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La vicenda di un ravennate dopo aver scoperto la positività del padre

In una lettera inviata alla redazione da Roberto Gambi è raccontata la vicenda vissuta da lui e dalla famiglia dopo aver scoperto della positività del padre al virus Covid-19: “Veniamo subito ai fatti senza tanti fronzoli; giovedì 25 novembre mio padre, 78 anni, non si sente bene ed effettua un tampone rapido in farmacia, che da esito positivo. La mattina stessa ed il giorno precedente io e mio figlio abbiamo avuto contatti con lui, quindi in accordo con il Presidente dell’azienda per cui lavoro, mi allontano per precauzione ed insieme a mia moglie avvisiamo la scuola elementare frequentata da mio figlio, per poi andare subito a prelevarlo” esordisce la lettera. “Ci preoccupiamo inoltre di portarlo a fare un tampone molecolare a pagamento” costato, come spiega il lettore, 70 euro. “Per verificare il suo stato di salute senza attendere i tempi tecnici di quel dinosauro chiamato ‘igiene pubblica’. La sera stessa riceviamo l’esito, fortunatamente negativo, mentre mio padre viene invitato a fare un tampone molecolare il giorno seguente, venerdì, esame che purtroppo sabato mattina da esito positivo. La stessa mattina io acquisto un tampone antigenico in farmacia, che da esito negativo. Mio padre – continua Gambi – provvede a rispondere al questionario ricevuto via e-mail, fornendo i nominativi dei contatti avuti tra i quali anche mia sorella e mio nipote oltre me e mio figlio. Con coscienza ci mettiamo tutti in ‘auto-quarantena’, in attesa di essere contattati dall’igiene pubblica, al fine di evitare di contagiare altre persone in caso di nostra sopraggiunta positività. Si fa lunedì mattina, i nostri figli sono a casa senza d.a.d., perché viene attivata dalla scuola solo in presenza di provvedimento di quarantena, ma ancora nessuno dell’igiene pubblica ha contattato mio padre ne tantomeno me e mia sorella… Decido quindi di essere io a chiamare loro, ottenendo risposta non senza difficoltà lunghe attese. L’operatrice apre il file di mio padre e mi comunica che il contatto da noi avuto per loro è occasionale”. Continua Gambi: “Quindi per noi non è previsto alcun provvedimento di quarantena ma solo un tampone, proponendomi un appuntamento per eseguirlo a Ravenna dopo tre giorni. In seguito alle mie ovvie rimostranze per una così lunga attesa, per altro senza quarantena, l’operatrice mi trova un posto a Faenza per il giorno stesso, lunedì 29. I tamponi danno esito negativo, quindi questa mattina (martedì 30) avviso il mio datore di lavoro ed accompagno mio figlio a scuola per le ore 10.30, dato che l’entrata era posticipata per assemblea sindacale. Ora viene il bello” scrive Gambi nella lettera, e continua: “Siamo davanti alla scuola quando alle 10.15 vengo contattato dall’igiene pubblica. L’operatrice mi comunica di aver ricevuto in carico solo oggi il caso di mio padre e mi invia i provvedimenti di quarantena per me e mio figlio per poi contattare mia sorella ed inviarli anche a lei e suo figlio, in quanto dopo aver contattato mio padre sempre questa mattina, hanno stabilito che i nostri contatti non sono occasionali ma a rischio. Le faccio presente di aver chiamato lunedì e quanto mi era stato detto dalla sua collega, ma lei non sa che dire in merito. Quindi ricapitoliamo. Mio padre è positivo dal 25 ed ha comunicato i nostri nominativi. Nessuno si è fatto sentire fino a questa mattina, quindi se non ci fossimo preoccupati noi di chiuderci in casa (e addirittura di chiamare noi l’igiene pubblica), avremmo girato liberamente ed ora sia i miei colleghi di lavoro che i compagni di classe di mio figlio, oltre che tutte le altre persone frequentate in questi giorni, si troverebbero in serie difficoltà in attesa dell’esito dei nostri tamponi di fine quarantena, previsti il 2 dicembre per me ed il 5 per mio figlio. Tra l’altro mio figlio è ancora a casa senza la d.a.d., in attesa che la scuola si organizzi… A me pare una follia. Il primo pensiero è ‘la prossima volta faccio finta di nulla e conduco vita normale fino a che non mi contattano’, ma non siamo quel tipo di persone, quindi rifaremmo tutto come stavolta, rimettendoci denaro, lavoro ed istruzione. Purtroppo in Italia i furbi ed i menefreghisti hanno sempre la meglio. Ed intanto il virus si diffonde… Il provvedimento di quarantena porta la firma del Direttore UO Igiene e Sanità Pubblica di Ravenna Dr.ssa Raffella Angelini, inoltre sullo stesso è indicato il Sindaco di Ravenna quale autorità sanitaria competente. Sarebbe il caso che queste due figure si facessero qualche domanda, e magari prendessero provvedimenti per evitare tali situazioni. I vaccini da soli non bastano, se l’organizzazione è questa. Invio questa mia nota a giornali locali oltre che pubblicarla sul social network, sperando di smuovere qualcosa” conclude così la sua lettera Roberto Gambi.