Tingvall Trio (Foto Ralf Dombrowski)

Ultimo appuntamento del festival venerdì 19 novembre alle ore 21.30

Venerdì 19 novembre l’edizione 2021 di Ravenna Jazz giunge al suo ultimo concerto. L’appuntamento conclusivo del festival si terrà alle ore 21.30 al Cisim di Lido Adriano (RA) e avrà per protagonista il Tingvall Trio, formazione nella cui ricca tavolozza espressiva si mescolano jazz nordico, impulsi ritmici swing e rock. Il trio è guidato dal pianista svedese Martin Tingvall e completato del bassista Omar Rodriguez Calvo e dal batterista Jürgen Spiegel. Biglietti: prezzo unico euro 12 (tessera AICS obbligatoria euro 5).

Ravenna Jazz è organizzato da Jazz Network con la collaborazione degli Assessorati alla Cultura del Comune di Ravenna e della Regione Emilia-Romagna, con il sostegno del Ministero della Cultura e il patrocinio di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

Cosa succede quando l’arte della ballad incontra le cullanti melodie scandinave? Chiedetelo al Tingvall Trio: con loro, il senso della cantabilità melodica non è più un tabù e la musica improvvisata torna a fluire al seguito di temi ispirati e perfettamente delineati. Poi c’è tutto l’armamentario emozionale del jazz scandinavo, dalle sonorità terse alle pause che affondano come scandagli nel tessuto musicale. Ma a questo punto, il trio del pianista svedese Martin Tingvall tira fuori la sua originalità, che lo distingue nel panorama del jazz nordeuropeo e che scaturisce dall’apporto del bassista Omar Rodriguez Calvo e del batterista Jürgen Spiegel. Cubano il primo, tedesco il secondo: le influenze sonore del trio si allargano così ben oltre la ‘regola’ del jazz nordico, si appropriano di colori più intensi, abbracciano architetture provenienti dal pianismo classico e ritmi che passano dallo swing al rock.

Il Tingvall Trio è di base ad Amburgo e ha saputo consolidarsi come una vera unità stabile dal 2003: un antidoto creativo contro la musica pop alla quale per alcuni anni questi musicisti si erano dedicati. Con i suoi sapori multietnici e un repertorio di danze delle più varie provenienze geografiche, il più recente disco del trio (Dance, 2020) ribadisce che il jazz, più che una lingua chiusa in sé, è una sorta di traduttore applicabile a qualunque testo.