la sua capacità di misurarsi con i linguaggi artistici più diversi è testimoniata anche dalla proiezione del capolavoro del muto Inferno (1911), sonorizzato live da Edison Studio in collaborazione con la Cineteca di Bologna; Flavio Caroli si concentrerà invece su I dipinti che hanno sconvolto il mondo dopo l’età di Dante e di Giotto. Altra importante prima è quella con Arto Lindsay, un omaggio alla Lectura Dantis di Carmelo Bene che nel 1981 commemorò la strage di Bologna dall’alto della Torre degli Asinelli.

Per tutte le informazioni www.ravennafestival.org