Martedì 18 giugno a Classis Ravenna prosegue la “residenza artistica” aperta al pubblico

Il museo che racconta la storia di Ravenna e del suo territorio ospita altre nuove e contemporaneissime narrazioni, diventando testimone del presente e grande laboratorio per il futuro: martedì 18 giugno è la seconda delle quattro giornate di Classis fabbrica delle arti, l’articolato programma di concerti, incontri, mostre, installazioni e laboratori con cui Michele Marco Rossi e Anna Leonardi hanno trasformato il museo Classis in una residenza artistica aperta al pubblico, grazie alla collaborazione fra Ravenna Festival e RavennAntica e complici i giovanissimi – dai 25 anni in giù – che hanno risposto alla Chiamata aperta ai linguaggi creativi delle nuove generazioni. Alle 10.30, 17.30 e 19.30 di martedì la proiezione dei video di quanti hanno raccolto la sfida di “tradurre” in immagini in movimento la fisicità di due brani contemporanei, Kottos di Iannis Xenakis e Obstinate di Georges Aperghis. In due parti, alle 12 e alle 15, Corde e martelletti – cento piccoli pezzi per crescere al pianoforte di Alessandro Solbiati si dipanano in un’irrituale maratona musicale sotto le dita dei pianisti dei Conservatori di Milano e Bergamo. Il concerto delle 21 vede invece Michele Marco Rossi al violoncello e Davide Bardi al live electronics per la Suite francese di Ivan Fedele, Esili canti di attesa di Filippo Perocco e RIFF23 di Bernhard Gander. Alle 22.30 la pagoda nell’area esterna accoglie il quartetto di sassofoni Kamaanda, per un programma tra Marc-Antoine Charpentier e Duke Ellington. Grazie al sostegno di Hera Group e CNA Ravenna, l’ingresso per il pubblico (dalle 10) è sempre gratuito, ma gli appuntamenti delle 21 sono su prenotazione.

Che sia praticata con strumenti di ripresa professionali o comuni smartphone per segnare-registrare il quotidiano, l’arte del video è protagonista di questa seconda giornata. Da una parte, l’ispirazione mitologica che guida la complessa personalità di Iannis Xenakis in Kottos (1977) dove confluiscono i nodi cruciali del Novecento. Fra i più importanti compositori del secolo scorso – nonché ingegnere, architetto, conoscitore della fisica, della filosofia e della cultura classica – Xenakis è stato segnato dall’esperienza della guerra e dello sradicamento. Il secondo brano è Obstinate (2022) di Georges Aperghis, i cui lavori nascono da una personale reinvenzione di un teatro musicale fatto di simboli sonori, gesti dell’assurdo, suoni di ricerca e in continua evoluzione grazie alla partecipazione degli interpreti, chiamati a far parte del processo creativo. In Obstinate i suoni del lavoro diventano rabbia sociale, senso di esclusione e di rivalsa, ma anche i bisbigli delle ragioni sommesse di chi non riesce a farsi ascoltare, i ritmi inconsapevoli del nostro stare al mondo.

Sono inoltre visitabili due mostre temporanee: quella fotografica nella sala conferenze, incentrata sul tema del Mediterraneo e arricchita dall’installazione di musica elettronica a cura di Davide Bardi, e quella di arti visive nell’atrio nuovo. Alle 18.30 e alle 20.15 partono invece le visite al museo con, rispettivamente, la responsabile del sito Valeria Lacchini, che racconterà di lusso e potere tra basiliche e domus, e la direttrice di RavennAntica Francesca Masi che si concentrerà sulla Tyke di Classe, rappresentazione femminile della fortuna. Continua fino al 20 giugno il laboratorio di ricamo con l’artista italo-egiziana Hagar Keshk, che ci invita a fissare parole e pensieri sulla stoffa fino alla creazione di un’opera collettiva. Il laboratorio è gratuito su iscrizione e senza limiti di età (info e iscrizioni: chiamataallearti2024@ravennafestival.org).

Mercoledì 19 giugno si viaggia senza confini fra rap, trap, poesia con esibizioni dalle 10 alle 20 e, alle 21, un incontro con il poeta Valerio Magrelli e l’Ensemble di musica contemporanea 20.21 del Conservatorio di Ravenna. Lo stesso ensemble sarà in concerto alle 19, mentre gli allievi dei corsi ad indirizzo pop/rock e tecniche di improvvisazione propongono il concerto delle 17.30. La giornata si conclude alla pagoda con l’appuntamento delle 22.30 con il rapper ravennate Sidstopia e dj Zywah alla consolle.

Giovedì 20 giugno la scena è dei pittori, mosaicisti, musicisti e performer che hanno aderito alla Chiamata per la sezione “invocazione”, tema suggerito dalle Sette parole di Sofia Gubajdulina, che assieme alla Sinfonia “degli addii” di Haydn costituisce il programma del concerto delle 21 con l’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini diretta da Marco Angius, con Michele Marco Rossi al violoncello e Samuele Telari alla fisarmonica. Alle 22.30 alla pagoda un concerto lounge con la musica elettronica di Filippo Ianiero e la regia di Davide Bardi.

Il progetto ha il patrocinio di Nuovo IMAIE ed è in collaborazione con SZ Sugar, Conservatorio G. Verdi di Ravenna, PAB – Politecnico delle Arti di Bergamo e Conservatorio di Musica G. Donizetti e Conservatorio di Milano.

Info: 0544 249244 – www.ravennafestival.org

Gli eventi sono sempre a ingresso gratuito, ma gli appuntamenti alle 21 sono su prenotazione