TRILOGIA D' AUTUNNO. PROVA GENERALE "LE NOZZE DI FIGARO"

Lunedì 31 ottobre, alle 20.30, al Teatro Alighieri di Ravenna, la prima anta del trittico in scena fino al 6 novembre

Se dico Mozart, a cosa pensi? A un eterno fanciullo sospeso fra genio e sregolatezza, oppure a un maestro sapientissimo, consapevole dei fermenti intellettuali e morali del proprio tempo e in grado di incastonarli in perfette architetture musicali? È quest’ultimo il Mozart che, con la brillante complicità di Lorenzo Da Ponte, ci ha donato capolavori assoluti del teatro musicale; questo il Mozart che la Trilogia d’Autunno celebra al Teatro Alighieri per un’intensa settimana lirica a coronamento della XXXIII edizione di Ravenna Festival. Lunedì 31 ottobre, alle 20.30, è in scena Le nozze di Figaro, prima anta del trittico che si completerà nei due giorni successivi con Don Giovanni Così fan tutte (l’intero ciclo sarà poi replicato dal 4 al 6 novembre). Tutte e tre le produzioni, per le quali il Festival intreccia le proprie forze a quelle del Drottningholms Slottsteater e dell’Opéra Royal de Versailles, sono firmate alla regia da Ivan Alexandre, che le ha concepite come un “ciclo del desiderio, in cui un solo cuore batte in tre petti diversi”. Sul podio dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini Giovanni Conti, giovane direttore che è stato allievo dell’Italian Opera Academy di Riccardo Muti nel 2020. In scena Robert Gleadow, Arianna Vendittelli, Clemente Antonio Daliotti, Ana Maria Labin, Lea Desandre, Valentina Coladonato, Manon Lamaison, Norman D. Patzke, Paco Garcia. La Trilogia d’Autunno di Ravenna Festival, di cui Eni è partner principale, è resa possibile dal sostegno del Comune di Ravenna, della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.

I titoli nati dalla collaborazione fra Wolfgang Amadeus Mozart e lo scrittore Lorenzo Da Ponte – incontro fra i più felici della storia del teatro musicale – rivelano un tessuto ricco di connessioni e rimandi, un’aria di famiglia che per il regista Ivan Alexandre, che ha firmato lavori per la Staatsoper di Vienna, il Palais Garnier e la Mozartwoche di Salisburgo, diventa l’occasione per raccontare con coerenza estetica “la storia dello stesso personaggio: un libertino che chiamiamo Cherubino nella sua giovinezza, Don Giovanni in età adulta e infine Don Alfonso in età avanzata. Così il giovane innamorato dell’Amore diventa un rubacuori che, una volta invecchiato, spingerà i giovani a replicare i suoi vizi di un tempo”. Se questo è possibile, è perché Le nozze di Figaro (1786), Don Giovanni (1787) e Così fan tutte (1790) hanno respirato il clima politico, filosofico e sociale del Settecento e ne sono, per molti versi, uno specchio; ma anche perché – come nota Leonetta Bentivoglio nel saggio nel programma di sala – “le tre opere plasmano una ‘teoria degli affetti’ di estrema lucidità, profondità e spregiudicatezza”. Un “magnifico teorema” sull’esistenza umana, permeato dalla consapevolezza che Mozart maturò negli ambienti illuministi e massonici, e dove l’amore funge da fuoco delle molte orbite disegnate dai personaggi.

Le nozze di Figaro, presentata per la prima volta al Burgtheater di Vienna il 1° maggio del 1786, è dunque un gioiello senza tempo il cui immenso orizzonte è l’animo umano; ma anche una folle giornata che sviluppa brillantemente le potenzialità comiche offerte dal conflitto fra servi e padroni e dalla satira sulle classi privilegiate. Il soggetto del libretto è tratto da Le mariage de Figaro di Beaumarchais, commedia di pochi anni precedente. Nel corso di quattro atti la storia si sviluppa (e si attorciglia) attorno al tentativo del Conte di Almaviva – il cui ruolo è affidato al baritono Clemente Antonio Daliotti, già brillante protagonista di Transitus nella Basilica di San Vitale a giugno – di imporre lo ius primae noctis a Susanna (che ha il timbro inconfondibile di Arianna Vendittelli), cameriera della Contessa (Ana Maria Labin, acclamata interprete mozartiana) e promessa sposa del Figaro di Robert Gleadow, basso-baritono di origini canadesi. È invece il mezzosoprano italo-francese Lea Desandre a vestire i panni dell’indimenticabile Cherubino, tra le principali forze motrici del turbinio di mariti beffati, scaltre dame di compagnia, nobilastri…completano il cast Manon Lamaison come Barbarina, Norman D. Patzke come Bartolo e Antonio, Valentina Coladonato come Marcellina e Paco Garcia come Don Basilio e Don Curzio. Al fortepiano siede Lars Henrik Johansen e i cori sono affidati alla compagnia di canto. Firma scene e costumi Antoine Fontaine, che con Ivan Alexandre cura anche le luci.

Giovanni Conti, nato a Varese in una famiglia di musicisti, ha iniziato gli studi di pianoforte, per poi frequentare la classe di organo presso il Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e diplomarsi in direzione d’orchestra con Daniel Agiman. Ha completato il suo percorso di studi frequentando il Master di direzione d’orchestra presso la Staatliche Hochschule für Musik und Darstellende Kunst di Stoccarda nella classe di Rasmus Baumann. Selezionato per l’Italian Opera Academy del 2020, ha lavorato con la Cherubini al fianco di Riccardo Muti su Cavalleria rusticana e Pagliacci. Si è aggiudicato il primo premio al concorso “CAMPUS dirigieren” tra i migliori studenti di direzione d’orchestra dei conservatori tedeschi e questa stagione lo vedrà assumere il ruolo di Kapellmeister del teatro di Krefeld-Mönchengladbach. I suoi prossimi debutti saranno con la Beethoven Orchester Bonn, la Staatskapelle Weimar, la Neue Philharmonie Westphalen e l’Orchestra Sinfonica di Milano.

Info e prevendite Biglietteria Teatro Alighieri 0544 249244 www.ravennafestival.org

Biglietti: da 20 a 75 Euro

I giovani al festival: under 18 5 Euro, under 30 sconto 50%

Con l’app gratuita Lyri sottotitoli e trama del libretto sono disponibili in diretta su smartphone, in italiano e inglese

Chi non potrà assistere alla Trilogia avrà la possibilità, a partire dall’11 novembre, di guardare gratuitamente gli spettacoli su ITsART, la piattaforma streaming dedicata all’arte e alla cultura italiana, al seguente link: https://bit.ly/3SweaHB