La Rocca di Bagnara di Tommaso Dal Pozzo

Gli originali degli acquerelli di fine Ottocento in mostra nelle vetrine del private banking di Piazza del Popolo a Ravenna fino al 16 dicembre

È dedicato a Tommaso Dal Pozzo (Faenza, 3 novembre 1862 – 20 febbraio 1906), e in particolare alle rocche di Romagna che lui dipinse, il calendario artistico del 2023 promosso dalla Cassa di Ravenna Spa e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. E fino al 16 dicembre sarà possibile vedere gli acquerelli originali di Dal Pozzo direttamente dalle vetrine di Piazza del Popolo della sede del private banking della Cassa di Ravenna.

La Romagna dei castelli – come spiega Franco Gàbici nella sua introduzione al calendario – ci riporta indietro nel tempo quando il nostro territorio, a partire dalla seconda metà del XIII secolo, era dominato dalle “signorie” che facevano capo alle famiglie dei Da Polenta di Ravenna, dei Malatesta di Rimini, degli Ordelaffi di Forlì, dei Manfredi di Faenza, famiglie potenti che hanno manifestato il proprio potere proprio attraverso la costruzione di rocche e manieri dalle più svariate architetture e che “fungono anche da simbolo di un’identità più profonda dei paesi e delle cittadine in cui sorgono”.

Tommaso Dal Pozzo – come ricorda Giorgio Costa, il collezionista che ha messo a disposizione le opere – nacque a Faenza il 3 novembre 1862, da Luigi Dal Pozzo e Caterina Giacometti in una casa dell’allora via Domizia n. 65 (oggi corso Matteotti 60). Un’abitazione importante per il mondo della pittura e dell’arte visto che nemmeno un secolo prima, nel 1787, aveva visto i natali di un altro grande artista faentino, poi romano di adozione, quale fu Tommaso Minardi. Tommaso dal Pozzo rimase presto orfano di padre e venne affidato al locale orfanotrofio. Nel 1874 reiterò domanda di iscrizione presso il corso della Scuola di Arti e Mestieri diretta dal professor Antonio Berti. Nel 1884-85 si sposa con Anna Gallegati e dipinge con successo su ceramica, forte anche dell’influsso della pittura macchiaiola, ottenendo un primo grande successo nel 1888 all’Esposizione d’arte di Bologna. E dalla fine degli anni ’80 inizia a dedicarsi anche alla pittura da cavalletto sia di paesaggio sia di figura. Sono anche gli anni in cui Dal Pozzo realizzò gli acquerelli delle rocche di Romagna dai quali poi l’editore Albonetti trasse una serie di 20 cartoline. Dal 1892 iniziò a impartire lezioni gratuite di disegno agli ospiti dell’orfanotrofio cittadino, forse un segno della riconoscenza per l’ospitalità che lui stesso aveva ricevuto. Nominato direttore artistico delle Fabbriche riunite di ceramiche, nel 1904 venne premiato all’Esposizione di Ravenna e nel 1905 venne chiamato alla direzione della Pinacoteca cittadina. La morte lo colse, alla sola età di 43 anni, il 20 febbraio del 1906. Scrisse di lui lo storico dell’arte Gaetano Ballardini: “Egli non solo vedeva con occhio di pittore, ma intuiva con animo di poeta”.