La lettera di un lettore che sottolinea la situazione in Italia, “paese dove le riaperture non seguono il buon senso”

È notizia di qualche giorno fa l’ennesimo stop da parte del Comitato Tecnico-Scientifico alla riapertura delle attività sportive non professionistiche che riguardano sport di contatto.

Se da un lato è difficile sindacare il parere di esperti scienziati, dall’altro non può non saltare all’occhio un bizzarro parallelismo, soprattutto in questi giorni in cui impazza la polemica sulle difficoltà legate alla riapertura delle scuole. Mentre il rientro nelle scuole stesse resta un punto interrogativo e gran parte delle attività sportive di squadra, prima di tutto quello amatoriali e non organizzate, sono bloccate, da oltre una settimana hanno invece riaperto locali da ballo, discoteche e diverse feste organizzate.

Al di là del parere scientifico, il solo pensiero che una festa danzante, con centinaia di persone sconosciute e ben ‘shakerate’ fra loro assieme ai rispettivi cocktail, possa essere meno a rischio di una partita di calcetto o di pallacanestro tra massimo 10 amici, che già da settimane si frequentano quotidianamente, appare folle. Per non parlare dello stop al Beach Volley, che ancora non si capisce in cosa sia ‘sport di contatto’.

D’altro canto se si pensa che sia possibile aprire un locale da ballo, pur con tutta la buona volontà dei titolari e rispettando le regole prestabilite, senza creare un assembramento, per altro di persone non sempre del tutto lucide, forse chi prende decisioni non è mai stato a una di queste feste. E in questo senso forse i fatti di cronaca degli ultimi giorni legati alla movida a Milano Marittima dovrebbero far riflettere.

In alternativa, a comandare, invece del buon senso, sembrerebbero essere solo gli interessi economici, che certamente spingono più verso il cocktail che verso il quaderno, o la partitella al parco. Non a caso c’è chi fa campagna elettorale dalla spiaggia.

Ma in fondo cosa ci importa: mentre aspettiamo qualche altra settimana per un calcetto, un 3×3 a basket o un Beach Volley, e anche per una partita a carte, possiamo farci un Mojito, magari festeggiando con una bella festa di gruppo la fine dell’esame di maturità, svolto rigorosamente uno alla volta per evitare gli stessi grupponi.

Che l’Italia dalla “Terra dei cachi” sia diventata la “Terra dei cocktail”?

Lettera firmata