L’esposizione raccoglie 40 piazze, tra cui il Pavaglione

Una mostra a cura di orizzontale progetto grafico di Atto co prodotta da LAMA Impresa Sociale promossa da Comune di Lugo, Edilpiù e ProViaggiArchitettura, sostenuta da Plazzi, Qu Lighting e Silla.

Rocca Estense, Lugo, dal 7 dicembre 2023. Inaugurazione ore 16.

La mostra “Piazze. Fenomenologie dell’inatteso”, originariamente ospitata dal giugno a settembre 2022 negli spazi della Manifattura Tabacchi a Firenze in occasione del Festival Many Possible Cities, viene riproposta con un nuovo allestimento espositivo nella corte della Rocca Estense di Lugo.

L’esposizione raccoglie 40 piazze, tra cui il Pavaglione, progettate e realizzate nel XXI secolo – con l’unica eccezione di place Léon Aucoc a Bordeaux, di qualche anno precedente, inclusa come prologo -. Tutti gli esempi scelti, per una serie svariata e disomogenea di ragioni, hanno un significato speciale per i curatori. Tre dei progetti esposti hanno visto il diretto coinvolgimento dei membri del collettivo — ‘Berlijnplein’ a Utrecht, ‘Prossima Apertura’ ad Aprilia e ‘Piazze Aperte’ a Milano — e un certo numero di altri è realizzato da progettisti con i quali orizzontale ha un legame diretto di amicizia. Il collettivo orizzontale a Lugo ha lavorato nella realizzazione di LuOgo, installazione temporanea che ha caratterizzato l’estate 2022 ai piedi della Rocca.

Gli altri sono casi che, per un verso o per l’altro, hanno rappresentato un punto di svolta nella ricerca di orizzontale, sono stati punti di riferimento per uno o più progetti, ci hanno permesso di espandere la nostra idea di piazza, ci hanno stupito, incuriosito, meravigliato, sorpreso, ospitato, o semplicemente fatto stare bene.

L’allestimento apre qui un dialogo con la preesistenza storica, invitando le persone ad abitare uno spazio che è solitamente percepito come un luogo di passaggio per chi si reca agli uffici comunali o al giardino pensile.

La parete espositiva costituisce un nuovo prospetto interno, effimero e attraversabile, che modifica le proporzioni dello spazio, creando nuove relazioni con gli elementi esistenti. La base della parete si allarga in una seduta per accogliere passanti e visitatori, invitandoli ad accomodarsi e prendere posto all’interno dello spazio.

Si sviluppa così una ricerca, parallela a quella presentata dai progetti in mostra, che interroga gli spazi in cui questa si inserisce, trasformandoli temporaneamente. Si tratta ancora una volta di “una incompleta raccolta di superfici urbane contemporanee”, in cui l’allestimento pone domande sul presente e sul futuro di questi luoghi: rimarranno spazi sospesi oppure troveranno la loro strada per arrivare ad essere vere e proprie piazze?

Le piazze esposte appartengono a varie specie. Alcune potrebbero a ragione essere definite ‘tradizionali’: per quanto frutto di progetti recenti, per le relazioni con il tessuto costruito in cui sorgono, sia per la struttura degli spazi che offrono, sono pensate come aggiornamento o interpretazione di un modello antico. Altre mettono espressamente in discussione questi stessi modelli proponendo soluzioni innovative o insolite, guardando al

futuro. Alcune sono costruite per rimanere a lungo, altre sono effimere o temporanee, realizzate con una durata prestabilita o in modo tentativo, a guisa di esperimenti. Alcune sostituiscono nello stesso luogo altre piazze che le hanno precedute, altre sono realizzate ex novo, laddove prima c’era tutt’altro, un terreno abbandonato o un edificio demolito. Sparse geografi camente su quattro continenti, nel loro insieme danno luogo al resoconto di un viaggio immaginario, ad un atlante parziale e arbitrario della vita pubblica nelle città del pianeta. Il racconto si articola attraverso 40 pannelli, uno per ogni piazza. Abbandonando la tradizionale pretesa della ‘tavola’ di esse

Per rendere completa ed esaustiva, i pannelli vengono pensati privilegiando l’immediatezza della suggestione visiva, rendendo possibile a tutti seguire il racconto di questo viaggio, come se fosse un album di istantanee.