L’Ensemble Biscantores in concerto con il seicentesco Dies Irae di Giovanni Legrenzi

La prima settimana dei Vespri di Ravenna Festival nella Basilica di S. Francesco si conclude domenica 13 giugno, alle 19.30, con Prosa pro mortuis: l’Ensemble Biscantores diretto da Luca Colombo dedica il concerto al ricordo delle vittime della pandemia, con il Dies irae del compositore bergamasco Giovanni Legrenzi. Nato a Clusone nel 1626, Legrenzi è stato maestro di cappella presso la Basilica di S. Marco di Venezia e autore di musiche che hanno viaggiato in tutta Europa; nella Bibliothèque National di Parigi si conserva oggi il manoscritto di fine Seicento Prosa pro mortuis, che include il mottetto concertato del Dies irae per doppio coro, viole da gamba e basso continuo. La scrittura polifonica è cinquecentesca, ma le soluzioni armoniche e gli effetti teatrali sono tipicamente barocchi, come  l’alternanza tra arie solistiche e pagine per coro. Completa il programma il Confitebor III alla francese di Claudio Monteverdi. Come per tutti gli appuntamenti dei Vespri il costo del biglietto è 1 Euro.

Nell’Oratorio dei Disciplini della piccola città di Clusone si conserva un affresco del 1484 con il motivo iconografico tardomedievale della Danza macabra, una danza di uomini e scheletri che ha funzione di memento mori: sicuramente Legrenzi aveva ammirato l’opera in gioventù e forse il ricordo ne influenzò, più tardi, la composizione dell’imponente Dies iræ. Dopo aver ricevuto la prima formazione musicale dal padre nella sua cittadina natale, Legrenzi lavorò a Bergamo, Ferrara e infine Venezia, dove nel 1685 ottenne il prestigioso incarico di maestro di cappella della Basilica di S. Marco. Oggi assai poco conosciuto dal grande pubblico, Legrenzi era molto apprezzato sia nei teatri viennesi che presso la Chapelle Royale di Luigi XIV – l’ammirazione della corte francese è per altro testimoniata dalla presenza di numerose sue composizioni nella biblioteca reale.

L’Ensemble Biscantores, fondato e diretto da Luca Colombo, è un gruppo vocale e strumentale specializzato nel repertorio tardo rinascimentale e barocco; l’ensemble unisce l’amore per la polifonia e il piacere di pagine d’indiscussa bellezza al desiderio di eseguire un repertorio filologicamente coerente alle prassi esecutive del tempo e di riscoprire materiale inedito di autori oggi poco valorizzati. Di particolare rilevanza gli studi sulla corte mantovana dei Gonzaga e sulla liturgia della Basilica Palatina di Santa Barbara; nel 2017 l’ensemble è stato impegnato in vari concerti per il 450° anniversario della nascita di Monteverdi.

La rassegna dei Vespri tornerà in scena dal 7 al 13 luglio con altri tre diversi programmi: Vox in bestia, il fantastico “bestiario poetico” della Commedia raccontato da Tiziano Scarpa, con il soprano Laura Catrani e le video animazioni di Gianluigi Toccafondo (7, 8 luglio); Le ultime sette parole di Cristo sulla croce di Haydn nella versione autografa per quartetto d’archi, con il Quartetto Leonardo fresco di Premio Farulli (9, 11 luglio); Eunoè. Paradiso terrestre, oratorio contemporaneo di Stefano Dalfovo su libretto di Francesco di Giorgio, in prima con il coro cesenate Ecce Novum diretto da Silvia Biasini (12, 13 luglio).