La manifestazione dedicata alle produzioni cinematografiche in cui la musica è protagonista, è in programma nel palazzo del cinema e dei congressi da martedì 27 settembre a domenica 2 ottobre

L’autunno a Ravenna è una festa di suoni e di immagini, ed è per questo che il “Soundscreen film festival”, giunto alla sua settima edizione, da martedì 27 settembre a domenica 2 ottobre, torna in sala nel palazzo del cinema e dei congressi.

Un festival di cinema interamente dedicato alle produzioni cinematografiche in cui la musica è protagonista, questa l’idea alla base della manifestazione organizzata dall’associazione culturale “Ravenna cinema”, in convenzione con l’assessorato alla cultura del Comune di Ravenna; col contributo del Mic, il ministero della cultura, della regione Emilia-Romagna, e della “Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna”; ed in collaborazione con “Bronson produzioni” e con “OpenDdb-Produzioni dal basso”.

Tra anteprime ed ospiti in sala, con tutti gli spettacoli ad ingresso gratuito, la struttura portante della rassegna sarà il concorso internazionale per lungometraggi, affiancato dal concorso internazionale per cortometraggi, che presenterà il meglio dalla recente produzione filmica a tema. Sette opere selezionate, tra cui molti titoli in anteprima europea, come “Gravel road”, il doc on the road di Tristan Pemberton che segue in tour la band aborigena dei Desert stars; la regista franco-algerina Emma Benestan dirotta i tradizionali codici della commedia in un’interpretazione gioiosamente femminista della mascolinità con “Hard shell, soft shell”; Pablo Miguel Antunes dirige “I’m full of it!”, film centrato sulla figura di João Pedro Almendra, ex cantante della punk band portoghese Peste & sida; “Killing diva” di Keunhyun Cho è il ritratto dell’icona del k-pop Kim Wansun, la “Madonna coreana”; la regista turca Deniz Yüksel Abalıoğlu con “Maffy’s jazz” farà riscoprire il talento del trombettista Maffy Falay, mito negli anni Sessanta, ambito da leggende del jazz come Dizzy Gillespie e Thelonious Monk; da oltreoceano arriva la surreale commedia “Me and the beasts”, opera prima del venezuelano Nico Manzano, su di un musicista ispirato e guidato da uno strano duo di creature mascherate; infine, dal lontano Iran “Requinto”, dramma di formazione diretto da Bahador Zamani che racconta di una ragazza che vuole imparare a suonare le percussioni a dispetto delle rigide leggi della sua religione.

Tra gli eventi paralleli, la sezione “Soudscreen.Er”, dedicata al cinema girato o prodotto in Emilia-Romagna. Tre le proiezioni, due documentari, tra cui “Let’s kiss” di Filippo Vendemmiati e “Bella ciao” di Giulia Giapponesi, e il ritorno allo schermo di Ulrich Seidl col decadente e malinconico “Rimini”. In sala, a presentare i loro film, gli stessi autori, con Vendemmiati che sarà accompagnato da Franco Grillini, protagonista del video.

Gli omaggi, invece, saranno due, con l’iniziativa che partecipa alle celebrazioni del centenario dalla nascita di Pier Paolo Pasolini e che ricorda i vent’anni dalla scomparsa di un altro mostro sacro della cultura italiana come Carmelo Bene. Quale miglior modo di commemorare entrambi se non con la proiezione speciale di “Edipo re”, il film che ha visto Pasolini e Bene insieme sul set nel 1967.

Imperdibili gli ormai tradizionali eventi satellite, ovvero i capolavori del cinema muto sonorizzati dal vivo dai migliori musicisti della scena indie contemporanea. Quattro le live score previste, tutte in collaborazione con “Bronson produzioni”, con Luca Maria Baldini che presenta in anteprima nazionale un set dedicato a Luis Buñuel e a Germaine Dulac; con la band alt-rock bolognese degli Earthset che accompagna, in esclusiva per “Soundscreen”, “La Terra”, drammatico film di culto del 1930, di Aleksandr Dovženko; con “Effetto brama”, progetto emiliano di Laura Agnusdei, di Giovanni Minguzzi e di Giulio Stermieri, sonorizza il primo colossal sovietico di fantascienza “Aelita”, datato 1924, di Jakov Aleksandrovič Protazanov; e col multiforme “Bruno Dorella”, composto da OvO, da Ronin, e dai Bachi di pietra, che sonorizza “Blancanieves”, versione gotico-andalusa del 2012 della celebre fiaba dei Grimm, diretta da Pablo Berger. 

Infine, il “Soundscreen film festival” è dedicato alla memoria di Maurizio Principato, giornalista e storico collaboratore, scomparso prematuramente il 3 aprile del 2021. Era coinvolto nella manifestazione fin dalla prima edizione e lo ha accompagnato nella sua creazione e nella sua realizzazione. Spesso, era in sala a presentare ospiti e, soprattutto, a parlare di cinema e di musica; essendo stata la voce che ha permesso agli organizzatori dell’iniziativa di entrare in tante storie d’arte e di vita. Il suo modo di raccontare e di coinvolgere era dote di pochi e per questo motivo, per ricordarne la persona e l’opera, il “Soundscreen film festival” ha istituito, dalla scorsa edizione, il premio “Maurizio Principato” per il miglior contributo musicale.