Sabato 24 giugno, alle 21 alla Rotonda Primo Maggio, con la proiezione del documentario di Renato De Maria

Nessuno mi può giudicare: lo cantava nel 1966 sfoggiando un caschetto biondissimo e ispirando un’intera generazione di giovani donne a reclamare il diritto di scegliere come vivere la propria vita. E lei, Caterina Caselli, ha scelto di trasformarsi da “Casco d’oro” della scena beat italiana a imprenditrice che ha messo a frutto la propria intelligenza creativa scoprendo e valorizzando nuove voci della musica nostrana. La sua storia non poteva non essere raccontata in occasione de Il Trebbo in musica di Ravenna Festival, la rassegna che unisce parole e note nelle notti d’estate di Cervia-Milano Marittima: Caterina Caselli ha accolto l’invito del Comune di Cervia e, sabato 24 giugno alle 21 alla Rotonda Primo Maggio, incontra il pubblico in occasione della proiezione del film documentario di Renato De Maria Caterina Caselli – Una vita, 100 vite (2021). Per quest’appuntamento a ingresso libero, l’artista introduce la pellicola che, alternando aneddoti privati a testimonianze pubbliche (Guccini, Conte, Moroder…), racconta vicende capaci di riflettere anche un pezzo di storia del Bel Paese.

Era una semplice ragazza di Modena, padre salumiere e madre magliaia, che voleva fare la cantante; poi, da giovanissima, è arrivato il Piper, il leggendario locale romano dove suonavano i migliori gruppi del Beat italiano, il palcoscenico su cui passarono anche Fred Bongusto, i Dik Dik, Rita Pavone, Patty Pravo… Nel ’66, Sanremo e Nessuno mi può giudicare: un singolo che rimane per otto settimane in testa alle classifiche di vendita e che soltanto Michelle dei Beatles riesce a scalzare da quel podio. Una favola a lieto fine, insomma, eccetto che no, Caterina non si ferma qui. Ritiratasi dalle scene già negli anni Settanta, si reinventa accanto al marito Piero Sugar, dedicandosi alla casa discografica di famiglia – la Sugar, appunto – e partendo alla caccia di nuovi talenti. Dopo tutto, era riuscita nell’impresa di introdurre al grande pubblico televisivo un giovane introverso cantautore di nome Francesco Guccini, con la grazia e la leggerezza di chi già all’epoca comprendeva anche i più complessi meccanismi del mercato musicale.

Caterina Caselli. Una vita, cento vite di Renato De Maria racconta un percorso umano e artistico straordinario, invitando gli spettatori a entrare nel cuore di una storia che dimostra anche quanto la provincia sia luogo di importanti stratificazioni culturali, di esperienze destinate a segnare la percezione del “fare musica”. Svelando aspetti inediti e ripercorrendo le tappe della propria carriera, Caterina Caselli permette al regista di cogliere le sue fragilità, per esempio quando si commuove per l’ultimo ricordo che conserva del padre oppure quando, proprio durante le riprese, la raggiunge la notizia della scomparsa di Ennio Morricone, al quale era molto legata. Alternando la narrazione in prima persona a filmati d’epoca e testimonianze di tanti amici, il documentario fa da controcanto alla conversazione di apertura della serata, quando si ripercorreranno quegli anni in cui le mode provenienti del mondo anglosassone conquistarono l’Italia e si ricorderanno le amicizie con Paolo Conte e Giorgio Gaber…e naturalmente gli artisti scoperti, da Elisa ai Negramaro, da Andrea Bocelli a Malika Ayane e Madame. 

Domenica 25 giugno, alle 19 alla Darsena del Sale la band bologneseZois restituisce al mondo, in forma di canzone, sette inediti di Roberto Roversi che giacevano in un cassetto almeno dagli anni Settanta – nessuno sa se Lucio Dalla li abbia mai ricevuti, se abbia pensato di musicarli o siano stati scritti dopo la fine della loro collaborazione. Con la guida sapiente di Ernesto AssanteEtilene per tutti. (Ro)versi ritrovati, è un’occasione per riscoprire uno fra i più grandi poeti del Novecento italiano.

Ingresso gratuito

Info: tel. 0544 249244 – www.ravennafestival.org 

IAT Cervia tel. 0544 974400 – IAT Milano Marittima tel. 0544 993435