Le Belle Bandiere (Foto Marco Caselli Nirmal)

Da giovedì 24 a domenica 27 febbraio nuovo appuntamento con la La Stagione dei Teatri 

Nuovo appuntamento con La Stagione dei Teatri questa settimana all’Alighieri, da giovedì 24 a domenica 27 febbraio 2022, inizio alle ore 21, domenica alle ore 15.30, con “Ottocento” di Elena Bucci e Marco Sgrosso. Spettacolo in abbonamento, durata: 90’ senza intervallo.

Con Ottocento, Le Belle Bandiere di Elena Bucci e Marco Sgrosso (entrambi parte del cast di Mangiafoco di Roberto Latini, miglior spettacolo del 2019 al premio “Le Maschere del Teatro Italiano”) si tuffano nella corrente di un intero secolo, ben sapendo che le definizioni non sono altro che un tentativo di ordinare la maestosità del tempo. Idealismo, esistenzialismo, grandi romanzi europei, romanticismo; dagli echi di quel denso XIX secolo uno spettacolo che ne ripercorre i moti in lungo e in largo, spaziando dalle arti alla politica alla scienza fino ai grandi cambiamenti sociali. Un affondo dal quale emergono le vitali contraddizioni che nutrono ancora il presente. Un rapimento del cuore per l’intensità di opere e vite che, paragonate a certi impauriti conformismi di oggi, ci fanno riflettere sul nostro concetto di felicità, dignità e pienezza. Lo spettacolo è sostenuto da BCC Credito Cooperativo Ravennate Forlivese e Imolese.

Nel pomeriggio di sabato 26 febbraio, alle 18, Elena Bucci e Marco Sgrosso incontreranno il pubblico in dialogo con Gerardo Guccini.

Ottocento è un esperimento particolare nel corso del lungo e felice viaggio che Le Belle Bandiere stanno compiendo con il Centro Teatrale Bresciano, una sorta di invito al pubblico a condividere un lavoro “in divenire”, sbirciando nel laboratorio di visioni, di drammaturgie, di passioni e di suggestioni che risveglia la magica parola “Ottocento”. Si tratta a tutti gli effetti di uno spettacolo, che nasce da un appassionato progetto di elaborazione drammaturgica e sfocia in una scrittura scenica originale offerta allo sguardo dello spettatore nella sua natura più duttile, con la volontà di cogliere le sottili sfumature della relazione tra l’arte della compagnia, anacronistica eppure così contemporanea, e la sensibilità del tempo presente.

«Ci siamo immersi – dicono Elena Bucci e Marco Sgrosso –, con l’intento di perderci, in un secolo ricco di fascino, di eventi e di mutamenti, di indimenticabili grandi romanzi e di personaggi divenuti mitici, di lotte per il progresso, per la libertà e per l’emancipazione ma anche di crudeli repressioni e obblighi feroci, un tempo di innovazioni e di scoperte, di rivoluzioni artistiche e culturali, di grandi storie e grandi ideali, di biografie avventurose segnate da molti viaggi e tanti mestieri, un secolo le cui contraddizioni emanano un fascino talmente potente da nutrire ancora pienamente il nostro presente. E ci siamo domandati con gioia curiosa: quanto scopriremo di nuovo viaggiando con la macchina del tempo che è il teatro?».

Immaginiamo un’ideale assemblea nella quale si trovano vicini, per visioni, istanze, aperture e ribellioni, artisti che – in paesi lontani e con diversi talenti – hanno sperimentato modi nuovi di raccontare l’uomo e il mondo. Sentiamo echeggiare i nostri passi sospesi in un immaginario palazzo, in apparenza abbandonato ma che via via si anima di voci e presenze illustri. Ed ecco che accanto alla preziosa intimità della poesia veggente e misconosciuta in vita di Emily Dickinson e di Emily Brontë possiamo cogliere l’inquietante fruscio del mondo gotico evocato da Poe e da Mary Shelley o quello delle sete velenose delle sconquassate dame incipriate disegnate da Baudelaire. Scivoliamo dalla limpidezza cristallina dei racconti di Cechov ai tormentati ritratti tratteggiati da Dostoevskji e da Tolstoj, con i loro eroi ed eroine dal tragico destino; dalla spietata ma necessaria affermazione di nuovi equilibri suggeriti da Ibsen al decadente affresco parigino di Dumas figlio che, sposato alla musica di Verdi, ci porta a Traviata; dalla fredda denuncia civile di Victor Hugo al toccante affresco umano e sociale dei Buddenbrook di Thomas Mann, dai nuovi astri teatrali del Risorgimento italiano al surrealismo di spudorati nasi russi che fuggono dai volti per viaggiare in carrozza.

«In questa folle e variegata galleria, ben più affollata di quanto si riesca a dire, abbiamo cercato di rileggere e di rivivere quella capacità di dipingere, musicare e narrare che rende uniche e preziose le vite di tutti».

LE BELLE BANDIERE
La compagnia Le belle bandiere nasce nel 1993 con la direzione artistica di Elena Bucci e Marco Sgrosso, attori, autori, registi che hanno fatto parte del nucleo storico del Teatro di Leo di Leo de Berardinis dal 1985 al 2001, partecipando a quasi tutti gli spettacoli. Ha sede a Bologna e a Russi, dove crea spettacoli distribuiti su tutto il territorio nazionale e all’estero, cura progetti per la comunicazione tra le arti e la loro diffusione, un archivio, rassegne, un laboratorio teatrale permanente, corsi di alta formazione e ha contribuito con diversi eventi pubblici al recupero del Teatro Comunale e di altri spazi abbandonati come chiese, palazzi, fabbriche. La poetica della Compagnia spazia dalla creazione di scritture originali all’indagine sulla drammaturgia contemporanea, da riscritture di testi classici a progetti per la commistione dei diversi codici artistici. Un nucleo stabile e aperto di attori, musicisti, tecnici e collaboratori garantisce l’approfondimento di un linguaggio comune, una continua ricerca di qualità e la possibilità di tenere in vita il repertorio sia in grandi teatri che in spazi innovativi, secondo una duttile pratica che allaccia la tradizione all’antica italiana al presente. La sua natura nomade è il riflesso di una ricerca che si propone di realizzare progetti di ampio respiro in teatri grandi e piccoli, nelle città e in luoghi più marginali, nel confronto con pubblici di diverse estrazioni, culture ed etnie, confidando nel teatro come strumento di conoscenza, crescita, coesione e apertura.

La compagnia ha sviluppato negli anni lunghi e fertili rapporti con enti pubblici e privati, Teatri Nazionali e Teatri di Rilevante Interesse Culturale, Centri di produzione, Festival (fertilissima la relazione con il Ravenna Festival), Università, Compagnie, singoli artisti, Accademie e Scuole di teatro ed è sostenuta da Regione Emilia-Romagna e Comune di Russi.