L'ingresso del museo "Classis" di Ravenna (foto di repertorio)

La giunta, infatti, ha stilato la lista dei siti aderenti al sistema museale nazionale, già cento in Emilia-Romagna, che prevede l’adeguamento ai “Lug”

La Giunta regionale vara la lista degli aderenti al Sistema Museale Nazionale, che prevede l’adeguamento ai Livelli uniformi di qualità (Luq). L’elenco completo. Chiusa la prima fase, entro l’anno la riapertura dell’accreditamento per ulteriori nuove adesioni

Dopo due anni di pandemia e dopo una crisi energetica di pesante impatto anche sulle attività delle istituzioni culturali, la regione Emilia-Romagna ha deciso di rilanciare i propri musei, portando a termine la prima fase dell’accreditamento di quelli regionali al sistema museale nazionale. La giunta regionale, infatti, ha approvato l’elenco dei musei accreditati secondo gli standard concordati, a livello nazionale, col ministero della cultura.

Obiettivo del sistema museale nazionale è quello di mettere in rete gli oltre 5000 musei e luoghi della cultura italiani, così da migliorarne la fruizione e l’accessibilità. Al sistema possono accedere tutti i musei, indipendentemente dalla loro titolarità, pubblica o privata, su base volontaria e mediante un processo di accreditamento che, per gli enti non statali, può essere coordinato dalle singole regioni e comporta l’adeguamento a una serie di standard, i “Lug” (abbreviazione di “Livelli uniformi di qualità”).

Fra le prime a concludere l’iter, l’Emilia-Romagna, che, con questo passaggio, intende non solo riconoscere i livelli di qualità delle proprie istituzioni; bensì iniziare un percorso di miglioramento complessivo dell’offerta territoriale, che coinvolgerà tutti i musei, nel loro insieme. Le novità sono state illustrate nella mattinata di oggi, giovedì 21 aprile, in una conferenza stampa in regione tenuta da Mauro Felicori, assessore alla cultura e al paesaggio.

Il processo di accreditamento, che sarà riaperto entro l’anno per ulteriori adesioni, ha registrato la partecipazione di 157 musei, con l’accreditamento di un centinaio di questi. Fra essi, i musei civici dei capoluoghi; ma anche piccole realtà a forte specializzazione tematica, come il museo della bilancia di Campogalliano, in provincia di Modena, il “Musicalia”, il museo di musica meccanica di Cesena, e il circuito dei musei del gusto, situati nel parmense.

Nell’incontro di stamattina, Felicori ha così spiegato: “L’accreditamento diventa uno degli strumenti per sostenere i musei, assieme alle risorse delle diverse leggi regionali e dai piani museali alla recente legge sulle case dei personaggi illustri; consentendo non solo il recupero della piena operatività pre-Covid, bensì avendo l’obiettivo di sfruttare la ‘lezione’ dell’emergenza determinatasi in questi anni, così da operare sulle criticità rilevate dalla crisi, e così da adeguare l’attività delle istituzioni culturali alle nuove esigenze delle comunità e di tutti i visitatori”, ha concluso l’assessore della regione alla cultura e al paesaggio.