Crollo dei fatturati per le aziende della provincia

Il primo semestre 2010 segna un sostanziale peggioramento rispetto alle aspettative che si erano create a fine 2009. Dinamica negativa per l’export. Calo congiunturale e profilo depresso per gli investimenti, che non sembrano orientati a recuperare in poco tempo i livelli antecedenti la crisi. E’ sempre più emergenza occupazione: non c’è abbastanza lavoro per assumere e diventa sempre più difficile mantenere i dipendenti già in forza.

Sono stati presentati i dati dell’Osservatorio congiunturale Cna-Bcc, elaborati in collaborazione con Istat, e le conclusioni sono tutt’altro che rosee.

Il rapporto di Cna
Non sono sufficienti gli scarsi e controversi segnali finora pervenuti, per ritenere che la crisi sia definitivamente alle spalle e che l’economia stia ripartendo. E anche se la ripresa fosse stata agganciata, è davvero troppo timida per essere credibile e  soprattutto, le imprese non sembrano accorgersene. Nonostante le variazioni tendenziali del 1° semestre 2010 sul primo semestre dell’anno precedente registrino per quasi tutte le variabili osservate (fatturato totale, fatturato estero, fatturato contoterzi, investimenti totali e in macchinari, spese per retribuzioni, formazione, consumi, etc.) un lieve segno positivo, lo scenario che si presenta esaminando i dati congiunturali, non è certo quello di una ripresa, ma piuttosto di una pesante stagnazione.
Questo il quadro congiunturale del primo semestre 2010 delineato da TrendER, l’Osservatorio congiunturale sulla micro e piccola impresa in Emilia Romagna, realizzato da CNA e BCC con la collaborazione scientifica di Istat, sui bilanci di 5.040 piccole imprese (da 1 a 19 addetti) associate;  campione che rappresenta tutto lo spaccato regionale.
La prima parte dell’anno, registra a livello tendenziale, un lieve aumento del fatturato totale (+0,2%), ma un pesante calo rispetto al semestre precedente (oltre il –8%). In particolare, per quanto riguarda il fatturato estero, si registra un andamento negativo sia a livello tendenziale (-19,6% rispetto allo stesso semestre dell’anno prima) che congiunturale: dal secondo semestre 2009 l’indicatore di livello1 del fatturato estero perde 18,5 punti, a dimostrazione che le micro e piccole imprese stanno ancora risentendo del crollo del commercio mondiale e stentano più delle imprese medio-grandi ad agganciare i segnali di ripresa internazionale. Anche sul piano degli investimenti, la progressione tendenziale registrata (+13,3%) non consente di farsi grandi illusioni, frenando le speranze che, pur lievi, si erano affacciate a fine 2009 (quando l’indicatore di livello degli investimenti era passato da 54,0 del 1° semestre a 75,5 nel secondo).

Dinamiche settoriali: solo la meccanica tira un po’ il fiato
Relativamente ai macrosettori, nelle costruzioni, il fatturato, fortemente oscillante da un semestre all’altro, è tuttora in grossa stagnazione (-1% in termini tendenziali) e con calo di livello da 131,5 nel semestre 2009 a 98,4 nel primo 2010 secondo l’indice elaborato da TrendER). Il manifatturiero è il solo che manifesta qualche lieve segnale di inversione (+1,6%), in particolare la meccanica che segna un + 2,9% del fatturato, ma resta sempre in area negativa (il livello del fatturato passa da 69,3 nel secondo semestre 2009 a 79,4 nel primo 2010; fatto 100 il livello di fatturato della meccanica di inizio 2005)). Alle aziende arrivano richieste di preventivi, ma ordini e commesse sono ancora a breve termine (tre-quattro mesi) e di entità medio basse. Una situazione che fa sì che gli imprenditori non azzardino investimenti, che tardano a ripartire (nella meccanica gli investimenti calano in termini tendenziali del -17,4%. Il settore della moda resta in forte negatività (-2,8% la variazione tendenziale del fatturato) e non si riscontrano segnali di inversione rispetto alla stagnazione in corso da tempo (l’indicatore di livello del fatturato passa da 58,0 del secondo semestre 2009 a 59,4 nel primo 2010; era a 100 al primo semestre 2005). Il legno-mobile continua a dare segnali negativi, mentre  alla fine del 2009, si erano alimentate aspettative di inversione di tendenza (il fatturato perde il 2,5% in termini tendenziali e il suo indice di livello cala anche in termini congiunturali poiché passa da 80,3 del 2° sem. 2009 al 75,0 del 1° 2010). Non bene anche l’alimentare, dove il fatturato registra una stabilità senza crescita (solo +0,9% con il livello che passa da 83 a 73,5 tra il 2° sem. 2009 ed il 1° 2010) e gli investimenti si riducono in termini tendenziali del -19,3% ( e in termini congiunturali, il loro livello passa da 60,5 a 37,3). Nel comparto servizi, dove il fatturato rimane stabile e senza crescita, registrano un andamento piatto se non declinante quelli alle persone e alle famiglie (-2% tendenziale; livello da 105,2 a 101,2), settore dove si avvertono ancora gli effetti negativi della crisi. Fanalino di coda tra i servizi, l’autoriparazione veicoli, tuttora in piena stagnazione, dove continua il calo del fatturato pari a – 0,9% (il livello passa da 77,6 a 78,3); situazione non recuperata da una timida ripresa degli investimenti. In stagnazione anche i trasporti dove si registra un ulteriore calo del fatturato.

Dinamiche provinciali: la crisi non si attenua
La provincia di Ravenna segna una ulteriore diminuzione in linea tendenziale di fatturato: -5,5%, investimenti: -11,9% e spese delle retribuzioni :-4,3% (i livelli relativi passano da 95,3 a 80,0; da 40,0 a 40,4; da 107,8 a 74,7 tra il 2° sem. 2009 e il 1° 2010).
La dinamica del fatturato per macro settore mostra che il riaccendersi della crisi non è generalizzato: interessa le costruzioni e il terziario, ma non il complesso delle manifatture, le quali mostrano segnali di ripresa dovuti, però, tutti alla meccanica, l’unico settore manifatturiero che registra una crescita tendenziale. Tra i settori del terziario si deve sottolineare la performance dei servizi alle famiglie e alle persone, per i quali la crisi non sembra avere prodotto, sinora, effetti depressivi del livello di fatturato.

“Questi dati – spiega Natalino GIgante, direttore della Cna provinciale di Ravenna -  confermano che non siamo ancora fuori dalla crisi. Lo evidenziano i dati, lo pensano gli imprenditori. I risultati di TrendER, infatti, coincidono con il quadro emerso dal Forum congiunturale, l’indagine qualitativa realizzata contestualmente su un panel di 162 aziende artigiane e piccole e medie imprese (da 4 addetti in su) associate alla Cna. Le prospettive di ripresa dell’economia appaiono deboli e distanti e si consolida la percezione che l’uscita dalla crisi si allontana. Non ci sarà ripresa, almeno fino al 2012: questa è la prospettiva predominante in tutti i comparti; significativo anche il livello di percezione del rischio di un ulteriore aggravamento della crisi, soprattutto in relazione all’occupazione”.
“Anche l’Albo provinciale delle imprese artigiane di Ravenna – conclude Gigante – continua a presentare un trend negativo: a giugno la flessione era del 2,2% (-200 imprese circa), mentre a settembre la situazione è leggermente migliorata, scendendo al -1,9%”.