Sabato 24 luglio, alle 21.30, il concerto dedicato a Danilo Rustici

L’anno è il 1974, il luogo i Trident Studios di Soho, Londra – qui sono stati registrati Hey Jude dei Beatles, l’album di debutto dei Queen, Ziggy Stardust di David Bowie; qui approdano tre italiani, Elio D’Anna e Danilo Rustici, reduci dei disciolti Osanna, e Vince Vallicelli, batterista romagnolo che si è unito a loro per registrare Uno, primo e unico disco dell’omonimo progetto. E che disco: una supernova la cui luce non è mai sbiadita dal cielo del Progressive Rock italiano. A quella straordinaria esperienza Ravenna Festival rende omaggio con La notte del Prog, con cui sabato 24 luglio, alle 21.30, la manifestazione ritorna a Palazzo S. Giacomo di Russi. Con una dedica a Rustici, scomparso lo scorso febbraio, UNO nel Tutto riparte dall’energia creativa di quella band per costruire una nuova identità, forte del contributo del compositore e polistrumentista Enrico Gabrielli dei Calibro 35, di Stefano Pilia e Roberto dell’Era degli Afterhours e dello stesso Vallicelli, a cui si unisce la voce di Sara Zaccarelli. Il giorno seguente il Festival raddoppia a Palazzo S. Giacomo con un genere all’apparenza agli antipodi ma che al Prog è accomunato dal largo spazio lasciato all’improvvisazione: domenica 25 luglio è tempo per La notte del Rap con Rancore, Moder, Young Ir e Tony Dj.

“C’è un batterista in sala?” domandò Danilo Rustici, quando Tony Esposito abbandonò il palco sul quale il nuovo Progetto Uno stava nascendo. Quella domanda cambiò la vita a Vince Vallicelli, in forza agli Helza Poppin dopo essersi fatto le ossa con Secondo Casadei, che così entrò nella serie A del Progressive Rock italiano. E si ritrovò a incidere nei Trident Studios con D’Anna, Rustici e la collaborazione del paroliere Nick Sedwick e della cantante Liza Strike, che aveva partecipato anche a The Dark Side of the Moon dei Pink Floyd – quattro i brani in inglese, tre in italiano (ma fu realizzata una versione tutta in inglese per i mercati esteri). L’avventura non ebbe seguito, mentre D’Anna e Rustici si dedicarono al loro nuovo gruppo, i Nova, dalla più marcata influenza jazz-rock.

Oggi, a quasi cinquant’anni di distanza da quelle magiche circostanze, un prezioso tassello di discografia nostrana diventa il punto di partenza non per riproporre pedissequamente la musica degli Uno, ma per ricaricarne l’esperienza, affidando i sette brani della loro opera prima alla generazione successiva e lasciando spazio per materiale inedito. “Gli Uno di oggi non sono né una cover né una tribute band – spiega Vince Vallicelli – È una nuova veste alla cui base c’è una grande connessione sul piano umano, ancor prima di quello musicale. C’è questa grande connessione che si è creata tra tutti noi e non hai idea della gioia che ho provato: quello che abbiamo conquistato in quelle session è un nostro sound. Non puoi rifare Uno, anche se io ne ho fatto parte. Noi qui oggi possiamo però fare un’altra storia”.

Con il coordinamento di Enrico Croci e Giovanni Versari, UNO nel Tutto promette di sprigionare colorazioni di flauti e sax, mellotron, chitarre eteree e sature, bassi di canterburyana memoria, accordature di batteria dal caldo impasto dei Settanta…insomma, con degli eredi così, con un bagaglio artistico a cui non manca nulla e la guida concreta di Vallicelli, il viaggio sonoro promette bene, anzi benissimo.

Sempre sabato 24, alle 18.30, nel giardino della Rocca “T. Melandri”, L’ossessione per le rime è il titolo della conversazione sul Rap, in collaborazione con Il lato oscuro della costa APS – CISIM, che vedrà coinvolti Carlo Corallo, Rancore, Moder e Dutch Nazari con Pierfrancesco Pacoda nel ruolo di moderatore; per riflettere, con uno sguardo anche sul VII centenario dantesco, su quel Lyrical Rap che predilige le sperimentazioni letterarie sul corpo della parola.