Alla sala D’Attorre di Ravenna alle 18, in occasione del cinquantesimo ciclo di “Incontri culturali” organizzati dal centro relazioni culturali

Venerdì 17 novembre, nella sala D’Attorre di Ravenna, alle 18, il centro relazioni culturali, giunto al suo cinquantesimo ciclo di “Incontri culturali”, ospiterà la presentazione del libro dal titolo “Di là dal muro. Testimonianza di un direttore di carcere 1934-1976”, scritto da Michele Ferlito ed edito dell’Assemblea del consiglio regionale della Toscana. All’incontro in programma nella sala D’Attorre, ad ingresso libero, saranno presenti Rita Ferlito e Domenico Ferlito, curatori, ed interverranno Gloria Manzelli, provveditore regionale del Dipartimento amministrazione penitenziaria dell’Emilia-Romagna e Marche; Carmela De Lorenzo, direttrice delle case circondariali di Forlì e di Ravenna; e Palma Mercurio, direttore delle case circondariali di Rimini e di Pesaro. Condurrà l’evento, come di consueto, Anna De Lutiis, giornalista. 

Il libro, con una sua copia che verrà donata ai partecipanti dell’evento, rientra nella sezione “Res-publica”, che comprende volumi che offrono contributi al tema universale dei diritti, della giustizia e dei valori della comunità, e, come affermato in una nota, è l’appassionata testimonianza che Michele Ferlito, nella sua lunga carriera direttiva negli istituti penitenziari e nel ministero di grazia e giustizia ricoprendo il ruolo di segretario, di direttore, di ispettore generale e, infine, di dirigente superiore, lascia nel diario dei suoi quarantatré anni di lavoro tra il Piemonte, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Lazio, la Campania, la Basilicata, la Calabria e la Sicilia. 

Non si tratta di un semplice racconto, prosegue la nota, ma di un’esperienza di vita, uno spaccato di storia dell’Italia, dagli anni difficili della guerra, all’alluvione di Firenze del 1966, fino alla grande riforma carceraria del 1975. Sede dopo sede, il diario racconta la lunga vita di Ferlito trascorsa “Di là dal muro” e, attraverso una serie cronologica di episodi ed aneddoti, ripercorre i suoi oltre quarant’anni di lavoro fatto con passione e con dedizione. Una lettura semplice e scorrevole, a volte drammatica e commovente, a volte caratterizzata dalla sua personale sottile ironia, ricca di contenuti etici, umani e di vita familiare, con spunti di riflessioni politiche e sociali che, ancora oggi, risultano di una sbalorditiva attualità, conclude la nota.

Di seguito, un breve riassunto del libro intitolato “Di là dal muro. Testimonianze di un direttore di carcere 1934-1976”, che verrà presentato venerdì 17 novembre, nella sala D’Attorre di Ravenna, alle 18, durante gli “Incontri culturali” organizzati dal centro relazioni culturali:

  • racconto autobiografico dell’amore di Michele Ferlito per il proprio lavoro, attraverso quarantatré anni di carriera direttiva negli istituti penitenziari di mezza Italia. Nella sua professione ha sempre applicato, con passione, il fondamentale principio che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità”, sancito dall’articolo 27 della Costituzione, riconoscendo, in tal modo, di avere di fronte sempre uomini e non solo colpevoli da punire, riuscendo a conciliare il senso del dovere col sentimento di umanità. Se l’obiettivo primario per chi opera nelle carceri è quello di restituire alla società persone cambiate e consapevoli dei propri errori, è necessario compenetrarsi nelle loro pene e nelle loro sofferenze. In questo suo diario, sono presenti tutti questi semplici consigli, che non vogliono essere mai dotte lezioni, ma solo suggerimenti utili a quanti, oggi, svolgono lo stesso mestiere. Tra le varie sedi, Ferlito è stato anche direttore di Santa Teresa, Santa Verdiana e Le mirate, i tre istituti penitenziari di Firenze, nel periodo che coincise con l’alluvione del 1966, e anche in questa città, ormai all’apice della carriera, non smise mai di applicare questi principi. Il suo carattere onesto e schietto gli permise, proprio nei tragici giorni dell’alluvione, di poter fronteggiare quei drammatici momenti potendo sempre contare sul rispetto della popolazione detenuta

Per maggiori informazioni è necessario telefonare allo 0544 482227, oppure inviare una mail all’indirizzo crc@comune.ra.it.