Crescita inarrestabile negli ultimi 11 anni. I dati dell’Osservatorio regionale

La fotografia del commercio scattata dall’Osservatorio regionale sul settore mostra una realtà piuttosto dinamica, vitale nonostante la crisi, e un sostanziale equilibrio tra le diverse forme distributive. Questa è l’interpretazione dei dati fornita dall’assessore regionale al Commercio e Turismo Maurizio Melucci durante la presentazione del rapporto, che fa riferimento sia al periodo 1998-2009 che al solo 2009.

In tutta la regione sono 72.731 gli esercizi, tra negozi e centri commerciali, aperti, con un incremento negli ultimi 11 anni pari al 10,8%. In provincia di Ravenna i negozi sono complessivamente 7.135 (in maggioranza si tratta di esercizi non alimentari 5.308), in salita di quasi il 14%, ben oltre la media regionale, tra il 1998 e il 2009 e dell‘1,44% tra il 2008 e il 2009.

La dotazione media regionale di negozi grandi e piccoli è di 4,11 esercizi alimentari ogni 1000 abitanti e di 12,5 non alimentari. Per quanto riguarda la composizione della rete, continua a essere di gran lunga dominante la classe dei negozi più piccoli (quelli con una superficie di vendita fino a 150 metri quadrati) che costituiscono il 91% del numero totale degli esercizi nell’alimentare. I supermercati rappresentano il 37,8% della superficie alimentare.
“Una riflessione sui dati qualitativi – ha commentato l’assessore – ci porta tuttavia a dire che anche il commercio ha risentito inevitabilmente della crisi, con una diminuzione dei fatturati dell’1% nel primo trimestre del 2010 rispetto al 2009. L’inversione di tendenza è in atto, ma ancora siamo lontani dalla ripresa. Per questo nei prossimi mesi occorrerebbero interventi a livello nazionale, da un lato, per diminuire il peso fiscale sulle famiglie e, dall’altro, per l’abbattimento delle rendite immobiliari che soffocano i negozi soprattutto nei centri storici con affitti troppo elevati”. 
“La Regione, da parte sua, compatibilmente con i tagli sul bilancio regionale determinati dalla finanziaria, continuerà a investire risorse per la qualificazione e l’ammodernamento dei centri commerciali naturali nelle città e nei centri minori, soprattutto dell’Appennino. L’altro tema - ha concluso Melucci - riguarda l’attivazione di interventi, sempre in collaborazione con gli enti locali e le categorie economiche, per riqualificare alcune aste commerciali, in particolare nella costa, per garantirne la qualità e la differenziazione dell’offerta”.


Il numero degli esercizi
Il numero totale di esercizi nella regione ha proseguito la sua crescita: a fine 2009 le attività commerciali erano 72.731, con un aumento dal 1998 del 10,8% (a fronte di un incremento della popolazione regionale del 10,5%) e un totale di 7107 nuovi esercizi aperti. Anche nel 2009 la tendenza a una lieve e costante crescita del numero di esercizi si è confermata, con un aumento dell’0,64% e 459 nuovi esercizi rispetto all’anno precedente, seppur rallentato rispetto all’1,54% del 2008. 
Distinguendo tra le tipologie, il numero di esercizi non alimentari cresce negli undici anni del 14,2% (0,47% nel 2009 e 1,3% nel 2008), con un guadagno di circa 6.800 esercizi (da 47.939 a 54.747), gli esercizi alimentari sono stabili (+1,69% negli undici anni, ma con un costante recupero dei precedenti dati negativi a partire dal 2004; nell’ultimo anno l’incremento percentuale è molto superiore a quello dei non alimentari: +1,15%, corrispondente a circa 200 esercizi).


La superficie di vendita
In aumento costante in Emilia-Romagna anche la superficie di vendita complessiva: +20,7% in 11 anni e +1,2% nell’ultimo anno. In provincia di Ravenna la superficie di vendita dell’alimentare è salita del 3% dal 2008 al 2009, toccando i 417,9 mq ogni mille abitanti. Quella del non alimentare è arrivata a 1.167 mq per mille abitanti, in salita di quasi il 2%.
Per quanto riguarda la composizione, continua a essere di gran lunga dominante la classe dei negozi più piccoli (fino a 150 mq), che costituiscono il 91% del numero totale degli esercizi nell’alimentare (91,7% undici anni fa) e l’89,5% nel non alimentare (91,3% nel 1998).

In allegato, le tabelle con tutti i dati delle province emiliano-romagnole.