Domenica 19 giugno, alle 11.30, prosegue il percorso di preghiera e musica In templo Domini

Materia e spirito, corpo e anima: da sempre il pensiero filosofico e religioso si dibatte in un dualismo apparentemente inconciliabile, quello che – nel ricordo di Pier Paolo Pasolini – la XXXIII edizione di Ravenna Festival condensa nel titolo Tra la carne e il cielo. Nell’annuncio del Vangelo di Giovanni, “il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” si profila il mistero di una possibile conciliazione degli opposti, del tangibile con l’intangibile, quel mistero che il Festival contempla attraverso In templo Domini, il percorso di preghiera e musica che si snoda nelle suggestive basiliche cittadine e ci introduce a una bellezza senza tempo né confini. Domenica 19 giugno, alle 11.30, la Basilica di Sant’Agata Maggiore accoglie il terzo appuntamento domenicale: il Coro Polifonico Ludus Vocalis, diretto da Stefano Sintoni, propone composizioni di padre Pellegrino Santucci, per lo più tratte dalla sua Missa Pauperum, con Roberto Cavrini – nipote del compositore – all’organo. Tutti gli appuntamenti di  In templo Domini sono a ingresso libero; la rassegna continua domenica 26 giugno a San Francesco, alle 11.15, con il Gruppo Vocale Heinrich Schütz.

“Noi non facciamo musica né per commercio, né per esibizionismo, e nemmeno per divertimento. Abbiamo un messaggio da trasmettere: è il messaggio dello spirito attraverso le stimolazioni dell’arte”: così padre Pellegrino Santucci – scomparso nel 2010 e del quale ricorreva l’anno scorso il centenario della nascita – nel parlare della Cappella musicale di S. Maria dei Servi a Bologna, che dirigeva dal 1947. Bolognese d’adozione, ma sempre legato alla sua Romagna (era nato a Montecastello di Mercato Saraceno) già dagli anni Sessanta ha fatto conoscere a Bologna le Passioni di J. S. Bach e i mottetti di Palestrina; sempre a lui si deve la rinascita della musica per organo a Bologna e non solo. Figura poliedrica, osservatore polemico dei fatti, Pellegrino Santucci è stato un prolifico compositore, con oltre duemila composizioni che toccano tutte le forme musicali e centinaia di brani per organo.

Ad affiancare i Ludus Vocalis in quest’occasione è Roberto Cavrini, non solo valente musicista ed egli stesso autore di composizioni per organo, ma legato a doppio filo alla proposta di questa domenica: Cavrini è infatti il nipote di Padre Pellegrino Santucci nonché curatore dello storico archivio musicale della Cappella Musicale di S. Maria dei Servi di Bologna, che accompagna in qualità di organista della Basilica.

Il Coro Polifonico Ludus Vocalis ha esordito proprio a S. Agata Maggiore nel 2004 e dal 2007 partecipa regolarmente a Ravenna Festival. Attorno a un nucleo originario di una decina di coristi si é creato un gruppo di circa quaranta elementi, che si dedica al repertorio sacro e profano dal ‘500 ai giorni nostri. Collabora con varie orchestre ed ensemble del territorio e nel 2009 ha inciso un disco di musiche inedite di autori ravennati del 1600-1700. Ha inoltre una ricca attività concertistica: fra gli appuntamenti più memorabili l’esecuzione dell’oratorio La Natività del Cardinale Domenico Bartolucci in presenza dell’autore nel 2009; il Requiem di Mozart nella Cattedrale di Santo Stefano a Vienna in occasione dell’anniversario della morte del compositore nel 2012; nel 2016 il concerto per il ventennale del riconoscimento dei monumenti ravennati quali Patrimonio dell’Umanità UNESCO; la collaborazione con il coro ecumenico di Colonia per la prima assoluta del Te Deum di Peter Reulein.

Ingresso libero

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org