Presentazione alla galleria FaroArte di Marina di Ravenna

Avrà luogo domani, sabato 16 dicembre, alle ore 17.30, presso la galleria FaroArte di Marina di Ravenna, la presentazione del libro “Mangiavamo alla marinara. Osterie, trattorie e ristoranti di Marina di Ravenna. Dal 1860 al 2020”, di Pericle Stoppa, con prefazione di Franco Gàbici, edito da Capit Ravenna.

Il libro fa parte della collana Scelti da: Il Romagnolo, le pubblicazioni che il Romagnolo patrocinia con il proprio logo scelti per l’alto valore cultrurale e storico terrioriale che rivestono.

Il libro di Stoppa racconta l’epopea della ristorazione a Marina di Ravenna, dalle prime osterie ai giorni nostri. Ne parleranno con l’autore il presidente della Pro Loco Marino Moroni e il giornalista Marco Montruccoli.

Il libro

La prima parte del libro è dedicata alle origini del porto Corsini (storicamente datata 1737) e alla formazione, nei pressi del suo imbocco, dopo circa un secolo, di un piccolo nucleo di ‘abitanti stabili’. Questi, in lenta ma continua crescita, diedero vita alla Borgata di Porto Corsini, che nel 1857, in seguito alla costruzione della chiesetta di San Giuseppe, venne ufficialmente riconosciuta ‘Frazione del Comune di Ravenna’.

I successivi quattro capitoli sono scanditi in quattro decenni ciascuno e raccontano i cosiddetti ‘luoghi della ristorazione’ e i loro conduttori.

Nel primo capitolo ‘1860-1904’, vengono descritte le prime osterie e trattorie portocorsinesi, riconducibili essenzialmente al chioggiotto Giuseppe Greco, detto Beppo, alle sue figlie Emilia, Maria, Virginia e alla loro abilità nel cucinare il pesce.

Il secondo capitolo ‘1905-1944’, è segnato dalla straordinaria figura di Erminia Dirani e della sua Trattoria Capanna Gotica. Sono anni di grande fermento, in cui alla località, nel 1930, viene assegnato il nuovo toponimo ‘Marina di Ravenna’, e la sua cucina si afferma definitivamente anche per merito di altri locali come il Ristorante Trieste, le Trattorie Alla Pace e Al Cannone.

Il terzo capitolo ‘1945-1980’ coincide con gli anni dello sviluppo sociale ed economico che coinvolge anche Marina di Ravenna. Alcuni ristoranti, tra i quali Sole, Miramare, Maddalena, Al Porto, Casa del Pesce diventano famosi nell’intero litorale romagnolo.

Il quarto capitolo ‘1981-2020’, racconta di come alcuni ristoratori, come Giordano Saporetti, Daniele Gambi, Roberto Spadoni, Gino Gardini e altri, mantengano alta la tradizione gastronomica locale e di come, tuttavia, l’imporsi di nuovi gusti legati all’avanzare di una modernità confusa, e il  vorticoso alternarsi di gestioni, segnino una preoccupante decadenza del settore.

Il libro si conclude con due brevi appendici riguardanti le ‘Ricette della tradizione’ e la ‘Cozza selvaggia’ recentemente riconosciuta come prodotto tipico di Marina di Ravenna.

Dalla presentazione di Franco Gàbici:

[] ricordi lontani si affacciano alla memoria e insieme ad essi emergono i sapori tipici di una cittadina di mare che cominciava a pensare che il futuro della sua economia sarebbe dipeso dalla ristorazione dove il pesce ovviamente la avrebbe fatta da padrone. E non è un caso se uno dei miei primi ricordi sia proprio legato alla appetitosa fragranza del pesce fritto che usciva del bunker della piazza, un profumo che  si mescolava con il gorgoglio della fontanella dell’acqua pisciolina che ha spento la sete di moltissime generazioni di marinesi, ma anche di ravennati, tutti in fila con fiaschi e bottiglioni per bere quell’acqua fresca che sapeva di zolfo. Quel bunker, aperto nella primavera del 1946 dalla ravennate Berta Bezzi, dopo alcuni anni fu gestito da Lucia Minguzzi e infine da Maria Giometti, che apparteneva a una famiglia che ha fatto la storia di Marina. Ma questo è solamente uno dei tanti esempi riportati in questa scrupolosa ricerca di Pericle Stoppa che con la precisione dello storico ha passato al vaglio una quantità incredibile di documenti per regalare a Marina questa inedita mappa topografica tarata sulle attività legate alla ristorazione il cui primo accenno si può far risalire intorno alla metà del Settecento quando è stata dimostrata l’esistenza di una rudimentale capanna ad uso osteria dei marchesi Cavalli.

Quanti hanno frequentato Marina di Ravenna, e sono moltissimi, trarranno divertimento a leggere queste pagine perché ogni esercizio è la tessera di un mosaico che nell’insieme ricompone la mappa di un paese e al tempo stesso suscita ricordi …