Domenica 26 giugno, alle 11.15, messa seicentesca di Marco Scacchi

Maria, nel cui grembo il Verbo si fece carne; Maria ai piedi della croce. Tra questi due momenti è racchiuso tutto il mistero del farsi uomo fra gli uomini, nato da donna – colei che, come ne scrisse Dante, nobilitò a tal punto l’umana natura “che ‘l suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura” (Par. XXXIII, vv. 5-6). La dedica a Maria di In templo domini, l’ormai consolidato appuntamento di Ravenna Festival che ogni estate disegna fra le chiese della città un itinerario di musica e fede, si rinnova domenica 26 giugno, alle 11.15, nella Basilica di San Francesco. Qui il Gruppo Vocale Heinrich Schütz propone, con la direzione di Roberto Bonato, la Missa Sancta Maria del compositore seicentesco Marco Scacchi, lavoro che si colloca nel solco della Scuola Roma informata del più limpido stile palestriniano. Tutti gli appuntamenti di In templo Domini sono a ingresso libero; la rassegna si concluderà domenica 3 luglio, alle 12, nella Basilica di San Giovanni Evangelista con l’Orlando Consort, protagonista anche del concerto di sabato 2 luglio, alle 21.30, nella Basilica di San Vitale.

Ricordato principalmente per la sua difesa della musica moderna contro il conservatore Paul Siefert, Marco Scacchi – nato a Gallese, oggi in provincia di Viterbo – merita di essere riconosciuto anche per l’originalità del suo pensiero musicale e la versatilità della sua produzione. Fu protegé e discepolo di Giovanni Francesco Anerio, che probabilmente portò con sé a Varsavia quando divenne musicista del re e quindi maestro di cappella alla corte di Sigismondo III, il cui lungo regno rappresentò l’apice dell’influenza politica ed economica della Confederazione polacco-lituana. Scacchi mantenne il proprio ruolo con il successore Wladislaw IV e durante i primi mesi di trono di Jan Kazimierz II; nel marzo 1949, però, fece ritorno a Gallese, dove sarebbe morto nel ’62. Scacchi riteneva che ogni genere – messe in stile antico, madrigali con continuo, concerti sacri, opere… – richiedesse uno stile diverso e un peculiare processo compositivo. La Missa Sancta Maria proposta a San Francesco è parte della raccolta pubblicata a Roma nel 1633 e contenente quattro Messe; in questo caso la trascrizione, su iniziativa del Museo e Centro Culturale Marco Scacchi di Gallese, è di Enrico Volontieri.

È proprio sotto la guida di Volontieri che il Gruppo Vocale Heinrich Schütz si è costituito a Bologna nel 1985, con l’intento di dedicarsi al repertorio musicale rinascimentale e barocco. La ricca attività concertistica in numerose città italiane e importanti manifestazioni – anche al fianco di organici strumentali come Accademia Bizantina, l’Orchestra Barocca Italiana e l’Ensemble Harmonicus Concentus – si affianca all’abituale partecipazione al S. Giacomo Festival di Bologna. L’attività del Gruppo comprende l’esecuzione in liturgia di messe del grande repertorio polifonico a quattro e sei voci; con Carlo Mazzoli, ha inciso Voci dell’anima, dedicato alla vocalità sacra tra Sette e Ottocento per coro e pianoforte. Nel 2017 ha partecipato alla rassegna Vespri a San Vitale curata da Ravenna Festival.

Roberto Bonato collabora stabilmente con il Gruppo dal 2006. Diplomato in pianoforte e in musica corale e direzione di coro e d’orchestra al Conservatorio di Bologna, svolge attività concertistica come pianista e direttore, partecipando anche a rappresentazioni teatrali di opere di epoca classica e barocca e a incisioni discografiche con il Gruppo Ocarinistico Budriese.