“Cosa sarebbe potuto succedere nella mia vita se non fossi diventata famosa?” E’ l’interrogativo al quale cerca di rispondere in “Piacere di conoscerti” su Amazon Prime da oggi

Un viaggio introspettivo alla scoperta prima di tutto di se stessa. E’ questo il cuore del film “Piacere di conoscerti” che vede come protagonista non solo sullo schermo ma anche nell’ideazione del progetto, Laura Pausini. Le riprese che si sono svolte durante la scorsa estate hanno coinvolto le amicizie più strette della cantante romagnola e le tante comparse  reclutante sul territorio oltre ai luoghi più cari, da Solarolo, città dove è nata a Faenza dove ha studiato. Dal 7 aprile il film prodotto da Endemol Shinne per la regia di Ivan Cotroneo che ne ha scritto anche la sceneggiatura insieme a Monica Rametta e alla stessa Pausini,  è disponibile su Amazon Original. “Non volevo un documentario di autocelebrazione – sottolinea la cantante – ma un viaggio introspettivo che rendesse più facile capire che, anche se spesso ci viene insegnato che bisogna vincere, per essere realizzati non è necessaria la fama. Il sentirsi realizzati non dipende da un premio che si ha in casa”. L’idea del progetto è nata poco prima del lockdown. “Poco prima d quel periodo, una notte mi sono svegliata – spiega – e ho cominciato a scrivere questa storia che è nella mia testa da ventinove anni”. Con la sua voce fuori campo Laura si chiede come sarebbe stata la sua vita se non avesse mai vinto il Festival di Sanremo con La solitudine. Il racconto procede così con un montaggio alternato, dove ai  successi ottenuti – tra Grammy e Golden Globe – si alterna la sua storia, dagli studi da ceramista a Faenza, alle prime esibizioni a fianco del padre, al piano bar. Il docu-film sembra voler sottolineare che non sono la fama e il successo a essere importanti, ma il modo di rapportarsi a se stessi. “Dal 2018 mi chiedevano un documentario su di me – aggiunge  – e ho sempre pensato che non sarebbe stato così interessante. Volevo fare qualcosa di speciale e ho pensato a dare risposta a una domanda che mi faccio da 29 anni, cosa sarebbe potuto succedere nella mia vita se non fossi diventata famosa. Così una notte ho scritto la storia sul telefonino e ho ‘controproposto’ ad Amazon di realizzare un docufilm che fosse una sorta di sliding doors”.